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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Quando il Passante ti fa passare la voglia…

di ROBERTO BALDINI

C’è chi la voglia del «passante» se l’è fatta passare alla svelta dopo certe esperienze. Provate solo a immaginare come ci si possa sentire seduti su un vagone, magari da soli, magari stanchi morti dopo una giornata di lavoro, magari mezzi addormentati, vedendosi comparire davanti un tizio che ti agita sotto il naso una siringa insanguinata. Bravi gli agenti della Polfer a rintracciare e fermare il tossico che nei giorni scorsi ha messo a segno diverse rapine.

Ma il punto è che il Passante, dopo una certa ora, diventa il regno quasi incontrastato di ceffi di ogni risma. Qualche tempo fa ci è capitato, sulla S6 tra Milano e Magenta, di imbatterci in due energumeni che di pagare il biglietto non hanno voluto saperne. «Non paghiamo, embè? Che ci fai?», urlavano al controllore. Nulla, appunto. I due sono scesi indisturbati dove dovevano scendere, perché a nessun controllore si può chiedere di diventare Rambo e fare piazza pulita dei cattivi. Ma più sorveglianza da parte di personale ben visibile, ben addestrato e possibilmente ben armato, quella si dovrebbe chiedere, almeno dopo una certa ora, quando i vagoni diventano terreno di caccia di balordi o peggio.

La deterrenza è il solo sistema per restituire alla gente la tranquillità che merita. Ronde o no, una forma di difesa bisognerà trovarla, su questo benedetto Passante. Rudy Giuliani a forza di tolleranza zero ce la fece con la metropolitana di New York. Che Milano almeno ci provi.

Fonte: http://ilgiorno.ilsole24ore.com

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Questa voce è stata pubblicata il 4 novembre 2009 da in Leggo & Pubblico, Milano & Lombardia con tag , , , , , , , .
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