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Amianto: rimozione e smaltimento

L’articolo è disponibile solo per i Soci di Altroconsumo, tuttavia pubblico un breve riassunto:

Benché proibito, l’amianto può ancora trovarsi nelle nostre case. Come identificarlo, quando bisogna farlo rimuovere, a chi rivolgersi.

Dove potrei trovare l’amianto?
Il suo vasto impiego nel passato rende difficile stilare un inventario esauriente. Prodotti ed edifici costruiti dopo il ’94 non dovrebbero contenerne. Il problema si pone generalmente quando si fanno lavori di ristrutturazione o di riparazione in una casa. In questi casi, se vi sorge il dubbio, è d’obbligo richiedere una verifica sui materiali sospetti.

Chi devo avvertire?
Se si sospetta la presenza di amianto in casa propria si può compilare un modulo di autonotifica, scaricabile in genere dal sito della Regione o della propria Asl. Non esiste l’obbligo di rimozione se non nel caso in cui il materiale si presenti in forma friabile, giudicata pericolosa per la salute.

Chi rimuove l’amianto?
Solo ditte specializzate, iscritte all’Albo nazionale dei gestori ambientali. Sul sito http://www.albonazionalegestoriambientali.it, cliccando su Elenco Iscritti, è possibile effettuare una ricerca per Provincia e per categoria delle aziende iscritte all’Albo.

Quanto costa?
Rimuovere una tettoia in eternit costa intorno ai 13-15 euro a metro quadrato. Costi aggiuntivi da considerare sono: il ponteggio, da un minimo di 500 euro per il tipo più semplice fino a diverse migliaia di euro nei casi più complessi, e il Piano di intervento per la rimozione, un documento che l’azienda deve redigere e presentare alla Asl competente per territorio per spiegare come intende muoversi. A pagare è il proprietario dell’immobile. Se i materiali da rimuovere si trovano nelle parti comuni del condominio, la spesa va divisa tra i condòmini.

Fonte: www.altroconsumo.it

Un commento su “Amianto: rimozione e smaltimento

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Questa voce è stata pubblicata il 4 dicembre 2009 da in Ambiente & Ecologia, Consumatori & Utenti con tag , , .
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