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Gli analfabeti delle due ruote abitano a Roma e la patente a punti non esiste

di Maurizio Caprino

Questo non è il solito post su quanto è pericoloso andare in moto in città. Dall’indagine sui motociclisti romani fatta dall’Aci in parallelo col suo omologo spagnolo su Barcellona (Scarica ACI – Moto e scooter protagonisti in città) emerge non solo il solito fatto che a Roma ha avuto incidenti più di uno su due di loro (tanto che la riduzione di vittime e feriti a livello nazionale e generale per i centauri della capitale non si vede) e che molto è dovuto alle buche.

La ricerca mostra pure l’analfabetismo di una classe di “motociclisti per forza”, catapultati giù dall’auto per l’impossibilità di utilizzarla per andare al lavoro (il traffico di Roma lo conoscete) e il fallimento senza appello della patente a punti.

L’analfabetismo si concretizza soprattutto nel fatto che gli scooteristi romani vanno su due ruote mediamente da più di dieci anni, ma non conosce né le tecniche di guida sicura né l’importanza dell’abbigliamento tecnico (nemmeno del casco integrale, non parlo di paraschiena e guantoni). Il confronto con Barcellona, che pure non è Stoccolma, è imbarazzante.

Sul fronte della patente a punti, i motociclisti romani intervistati ammettono di commettere un mare d’infrazioni, ma raccontano che nell’ultimo anno solo un terzo di loro è stato multato. Devo quindi ripetere la mia convinzione sulla patente a punti, che è servita prevalentemente a farci rallentare un po’ in autostrada e a far allacciare un bel po’ di cinture (solo anteriori, però) in più.

Risultati che riguardano solo le infrazioni più facilmente colpibili e che quindi sarebbero stati raggiungibili anche con strumenti meno onerosi e sofisticati della patente a punti. La quale è invece idonea a tagliare un po’ tutte le infrazioni dando molto più ordine alla circolazione, ovviamente a patto che i controlli ci siano.

Per la stessa ragione, mi pare discutibile la ricerca accademica riportata da Paoblog la settimana scorsa (https://paoblog.wordpress.com/2009/12/18/patente-a-punti-flop/), che arriva a dimostrare il flop della patente a punti ma andando involontariamente a osservare dove ha funzionato meglio. Non mi dilungo, il commento completo lo leggerete nel link che vi ho riportato.

Fonte: http://mauriziocaprino.blog.ilsole24ore.com/

Un commento su “Gli analfabeti delle due ruote abitano a Roma e la patente a punti non esiste

  1. Francesco
    23 dicembre 2009

    Non si può che condividere il senso di “analfabetismo delle due ruote” così come spiegato da Maurizio Caprino: la maggior parte degli scooteristi – ovvero, non tanto i motociclisti che, generalmente, è una categoria di appassionati – romani usa il mezzo a due ruote per necessità, per velocizzare i propri spostamenti.
    Questo aspetto, unito a una sorta di generale leggerezza che distingue molti conducenti di mezzi a motore a due o quattro ruote della Capitale, fa sì che nelle strade cittadine di Roma regni sovrana l’anarchia della circolazione stradale…

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