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Vini: le annate «false» svelate dai test atomici

Chi garantisce che un Bordeaux o un Borgogna è davvero pregiato tanto da diventare un buon investimento, almeno per i collezionisti di bottiglie? I ricercatori australiani hanno trovato il modo, sfruttando le conseguenze degli esperimenti nucleari sull’atmosfera. Ma andiamo con ordine.

Stabilire l’annata di un vino non è sempre facile e, con i prezzi che corrono, i falsi non mancano. È vero che i produttori si sono inventati vari sistemi per impedire le contraffazioni, sistemi basati su sigilli speciali o su etichette high tech, ma non esiste un metodo infallibile per dire che quello riportato dall’etichetta corrisponde a quello che c’è nella bottiglia.

Il problema se lo sono posto anche i ricercatori dell’Università di Adelaide e non a caso : l’Australia è una grande produttrice ed esportatrice di vini e si sa che certe annate sono particolarmente buone, grazie al verificarsi di condizioni ambientali ideali per le viti, e che altre, invece, non lo sono affatto, sia per la quantità che per la qualità della produzione.

Tutto questo condiziona il mercato, compreso quello dei «falsi». Adesso però i consumatori più raffinati e i collezionisti più esigenti hanno trovato chi potrebbe tutelarli.

Continua la lettura qui > http://www.corriere.it/salute/nutrizione/10_marzo_22/vino-annata-test-atomici_bec27f46-34c6-11df-b226-00144f02aabe.shtml

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Questa voce è stata pubblicata il 22 marzo 2010 da in L'angolo del vino ( e della birra) con tag , , , .
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