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Shampoo antiforfora:gli ingredienti efficaci e quelli da evitare

Ingredienti efficaci contro la forfora
Attraverso specifiche analisi di laboratorio abbiamo rilevato la presenza nei prodotti testati dei più comuni principi attivi con efficacia antiforfora, quali:

  • Zinc pyrithione (Zpt): è un potente agente antifungino, presente negli shampoo sotto forma di micro particelle piatte che rimuovono le scaglie, ricoprendo la cute in modo uniforme. I preparati a base di Zpt sono delicati e tollerati dalla maggior parte delle persone che soffrono di forfora. Lo Zpt riduce infatti l’aggressività dei tensioattivi, i principali agenti pulenti contenuti negli shampoo, che talvolta possono provocare dermatiti da contatto. Lo Zpt è il più comune fra i principi attivi antiforfora, mentre non è contenuto nei normali shampoo.
  • Salycilic acid è un ingrediente esfoliante. Aiuta a rimuovere le scaglie di forfora anche se a volte può irritare e infiammare la cute. Per legge è ammesso anche come conservante. Se è contenuto nei cosmetici, è necessario che le etichette espongano il divieto di utilizzo per i bambini sotto i tre anni. Molti prodotti del nostro test lo contengono, mentre nei normali shampoo è usato in piccole dosi come conservante.
  • Piroctone olamine (octopirox) è un efficace antibatterico. Durante il nostro test non abbiamo riscontrato casi di pelle irritata e tossicità in seguito all’utilizzo di questo principio.Non è molto comune fra gli shampoo antiforfora, e viene spesso usato in combinazione con altri ingredienti
  • Selenium disulfide: è un principio con proprietà antifungine, e aiuta a rallentare il processo di ricambio di cellule della cute (una delle cause della forfora), anche se ha una minore tollerabilità cosmetica rispetto allo Zpt. La sua presenza è permessa per legge solo negli shampoo antiforfora. Può infatti essere irritante per la pelle e per gli occhi.

Ingredienti da evitare
Oltre a questi principi attivi e ai tensioattivi gli shampoo antiforfora possono contenere altri ingredienti, permessi dalla legge ma piuttosto inquinanti e aggressivi. Sconsigliati i prodotti cosmetici che contengono alcuni composti chimici, come:

  • Formaldeide e derivati: sono ammessi come conservanti, ma in quantità limitate perché classificati come cancerogeni. Possono provocare irritazioni e dermatiti.
  • Il metil-iso-tiazolinone (methylisothiazolinone) è impiegato come conservante in ambito cosmetico. È meglio evitarlo durante la gravidanza.
  • I derivati del petrolio (petrolati e paraffina) sono molto usati per i cosmetici, perché economici e praticamente anallergici. Ma non sono biodegradabili e la loro lavorazione è ad alto impatto ambientale. I prodotti che li contengono, quando sono applicati sulla pelle formano una sottile pellicola che ostacola la respirazione.
  • I colorantisono usati per scopi estetici e la loro presenza può far aumentare il rischio di reazioni allergiche. Sono utili per differenziare certi prodotti da altri, evitando per esempio che i bambini gli ingeriscano per sbaglio.
  • Il tetrasodiumEdta impedisce che la stabilità e l’aspetto dei cosmetici stessi si alteri, rafforzando la funzione dei conservanti. È molto inquinante perché “sequestra” i metalli rendendoli solubili nelle acque di mari e fiumi. L’acido citrico può essere un valido sostituto, ma non ha la stessa efficacia antibatterica.
  • Per quanto riguarda poi i profumi usati nei cosmetici, questi possono contenere fino a 26 sostanze allergeniche, che secondo la legislazione europea i produttori sono obbligati a riportare sull’etichetta. I consumatori in generale li gradiscono, ma sono sostanze inquinanti, e per questo andrebbero aggiunte in quantità limitate. Inoltre nel caso degli shampoo antiforfora utilizzati su pelle già irritata, possono essere più irritanti.

Infine i parabeni sono sostanze usate come conservanti assolte dal nostro test. Sono efficaci in piccole quantità: i conservanti sono necessari nei cosmetici e l’utilizzo di parabeni (in particolare methylparaben e ethylparaben) è un giusto compresso fra efficacia, sicurezza e impatto ambientale.

Infine il Sodium Lauryl Sulfate, popolarmente conosciuto come Sls è un comune tensioattivo, efficace, economico e non cancerogeno. È accettabile che sia contenuto negli shampoo, ma consigliamo comunque ai consumatori di evitarlo se si tratta di prodotti per bambini o per l’igiene intima.

Fonte: www.altroconsumo.it

4 commenti su “Shampoo antiforfora:gli ingredienti efficaci e quelli da evitare

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