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L’abusivismo turistico a Roma

Cenare in coppia un ristorante del Centro e ritrovarsi un conto di più di trecento euro; fare pochi chilometri in taxi e spendere il doppio di un corsa normale; pagare un fantomatico guardiano del Belvedere per ammirare il panorama e, l’ultimo dei paradossi, pagare il ticket per visitare la Basilica di San Pietro. Sono alcune dei piccoli, grandi “pacchi” in cui possono incappare i milioni di turisti ogni giorno in visita nella Capitale.

Secondo recenti indagini della Polizia Provinciale l’abusivismo turistico riguarderebbe infatti  ben il cinquanta per cento del settore a Roma, tanto da ipotizzare la presenza di una vera e propria organizzazione criminale con un giro di affari consistente, che gli operatori del mercato stimano in molti milioni di euro all’anno in contanti, probabilmente riciclati in attività illecite.

Le zone più colpite sono il Vaticano e il Colosseo. Dai controlli degli agenti effettuati tra novembre 2009 e aprile 2010, è risultato che su 793 persone fermate ed identificate, 594 sono procacciatori e centoventi sono state sanzionate in quanto guide abusive.

Nella maggior parte dei casi, i malcapitati che cadono nella rete vengono adescati per strada, vicino ai luoghi di attrattiva, ma in alcuni casi i procacciatori sono riconducibili ad agenzie di viaggio regolarmente autorizzate: l’intermediario è un sito Internet privo di qualsiasi riferimento relativo alla società promotrice, dove sono pubblicizzati i tour di Roma. In questo caso i contatti con i clienti avvengono quasi esclusivamente attraverso e-mail.

Ad allarmare è anche il dato relativo alle agenzie di viaggio: delle 32 controllate ben 30 sono risultate  non in regola.

Cosa può fare  dunque il turista per non incorrere nel “pacco”? Ecco qualche consiglio:

1. Attenzione e solerzia prima di tutto;
2. affidarsi sempre a operatori esperti del settore;
3. non firmare nulla senza aver prima letto con attenzione;
4. diffidare da chi si avvicina per strada offrendo i suoi servigi.

Se il visitatore è poi straniero la faccenda diventa più complicata visto il disagio spesso rappresentato dalla lingua: sono le istituzioni in questo caso a dover garantire tutela, anche perché questo genere di episodi non fanno bene all’immagine del nostro Paese.

La neo “Consulta anti-abusivismo” promossa dalla Provincia è un buon inizio se accompagnato da seri controlli e sanzioni dure. Solo così si possono premiare i soggetti onesti sul mercato, promotori di un turismo di qualità e al servizio del consumatore.

Autore: Simona Volpe

Fonte: http://www.consumatori.it

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