Paoblog.net

Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Batterie ricaricabili e caricabatterie

L’articolo è disponibile solo per i Soci di Altroconsumo, per cui pubblico solo un breve riassunto:

Le batterie ricaricabili convengono più delle usa e getta e inquinano meno. Ma alcune durano meno di quanto promesso. Test anche sui caricatori.

Evitare le pile usa e getta
Telecomandi, radiosveglie, telefoni cordless sono solo alcuni degli strumenti di uso quotidiano alimentati a pile. Le pile, però, non sono un buon affare: sono adatte a un uso limitato e sporadico, costano e contengono sostanze inquinanti per l’ambiente.

Per tutti questi motivi conviene farne un uso minimo e soprattutto scegliere solo le ricaricabili (quelle del nostro test, insieme agli indispensabili caricatori), che rispetto a quelle usa e getta hanno una vita più lunga. Anche con uno smaltimento accurato (tramite gli appositi contenitori), il problema ecologico resta. Visto che delle pile oggi in pratica non si riesce a fare a meno, cerchiamo di acquistare quelle che hanno minori svantaggi per noi e per l’ambiente.

Alcune batterie durano poco
Le pile del test sono ricaricabili stilo e ministilo ad alta capacità, generalmente affidabili, molto adatte a un uso intenso, per esempio per far funzionare una fotocamera digitale. Abbiamo valutato le prestazioni delle batterie in tre condizioni di utilizzo: con telefono
cordless (uso continuo), flash (grande consumo istantaneo) e macchina fotografica digitale (uso misto).

Anche se rimangono di gran lunga la scelta migliore rispetto alle usa e getta, le ricaricabili hanno un punto da migliorare: perdono presto buona parte della loro resa, soprattutto se si tratta di stilo. Le nostre prove dimostrano che fino a 100 cicli nessun modello presenta particolari problemi, poco dopo si iniziano a vedere i primi cedimenti e a 200 cicli alcuni modelli perdono quasi per intero la loro “memoria energetica”.  Fuori dal laboratorio, la durata potrebbe essere anche inferiore. E quando una pila si scarica iniziano i problemi di smaltimento.

Caricabatterie a confronto
Per usare queste pile bisogna ricaricarle, quindi abbiamo messo alla prova anche i caricabatterie. Le prestazioni sono mediamente buone. I nuovi caricabatterie devono poter ospitare i vari modelli di pile presenti sul mercato. I sistemi migliori sono quelli che indicano la tensione della batteria, meglio ancora se con indicatore luminoso, cosa che permette di rigenerare le pile in modo corretto e adeguato al modello, senza rischiare di sovraccaricarle.

Come far durare a lungo le pile
Ecco qualche consiglio per utilizzare al meglio le batterie ricaricabili, per farle durare di più e mantenere in buono stato anche gli apparecchi che alimentano.

– Per prima cosa, scegliete sempre le batterie ricaricabili. Le pile usa e getta sono molto più inquinanti e non convengono economicamente.
– Usate sempre le batterie in gruppi di 2 o 4 della stessa marca e tipo, comprate nello stesso momento. In questo modo saranno sottoposte agli stessi sforzi, invecchieranno di pari passo e verosimilmente moriranno insieme. Potete segnarle in modo da riconoscerle dopo ogni ricarica e rimetterle insieme ogni volta.
– Non usate mai una batteria nuova insieme ad altre più vecchie, né una appena ricaricata insieme ad altre scariche. Per non confondervi, separate le batterie a piena carica da  quelle già utilizzate, conservandole magari in contenitori diversi.
– Non mescolate mai batterie NiCd e NiMH nello stesso apparecchio né di diversa marca e modello.
– Ricaricate le batterie solo poco prima di usarle: stando tanto tempo inutilizzate, possono perdere gran parte della loro carica.
– Non portate mai le batterie sfuse in tasca: se entrano in contatto con altri oggetti metallici, come un mazzo di chiavi, c’è il rischio che vadano in corto circuito.

Fonte: www.altroconsumo.it

2 commenti su “Batterie ricaricabili e caricabatterie

  1. paoblog
    11 gennaio 2011

    Io posso solo fare riferimento alla mia esperienza. Ho progressivamente sostituito il 90% delle pile usa e getta con quelle ricaricabili. Telecomandi, mouse e tastiera cordless, orologi, sveglie e termometri digitali (interni/esterni).

    Mi trovo benissimo e non ho il problema del lettore in quanto la maggior parte di questi apparecchi segnala in anticipo il calo della carica delle pile dandomi tutto il tempo per mettere in carica le ricaricabili e che effettuo nella notte.

    Si sa che le pile ricaricabili perdono progressivamente la carica, per cui è sufficiente modificare leggermente le proprie abitudini d’utilizzo. Capita che, vale per i telecomandi ad esempio, la pila ceda senza preavviso, per cui è sufficiente tenere a disposizione una coppia di pile usa e getta da utilizzare per il tempo necessario a ricaricare le altre.

    Il problema della scarsa diffusione è, secondo me, duplice. Il prezzo d’acquisto ancora alto, che però si ammortizza nel giro di un anno (ho fatto conti precisi prima di decidermi al passaggio completo) ed una certa pigrizia dei consumatori che considerano un fastidio dover attendere la ricarica oppure effettuare la sostituzione una volta in più.

    Dal mio punto di vista è più fastidioso l’inquinamento ambientale, in gran parte evitabile, che comporta l’utilizzo delle usa e getta. Ma ognuno ha le sue priorità…

  2. Giancarlo
    11 gennaio 2011

    Come mai le batterie ricaricabili non hanno molto successo? Ve lo dico io perchè. Anch’io ritenevo che fossero comode e a portata di necessità. Invece non è così perché le batterie ricaricabili se non utlizzate ed anche se lasciate nel loro involucro originale si scaricano con il tempo e quando ti servono non puoi utilizzarle. La ricarica richiede ore. Ragion per cui sono ritornato a quelle usa e getta. Giancarlo.

I commenti sono chiusi.

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 11 gennaio 2011 da in Consumatori & Utenti con tag , , , , .
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: