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Lo smaltimento delle pile non decolla

Facendo seguito al post riassuntivo dell’articolo di Altroconsumo sull’utilizzo di pile ricaricabili (Vedi > https://paoblog.wordpress.com/2011/01/11/batterie-ricaricabili-e-caricabatterie/) integro il tutto parlando dello smaltimento delle pile usa e getta; come scritto nell’articolo  in Italia esiste solo impianto innovativo per il riciclo delle pile, a Colico, oggi in fase di sperimentazione, che opera su piccola scala.

La raccolta differenziata delle pile è ferma al 10%, a breve non verranno aperti nuovi impianti e le pile italiane continueranno a essere inviate per lo smaltimento in Francia e Germania. Almeno fino a quando lo smaltimento delle pile sarà considerato un processo poco remunerativo.

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Queste sono le fasi del processo di smaltimento:

Selezione:  Le impurezze vengono eliminate manualmente e le pile vengono selezionate in base alle dimensioni e per tipologia (zinco carbone, alcaline, litio).

Triturazione: Le pile simili sono triturate in piccoli pezzi, in modo da separare i diversi materiali: pasta di pile, ma anche materiali ferrosi, carta, plastica.

Trattamento chimico: La pasta di pile viene lavata, poi grazie a un trattamento chimico, si separano i metalli e si recuperano manganese e zinco.

Recupero dei materiali: La parte solida, che è avviata al recupero, è e manganese. composta da carbonio.

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Segue la trascrizione dell’intervista a Massimiliano Serra che lavora al Csr, il Centro servizi raee, che si occupa di rifiuti elettrici ed elettronici e di raccolta di pile.

Dove finiscono le nostre pile?
Per lo più all’estero. In Italia non ci sono impianti, mancano i fondi per fare investimenti specifici. Altri paesi sono molto più all’avanguardia, pensiamo a Francia e Germania per esempio, che vantano impianti dove i metalli contenuti nelle pile vengono fusi e poi recuperati. Sono però realtà molto costose a livello di gestione, che richiedono anche investimenti iniziali notevoli. Da noi ci sono alcuni progetti, ma di concreto per ora c’è solo un impianto in fase sperimentale.

A Colico, un impianto all’avanguardia…
Per ora lavora su scala ridotta, ma a breve si ingrandirà. Sono i pionieri di una nuova tecnica di recupero delle pile in Italia, oltre a essere i primi ad avere un impianto autorizzato.

Come funziona la raccolta delle pile?
Prima tutto era affidato ai Comuni, oggi sono i produttori a doversi occupare della raccolta delle pile. Il D.Lgs. 188/2008 prevede che i produttori gestiscano, sostenendone i relativi costi in proporzione alle proprie quote di vendita, sistemi di raccolta separata di questi rifiuti, in modo da realizzare una gestione delle pile che riduca al minimo lo smaltimento insieme ai rifiuti indifferenziati.

Molti produttori hanno aderito ai sistemi di raccolta e hanno attivato la raccolta gratuita presso i rivenditori o i centri di recupero urbani: per sapere come funziona provate ad andare su www.pileportatili.it. Questa fase volontaria cesserà quando sarà operativo un centro di coordinamento nazionale.

Intanto le nostre pile finiscono all’estero.
Il decreto sulla gestione delle pile è stato emanato solo due anni fa e ci vuole del tempo perché entri in vigore. Nel frattempo i sistemi collettivi sono partiti ed è già un buon avvio.

Fonte: www.altroconsumo.it

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 12 gennaio 2011 da in Ambiente & Ecologia, Consumatori & Utenti, Riciclo = Risorsa con tag , , , , , .
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