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Partendo dai clandestini a casa Baglioni…

Oggi Lory mi ha scritto in merito alla notizia circa l’occupazione (per una notte) della casa di Baglioni a Lampedusa da parte di sei clandestini tunisini che hanno fatto irruzione nella casa. Prendo atto che hanno mangiato e dormito e non hanno fatto danni.

Ovviamente la notizia di per sè nasce e muore in poche righe, ma è stato uno stimolo a parlare un pò fra noi dell’immigrazione, ma soprattutto dell’atteggiamento (spesso ipocrita) di molti che tacciano tutti di razzismo non appena si alza una voce critica, salvo poi comportarsi in modi veramente incivili.

Mi racconta Lory di aver tratto la notizia su Facebook, dal profilo di Clarissa Martinelli (una dj di Radio Bruno, una radio locale che però è molto diffusa anche a livello regionale) e che spesso pubblica spunti interessanti.

Continua Lory: … i commenti lasciati a questa notizia sul profilo di Clarissa meritano, però, nel senso che descrivono anche la mia reazione.

Ti mando solo quest’altro commento, proprio di Clarissa:  la scorsa estate tra i ragazzi che montavano il palco avevamo diversi musulmani. Li ho condotti al catering dei cantanti dove avevamo pizze, gnocco, panini, tramezzini e, nonostante non fosse previsto negli accordi, ho proposto loro di mangiare lì. Si sono avvicinati e mi hanno quasi offesa perchè tra strutto e insaccati tutto conteneva maiale e il loro capo mi ha detto che la prossima volta dobbiamo pensare anche ai musulmani. La prossima volta vanno al bar.

Lory: Mi sa che si solleva un po’ troppa polvere, però, con questi argomenti….per questo ero restia…

Secondo me: al giorno d’oggi dire una cosa così ti classifica razzista… come è vero che uno può agire in buona fede ed il musulmano potrebbe benissimo ringraziare e declinare, senza per questo incazzarsi ed essere offensivo. Purtroppo in troppi (e qui mi riferisco a tutti quanti) si mettono al centro del mondo. Basterebbe il buonsenso… ed il rispetto reciproco… di certo per ottenere rispetto, ne devi anche dare…

Lory: i miei temi in merito a immigrazione, solidarietà, annessi e connessi, dalle medie alle superiori, sono sempre stati oggetto di repressione..neanche di discussione..non si poteva minimamente ammettere che una ragazzina pensasse che se vuoi risolvere i problemi degli altri, prima devi risolvere i tuoi, sennò si ammucchiano o che se io sono ospitata in un paese vedo di adeguarmi alle regole imposte là…per questo mi aspetto che venga fatto lo stesso se un altro viene a casa mia, certo, sempre con le dovute maniere, ma la base è questa.

Tra i dipendenti della ditta dove lavoro io c’è un ghanese, schernito, naturalmente alle spalle, da tutti gli altri, ma gran lavoratore, corretto, rispettoso e di cui ho stima..ha appena portato qui la sua famiglia dal Ghana e sarà mancato dal lavoro si e no 10gg in quasi 10 anni…per questa gente ho rispetto e solidarietà…e li ritengo al mio pari e così li tratto…quindi non mi ritengo razzista.

Secondo me: La mia esperienza lavorativa mi ha fatto lavorare con dipendenti musulmani, che sono rimasti qua 30 anni, mica pochi. Nessun problema, massimo rispetto in entrambi i sensi e non cito neanche il termine tolleranza, perchè sarebbe come dire che di aspetti fastidiosi ce ne sono stati, ma sono stati, per l’appunto, tollerati. Ed invece no, è stato uno scambio continuo di cultura.

C’è da dire, ad esempio, che fedele al rispetto delle culture e religioni altrui, quando sono stato in Cina anni fa, un tipo che era nella comitiva, ad un certo punto mi fa: ho notato che sei molto rispettoso di usi e costumi locali.

Si, certo, è vero, d’altro canto sono a casa loro, ma certamente non mi sarebbe mai venuto in mente di entrare nel tempio dove si celebrava una cerimonia funebre, a sparare flash in faccia ai monaci ed ai parenti del morto, come invece aveva fatto il tipo in questione.

Abbiamo un cliente in Turchia che ho ritenuto fosse musulmano. Tempo fa a Natale mi sono posto il problema se fosse il caso di inviargli o meno la classica mail di auguri per una festività che nulla c’entra con la sua religione. E mentre io ci pensavo su, ecco che è lui a mandarmi gli Auguri di Natale e via andare.

Credo che, come sempre, sia il caso di usare il buonsenso e di piantarla di vedere l’attacco (personale, sportivo, religioso, ecc…) in qualsiasi fatto o parola, a meno che vi sia evidente cattiva fede; ma anche in tal caso si può quasi sempre risolvere a parole, con un chiarimento.

Certo che finchè si cerca lo scontro e non il confronto, non si va da nessuna parte…

Un commento su “Partendo dai clandestini a casa Baglioni…

  1. Poppea
    18 febbraio 2011

    La penso come Lory, non ho avuto le sue esperienze lavorative ma ho conosciuto, perché sono arrivati a Civitavecchia mi sembra dalla Libia, dei ragazzi (ti parlo di 30 anni fa’ per questo dico ragazzi) un fratello ed una sorella di religione musulmana.

    Persone abbastanza ricche e con un alto livello culturale, io sapevo che erano musulmani ma se non lo avessi saputo non me ne sarei certo accorta.

    Partecipano alle feste che si facevano in casa, ovviamente non bevevano alcolici e non mangiavano il panino col prosciutto ma quello col formaggio, credimi non hanno fatto mai menzione della loro religione e non rompevano i coglioni.

    Si sono integrati benissimo ed ora sono padri e madri di ragazzi nati in Italia. Per quanto riguarda la villa di Baglioni, probabilmente se la gente non sapesse che è la sua lo avrebbero fatto anche gli italiani.

    Quello che dico io è che questa gente lavora, deve avere innanzi tutto la cittadinanza italiana e devono essere pagati allo stesso modo, perché se accettano paghe più basse danneggiano la gente che ha sempre vissuto e lavorato in Italia.

    Quello che sta succedendo qui è che alla fine si da il massimo rispetto per questa gente, nelle scuole non si fanno più le recite di natale e ci si dimentica degli italiani.

    Noi abbiamo i nostri usi e come questa gente pretende che vengano rispettati i loro alla stessa maniera devono rispettare quelli del paese che li ospita.

    Non si può chiedere a dei bambini di non fare la recita di Natale, chi la vuole fare la fa, chi non vuole o non può non la fa.

    Se continuiamo di questo passo poi non ci dobbiamo lamentare che qualcuno ha scritto sui muri di Roma “-4” dopo che sono morti quei poveri bambini rom.

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Questa voce è stata pubblicata il 17 febbraio 2011 da in Pensieri, parole, idee ed opinioni, Persone & Società, Religioni & C. con tag , , , , .
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