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Referendum del 12-13 giugno per la privatizzazione dell’acqua

Vai a votare, Vota Si, Vota No, ma non permettere che sia l’astensione a decidere del tuo futuro!

…poi che ognuno faccia la sua scelta, per quel che mi riguarda…

Questo era l’unico quesito che mi ha fatto riflettere più a lungo, in quanto ero indeciso; poi ho letto il pensiero che copio in calce ed ho optato per il SI.

A seguire ho pensato anche a Chi gestisce Cosa e Come in Italia. Ed allora ecco che anche una buona idea viene totalmente falsata da incapacità ed interessi personali oltre che, naturamente, al totale disprezzo delle leggi e normative vigenti.

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La gestione del servizio idrico deve soddisfare bisogni collettivi e universali, cioè garantire a tutti l’accessibilità all’acqua (che non è una merce) secondo standard qualitativi, tariffari e di efficienza.

In Italia, accanto a esempi di non buona gestione pubblica delle reti idriche (che è necessario rendere più efficiente), ne abbiamo tantissimi di eccellenti, per cui l’obbligo di dare una quota minima di gestione del 40% ai privati è una scelta del tutto insensata e ideologica.

Forse è un pregiudizio anche escludere a priori un possibile contributo di privati, ma è ingenuo credere che non sia il business quello che li attira. Di certo, pensare di migliorare l’efficienza della rete e la qualità dell’acqua solo affidandole ai privati è pura illusione.

Ha senso che un privato agisca in regime di monopolio (tale è la gestione a livello locale), con elevati rischi di rendite speculative? E che si preoccupi di fare investimenti su strutture non sue, visto che l’acqua e la rete rimangono di proprietà pubblica?

Pare di no, visto che le privatizzazioni dell’acqua avviate negli scorsi anni non hanno portato vantaggi: dove ci sono i privati l’acqua rischia di costare di più e alcune città francesi, come Parigi, che avevano imboccato la via della privatizzazione, hanno fatto marcia indietro.

Ciò che va assicurato è una buona gestione, capace di eliminare gli enormi sprechi della rete attuale e di offrire un servizio di qualità, contrastando ogni tentativo di profitto sull’acqua.

Solo un’autorità nazionale indipendente di controllo potrà vigilare su chi gestisce i servizi idrici, ed essere garante per i cittadini sulla congruità delle tariffe, rispetto agli investimenti fatti e alla qualità.

Sull’acqua e su altri temi legati al bene comune e alla salute collettiva, come le scelte energetiche, è molto importante anche avviare campagne di informazione, perché i cittadini siano più consapevoli, più attenti nei comportamenti, più attivi nella società.

Questi sono anche i nostri obiettivi, convinti come siamo che per salvaguardare beni e diritti di tutti serva anche la personale cura di ognuno di noi.

Tratto dalla lettera di Rosanna Massarenti – Direttore di Altroconsumo

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Scheda rosa

 – abroga la norma che affida i servizi pubblici ai privati
NO – mantiene in vigore la norma
La scheda rosa contiene il primo quesito, sulla privatizzazione dell’acqua e di altri servizi pubblici. Si chiede l’abrogazione dell’articolo 23-bis della legge 133/2008, che privatizza i servizi pubblici di rilevanza economica, e può riguardare, oltre l’acqua, anche rifiuti, bus e metropolitane. La disposizione attuale stabilisce come modalità ordinaria di gestione del servizio idrico l’affidamento a soggetti privati o a società a capitale misto pubblivo/privato, all’interno delle quali il privato detenga almeno il 40%.
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Scheda gialla

 – abroga il riferimento al criterio dell’adeguatezza della remunerazione del capitale investito
NO – mantiene in vigore la norma
Abroga l’art. 154 del D.Lgs. 152/2006 nella parte in cui consente ai privati di stabilire una tariffa per il servizio idrico tenedo conto dell’adeguatezza della remunerazione del capitale investito. Secondo i promotori del referendum questa parte della norma consentirà ai gestori di ottenere profitti garantiti sulla tariffa caricando sulle bollette dei cittadini un 7% a remunerazione del capitale investito.

 

2 commenti su “Referendum del 12-13 giugno per la privatizzazione dell’acqua

  1. roberto
    17 giugno 2011

    certo, lasciare il rubinetto aperto non’è accettabile quindi quella famiglia che fa questo va punità concretamente. Qua a piombino abbiamo l’asa che ti vedi arrivare una bolletta a zero,quindi pensi che hai pagato le bollette recenti in piu dei consumi .poi prossima bolletta ti vedi un addebito di 500 euro

    “sono pazzi ?”è ovvio che poi escono famiglie che evadano il pagamento di tali fatture.

    Io penso che tutto questo è alla speculazione dei costi di gestione ,e da non effettuare il controlli ai contatori come faceva una volta l’enel che ti venivano a casa per leggere il contatore della luce . ovvio che dovrebbero impegnare personale per tale operazione ,quindi vanno a risparmio calcolandoti approssivamente un consumo presunto basandosi sui consumi presunti dell’anno precedente .

    è giusto pagare l’acqua ,sia per le manutenzioni dei depuratori sia per riparazioni di tubazioni principali, ma i costi attuali ai privati (acqua al rubinetto ) sono un furto .

    quindi in questo caso concordo in parte con gli evasori. ma le fontanelle poste in tanti città con acqua che sgorga liberamente senza sosta chi la paga? noi?

    in sostanza per definire il mio concetto, penso che i cittadini debbono pagare una tassa dulle manutenzioni dell’acquedotti, ma l’acqua viene dal cielo e nessuno la puo vendere.

  2. Poppea
    9 giugno 2011

    Anche io voterò si anche se mi sta’ sul xxx che il 30% dei civitavecchiesi non la paghino e, guarda caso sono quelli che dimenticano il rubinetto aperto, lo ha detto una signora a mia madre; lei vive in un alloggio popolare ha 4 figli e non paga l’acqua, spesso dimentica il rubinetto aperto.

    A queste persone la privatizzerei credimi! Io ad Allumiere ho l’Acea come a Roma; diciamo che è una società che gestisce la manutenzione in accordo col comune, ma se salti due bollette, dopo che ti hanno mandato avvisi te la chiudono.

    Così dovrebbe essere, non come a Civitavecchia che mia madre con 582 euro mensili deve pagare l’acqua anche per chi non la paga.

I commenti sono chiusi.

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