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Fisco online: qualche intoppo

L’articolo è disponibile solo per i Soci di Altroconsumo, per cui pubblico solo un breve riassunto:

Il federalismo fiscale dà più potere agli enti locali. Ma sui loro siti pagare i tributi rimane un’impresa.

L’idea di fondo che ha ispirato l’introduzione del federalismo sarebbe quella di dare maggior autonomia alle amministrazione locali, avvicinando il fisco alle esigenze concrete degli italiani.

Purtroppo, le pagine web dei Comuni spesso non hanno una sezione dedicata ai tributi o, se esiste, solo raramente è in home page: ciò costringe il povero contribuente a cercarla faticosamente nelle varie sottosezioni del sito.

E, come se non bastasse, non è nemmeno stato creato un format unico, utilizzabile da ogni singolo Comune in base alle proprie esigenze, in modo da uniformare procedure e adempimenti.

Le modifiche della geografia tributaria che discendono dall’ormai avviato federalismo fiscale sono molte e gradualmente vedranno la luce nel corso dei prossimi anni.

Finora le differenziazioni di imposizione, date dalla limitata potestà legislativa in materia fiscale lasciata ai Comuni, hanno riguardato pochi tributi. Tuttavia, nonostante la mole di informazioni sia ora ridotta, a livello locale non abbiamo notato un grosso sforzo per semplificare la vita dei cittadini.

Ci chiediamo quindi se, con l’introduzione di tributi sempre più differenziati, il contribuente non si troverà ancora più nell’impossibilità di reperire le informazioni necessarie.

Alcuni esempi virtuosi esistono già. Perché non seguirli a livello nazionale, cercando di uniformare un servizio utile a tutti?

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