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A Milano “la dieta Berrino” proposta a 70mila bambini delle scuole, un’anomalia da risolvere

un articolo di Roberto La Pira che leggo su Il Fatto Alimentare

Nella vicenda dei pasti serviti a 70 mila bambini delle scuole di Milano c’è un’anomalia che molti genitori non conoscono.

Si tratta del nuovo menù  scelto dalle mamme della Commissione mensa cittadina insieme al vicesindaco di Milano nel mese di  agosto 2011, e dallo staff tecnico di Milano Ristorazione della precedente gestione.

Il nuovo menù ha eliminato i piatti preferiti dai bambini come il gelato (indice di gradimento 100%), la fesa di tacchino al latte (96%), i tortellini di carne in brodo (87%), il tonno (85%), lo yogurt (78%)…..

Per contro sono arrivate frittate, minestre d’orzo e di farro che però hanno un indice di gradimento inferiore al 30%. Dal menù è sparito il prosciutto cotto, c’è meno carne e anche la pasta in bianco è scomparsa.

Questo menù adottato nelle scuole  a metà ottobre sposa molte teorie dietetiche del prof. Franco Berrino, che propone un profilo vegetariano-vegano con grosse limitazioni per la carne e gli insaccati e altri prodotti alimentari di origine animale, che invece piacciono a molti bambini.

L’anomalia milanese è proprio la dieta Berrino che si contrappone alle linee guida  adottate in tutta Italia  dell’Istituto nazionale della nutrizione.

Queste linee guida  non prevedono hamburger  patatine e Coca-Cola come qualcuno pensa, ma indicano un pasto bilanciato con salumi,  formaggi, verdure e anche piatti che i bambini milanesi mangiano molto volentieri come  i tortellini in brodo, il gelato, la pizza  e altri scomparsi dal menù Berrino, senza consultare i diretti interessati e senza considerare le indicazioni emerse da ricerche condotte sugli alunni dalla stessa Milano Ristorazione.

Da alcuni interventi letti sui quotidiani milanesi sembra che i nuovi menù stiano sostituendo  un regime dietetico sbilanciato.

Non è assolutamente così.  I menù dell’anno scorso erano calibrati, e il bilancio dietetico era stabilito dai nutrizionisti delle Asl.

I problemi riguardavano  la gestione dei pasti carente,  le modalità di preparazione insoddisfacenti, le disfunzioni dovuti a ritardi, la qualità di alcune materie prime e la presentazione. Insomma problemi tecnici  e non di menù che la nuova gestione di Milano Ristorazione sta cercando di risolvere.

La sensazione è che i bambini non sono proprio entusiasti  delle nuove proposte alimentari e che il numero di piccoli scontento sia aumentato.  Sì la dieta Berrino non piace molto e non certo perchè i piccoli vogliono mangiare ogni giorno hamburger patatine  e Coca-Cola come qualcuno dice,  ma perchè certi piatti sono difficili da proporre.

Per fortuna si sta facendo una sperimentazione in un gruppo di scuole su nuovi piatti come: purè di patate con latte di soia, sulla farinata di ceci con zucchine e sul tortino di legumi. Milano Ristorazione  sta valutando questi aspetti e in febbraio dovrebbe fare un primo  bilancio.

Se  gli avanzi nei piatti  saranno  aumentati rispetto all’anno scorso è opportuno iniziare a discutere seriamente sulle anomale scelte dei menù scolastici milanesi.

Aggiornamento del 06 febbraio 2012: I bambini bocciano la dieta.

6 commenti su “A Milano “la dieta Berrino” proposta a 70mila bambini delle scuole, un’anomalia da risolvere

  1. paoblog
    4 giugno 2012

    Pregasi contattare direttamente Il Fatto Alimentare – Clicca QUI

  2. Ornella Crudeli
    3 giugno 2012

    vi sarei grata se mi indicaste dove posso trovare i menu scolastici del prof. Berrino per capire meglio come sono. grazie!

  3. Pingback: Mense scolastiche, basta con gli sprechi, metà del cibo finisce nei rifiuti. « Paoblog

  4. Miriam
    11 gennaio 2012

    Milano Ristorazione non rispettava alcuni punti del capitolato ad esempio l’utilizzo della carne/pesce macinati e il padano al posto del parmigiano.
    Per i salumi sono d’accordo con Berrino. Ad es. Il prosciutto cotto era composto da sola carne suina sale e aromi naturali, come il “collega” prosciutto crudo di Parma? No purtroppo. Quindi ben vengano le sostituzioni a favore di alimenti più sani.
    Che dire poi dell’arrosto di tacchino (menu estivo) freddo nato da un semilavorato?
    Il gelato era composto da solo latte, panna/burro, uova, zucchero?
    No, come al solito compaiono al posto della panna e del burro i soliti “sicuri economici e stabili” oli e grassi vegetali.
    Mi spiace ma la carne macinata non ci dà nessuna sicurezza, non la compriamo mai già pronta, neanche dal macellaio, non eravamo quindi contenti delle lasagne e tantomeno dei tortellini.
    In realtà le rimostranze dei genitori avevano una preoccupazione e un desidirio più complesso e riguarda l’educazione alimentare.

    Qui la fonte e all’interno c’è la passata diffida e il capitolato di MiRi.

    http://www.genitori-icdo.org/spip.php?article472

  5. paoblog
    20 dicembre 2011

    Suggerisco di scrivere il commento sul post originale, in modo tale da avere, nel caso, una risposta dall’autore dell’articolo.

  6. Gianfranco Zippo
    19 dicembre 2011

    Sarebbe fantastico non perdere l’occasione di affidarsi al Prof Berrino, riconosciuto da tutta la letteratura ufficiale che conta in campo medico, uno dei più autorevoli esperti nel rapporto tra alimentazione e salute, sia che si tratti di pazienti neoplastici sia di bambini ed adulti in piena salute.
    Mi meraviglierebbe che ciò possa accadere in questo paese.
    Dr. Gianfranco Zippo

I commenti sono chiusi.

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