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Curiosità ovvero che fine ha fatto il “verde” della benzina?

Se realmente il consumatore si fa condizionare dal colore della benzina, sino a considerarla più ecologia, siamo messi bene … tuttavia ecco cosa leggo su Altroconsumo:

Dal 10 febbraio la benzina senza piombo non è più verde. Il colorante, oltre a non farla confondere con quella vecchia, era stato aggiunto per conferire al carburante un aspetto più ecologico e “amico dell’ambiente”.

Non verrà perciò più incorporato il verde alle nuove scorte di carburante ma, mescolando le nuove forniture incolori alle quantità già stoccate nelle cisterne, il colore si attenuerà fino a far ritornare la benzina della sua tonalità originale.

°°°

Visto che si parla di benzina, lasciamo perdere il colore e pensiamo piuttosto al fatto che mentre facciamo benzina respiriamo “veleni” dai nomi impronunciabili come mtbe, toluene, xilene o benzene.

 

3 commenti su “Curiosità ovvero che fine ha fatto il “verde” della benzina?

  1. andrea
    26 novembre 2012

    – mi sembra di capire che il benzene e gli altri veleni sono nella benzina,
    – è pericoloso per la salute anche fare rifornimento di gasolio?

  2. giacomo copelli
    24 marzo 2012

    allora non serve più ridurre il traffico targhe pari o dispari senza il colorante non crea più le polveri sottili giusto

    • paoblog
      25 marzo 2012

      Il commento lo pubblico, ma non lo capisco. Come direbbe qualcuno, che ci azzecca il colore della benzina con le poveri sottili?

      Circa le polveri sottili, la loro presenza nell’ambiente è legata a fonti naturali (eruzioni vulcaniche, polverosità terrestre, pollini ecc.) o può derivare da diverse attività antropiche quali emissioni da centrali termiche, da inceneritori, da processi industriali in genere, da traffico e svariate altre.
      Le fonti urbane di emissione di polveri PM10, sono principalmente i trasporti su gomma e gli impianti civili di riscaldamento.

      Tutti i mezzi di trasporto emettono polveri fini: in ogni caso i veicoli diesel, sia leggeri che pesanti, emettono quantitativi di polveri, per chilometro percorso, maggiori rispetto ai veicoli a benzina, riconosciuti comunque responsabili delle produzione di piccole quantità di questo inquinante. Emissioni sono attribuibili anche alla erosione del manto stradale, all’usura di freni e pneumatici ed al risollevamento di polvere presente sulla carreggiata.

      Relativamente agli impianti di riscaldamento, possono emettere polveri in particolare quelli alimentati a gasolio, olio combustibile, carbone o legno mentre sono da ritenersi trascurabili le emissioni di impianti alimentati a metano.

      Atteso che, in generale, all’interno delle aree urbane sono sempre meno presenti fonti di inquinamento industriali, va altresì ricordato che polveri emesse da camini di altezza elevata possono essere trasportati da agenti meteorologici anche a grandi distanze per cui un inquinamento di fondo riscontrato in una determinata area, può provenire da un’industria situata anche a diversi chilometri di distanza.

      Fonta: arpa.fvg.it

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