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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Multa per chi avanza qualcosa nel piatto. È quanto succede in alcuni locali in Francia e anche in Italia

Quanto leggo oggi in un articolo di Valeria Nardi su Il Fatto Alimentare non mi stupisce in  quanto anche nel ristorante giapponese dove andiamo noi, applicano la stessa politica che ovviamente condivido.

Il fatto che il cliente abbia la possibilità di ordinare tutto quello che vuole, scegliendo dalla lunghissima lista fino a 3 portate di ogni piatto, e possa poi ripetere per 3 volte l’ordinazione, dà la possibilità di mangiare veramente tutto quello che si vuole.

Nello stesso tempo è necessario debellare questo atteggiamento del Pago quindi ordino quello che voglio… salvo poi buttare piatti interi… d’altro canto spesso vedi negli alberghi con colazione a buffet, clienti che si recano appositamente al tavolo a versarsi la spremuta, riempiono il bicchiere fino all’orlo, tornano al tavolo, assaggiano appena e lasciano il bicchiere pieno.

I Blogger che verranno al brunch di domenica vedranno con i loro occhi gli atteggiamenti discutibili di molti clienti; ognuno può servirsi da solo, anche facendo più viaggi, e mangiare quindi quello che vuole a prezzo fisso, e come sempre vedremo piatti colmi, montagnette di cibo che non avrà altro destino se non quello di essere buttato.

A gente così vien veramente voglia di fare la battuta facile … ma drammaticamente vera. Ci dimentichiamo della fortuna che abbiamo di poter mangiare tutti i giorni, scegliendo pure fra più portate…

°°°

“Un supplemento di 5 euro sarà applicato a tutti i pasti non finiti”.

È la scritta che da qualche giorno capeggia sopra il buffet del ristorante giapponese Fujiyamun, a Louviers, nella Francia nord occidentale.

Stiamo parlando di uno dei tanti locali che adotta la tipologia del buffet aperto a prezzo fisso, il cosiddetto “All you can eat”. Una formula che permette ai clienti di servirsi quante volte desiderano pagando una cifra prefissata.

Il problema è sorto quando il giovane gestore, Feng Xiang, stanco di buttare via piatti mezzi pieni, ha deciso di “multare” chi, per troppa ingordigia, riempie il piatto senza finirlo.  

«Ci sono persone che mettono nei piatti un sacco di cibo – spiega il proprietario – ne mangiano la metà e noi dobbiamo buttare via il resto. È davvero uno spreco. Adesso le regole sono cambiate. I clienti possono sempre prendere quello che vogliono a volontà, ma niente avanzi. È un peccato, un insulto alla miseria. Noi vogliamo solo invitare le persone a prestare più attenzione».

Se per la cittadina francese la multa al ristorante è una novità ripresa addirittura dal quotidiano Le parisien, in Italia da alcuni anni molti locali hanno adottato questa misura anti-spreco.

La multa è in vigore nei ristoranti che offrono un buffet self-service libero, dove è possibile scegliere il cibo senza limiti e pagare un prezzo fisso. Si tratta soprattutto di luoghi dove si servono piatti di cucina etnica: giapponese, cinese, magrebina.

A Milano, per esempio, il Mongolian Grill, offre un ricco buffet orientale a 10, 12 o 18 euro a pasto, a patto di non avanzare niente. Lo stesso avviene nel ristorante cingalese Lucky Seven, dove con 17 euro si può cenare (bevande escluse), sempre però lasciando il piatto immacolato, e se è il vostro compleanno il pasto è offerto.

La multa è forse poco simpatica, se confrontata ad esempio con l’americana doggy-bag (la borsina con gli avanzi destinata al cane, adesso introdotta anche in alcuni ristoranti italiani).

Ma il problema di fondo è lo stesso: lo spreco è un male, soprattutto quando si tratta di cibo, una ricchezza che per molti è ancora un privilegio.

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3 commenti su “Multa per chi avanza qualcosa nel piatto. È quanto succede in alcuni locali in Francia e anche in Italia

  1. Morbida Dolcezza
    12 luglio 2012

    Questa regola dovrebbero applicarla tutti i locali, alberghi, ristoranti etc.

    Io credo che anche in questo caso, tutto dipenda dall’educazione ricevuta. Per quanto mi riguarda, è da quando sono nata che ho sempre sentito dire giustamente dai miei che non si deve mai buttare via il cibo perché c’è gente che muore di fame…

    Io credo che se si viene sensibilizzati fin da piccoli, poi si cresce con un atteggiamento meno superficiale e più consapevole.

  2. Bosch
    12 luglio 2012

    Bello,ben fatto,non e’ giusto buttare la roba; una frase che gira sempre nella mia famiglia e’: il pane costa fatica…….

  3. Don
    12 luglio 2012

    al chingalese che è in zona Ripamonti è sempre stato così

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