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La donazione è un vero e proprio contratto: ecco le regole

leggo su Altroconsumo:

In pratica è l’atto con cui si regala un bene o si stabilisce una prestazione (ad esempio la corresponsione di un vitalizio) o ancora si costituisce un nuovo diritto su un bene (per esempio, l’usufrutto, l’abitazione o la servitù) o si libera da un obbligo (come la rinuncia a un credito).

Donazione: ci vuole il notaio
La donazione è un atto formale, pubblico, che va formalizzato davanti a un notaio alla presenza di due testimoni (sono esclusi i coniugi, i parenti o affini e le persone in qualche modo interessate all’atto).

Inoltre, tranne alcune eccezioni, non può essere revocato: il regalo, cioè, in linea di massima non può ritornare indietro al donante. Quindi, prima di procedere a una donazione, dovete essere assolutamente certi di non cambiare idea nel futuro.

Le regole per fare una donazione
La donazione risponde a norme precise e affinché abbia valore, è necessario che nell’atto in cui viene formalizzata siano descritti in dettaglio i beni che vengono donati, con l’indicazione del loro valore.

Altrettanto fondamentale è che il beneficiario “dica di sì”, ovvero che accetti il regalo. Fanno però eccezione le donazioni di modesto valore.

Che non in tutti i casi vogliono dire regali di poco prezzo. Il “valore modesto” è commisurato alle condizioni economiche del donante.

Sono quindi considerate modeste le donazioni che non incidono in maniera significativa sulla ricchezza di chi dona. Insomma, più le vostre condizioni sono agiate, più aumenta il valore dei regali che potete fare.

Chi dona e chi riceve
Se avete intenzione di fare una donazione, dovete avere piena capacità di agire. In pratica sono esclusi i minori, gli inabilitati, gli interdetti, le persone soggette ad amministrazione di sostegno se sono state private della capacità di disporre dei propri beni.

La legge vieta infatti all’incapace di fare donazioni attraverso il proprio legale rappresentante. Una donazione fatta da qualcuno incapace di intendere e volere al momento dell’atto, può essere annullata su richiesta del donante, degli eredi o di chi può avere subito un danno dalla donazione.

Sia persone giuridiche, che pubbliche e private
Possono donare le persone giuridiche (associazioni, fondazioni riconosciute, società) sia pubbliche sia private.

È ammessa anche la donazione a favore di figli non ancora nati o concepiti, mentre non può essere donato un bene di cui si verrà in possesso solamente in futuro (che cioè non si possiede nel momento in cui si effettua la donazione).

Minori e interdetti possono accettare una donazione solo tramite i loro genitori e i loro legali rappresentanti, che a loro volta devono essere  autorizzati dal giudice tutelare.

Donazioni e successione
Con la donazione non si possono aggirare le norme che regolano l’istituto della successione. In pratica, la legge tutela i familiari stretti, prevedendo che a loro spettino quote del patrimonio prestabilite.

Detto questo, donazione e testamento, nella stragrande e maggioranza dei casi arrivano alla stessa conclusione: dividere il patrimonio tra gli eredi secondo le volontà del donante oppure di chi redige il testamento, nel rispetto della quota di legittima , la quota cioè che tocca di diritto al coniuge, ai figli o i genitori.

Testamento o donazione?
Mentre per la donazione è necessario l’intervento del notaio, con relativi costi non proprio irrisori, se si redige un testamento olografo, cioè scritto di proprio pugno, non è necessario rivolgersi a uno studio notarile , con un conseguente risparmio anche in termini di tempo.

Inoltre, la donazione non consente di cambiare idea e di tornare sui propri passi, mentre il testamento può esse e modificato o riscritto in qualunque momento.

Le tasse sulla donazione

  • Alle donazioni al coniuge e ai parenti in linea retta (figli, padri, madri) viene applicata una aliquota del 4% sul valore e della donazione, con una franchigia di un milione di euro. In pratica, non si paga la tassa fino a un milione di euro. Oltre questo limite, le imposte sono pagate solamente sull’ecce­denza.
  • Nel caso di donazione di prima casa, il donatario dovrà pagare un’imposta di tra­scrizione di 168 euro e un’imposta catastale di 168 euro.
  • Nel caso, invece, di immobili diversi dalla prima casa, queste due impo­ste salgono rispettivamente al 2% e all’1%, che potrebbero rendere l’operazione non particolarmente conveniente.
  • Sugli altri be­ni mobili queste imposte non si applicano, dato che non c’è registrazione o trascrizione presso i pubblici registri.
  • Nel caso di donazione e favore di fratelli e sorelle (cioè a parenti di secondo grado) l’aliquota sale al 6% per ciascun beneficia­rio della donazione e con una franchigia più bassa, pari a 100 mila euro. Rimangono invariate l’imposta di trascrizione e quella catastale.
  • Per donazione ad altri parenti che posso­no anche arrivare al quarto grado, si applica la stessa aliquota, ma senza franchigia. In questo caso, spenderete 6 mila euro in più rispetto a fratelli e sorelle. Per le imposte di trascrizione catastali valgono le stesse considerazioni.
  • Se invece intendete donare un bene (casa, terreno, automobile…) ad altri che non ap­partengono al nucleo familiare, l’aliquota sale all’8% senza alcuna franchigia.

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