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Bollette gas: cosa fare se ci sono dei problemi

in sintesi un articolo di Altroconsumo con una serie di consigli pratici sul come risolvere alcune problematiche che si presentano con i fornitori di gas …

comincerei con la sovraffatturazione, della quale sono stato vittima anch’io:

Per chiedere la rettifica della fattura manda una raccomandata al venditore. Ti deve rispondere entro 40 giorni dal ricevimento della richiesta. Se ti risponde che non c’è alcun errore di fatturazione deve provarlo con i documenti: le condizioni economiche di fornitura, i consumi attribuiti sulla base sia dei dati rilevati, sia dei vostri consumi storici.

Se il fornitore riconosce l’errore, in caso di fattura già pagata, deve riaccreditarti i soldi entro 90 giorni dal ricevimento della richiesta di rettifica. Se non rispetta questo termine, hai diritto a un indennizzo che va da 20 a 60 euro.

Andiamo oltre…: se il contatore non funziona ovvero non riesci a capire da dove derivino gli alti consumi che ti ritrovi in bolletta e ti sorge il dubbio che il contatore non funzioni bene puoi chiedere una verifica del funzionamento del contatore al venditore, che incaricherà il distributore di farla. La verifica può essere fatta a casa del cliente o in un laboratorio (in quest’ultimo caso il distributore vi sostituirà il contatore).

Il distributore invierà poi l’esito al venditore entro 180 giorni solari (dalla richiesta) per la verifica in casa, 240 per quella in laboratorio. Se il distributore non rispetta i tempi previsti per la verifica, il cliente ha diritto a un indennizzo automatico di 30 euro.

Se il distributore attesta che nel contatore ci sono errori superiori ai limiti consentiti, lo sostituisce senza addebitare nulla al cliente e ricostruisce i consumi malregistrati. Questa operazione potrebbe non essere semplice e potreste non essere d’accordo con la ricostruzione del distributore: finché la controversia non si risolve, la fornitura del gas non può essere sospesa per il debito da ricostruire. Se, però, dalla verifica emerge che il contatore funziona bene, devi pagare 40 euro se avete un contatore installato dopo il 1980, 5 euro prima del 1980 (incluso).

Attenti a non passare dalla parte del torto ovvero se arriva una bolletta pazza, che fare?

Se hai ricevuto una bolletta per un periodo di consumo in cui avevi già pagato scrivi al fornitore allegando le ricevute dei pagamenti effettuati. La bolletta pazza però andrebbe pagata per evitare alcuni fastidiosi inconvenienti. In primis, perché il fornitore non può considerarti moroso applicando gli interessi di mora per i giorni di ritardo rispetto alla scadenza della bolletta e, soprattutto, non può sospendere la fornitura di gas.

Quest’ultima non avviene senza preavviso scritto, in cui viene dato un ultimatum per il pagamento  in cui ti informano sui costi della sospensione e della riattivazione della fornitura. Questa comunicazione ha valore di messa in mora. In ogni caso, se sospendono il servizio puoi riattivarlo, inviando al venditore una richiesta specifica, con la documentazione dell’avvenuto pagamento e nei modi indicati nella lettera di messa in mora. Il distributore deve riattivare la fornitura entro due giorni feriali dalla data di ricevimento della richiesta dal venditore.

Questa serie di consigli sembra fatta apposta per tutti quelli che come me hanno avuto (e molti sono  ancora nella stessa situazione 😦 ) dei ritardi abissali di fatturazione da parte di Eni o altri gestori:

Per mesi non ti è arrivata la bolletta, poi arriva la mazzata e devi pagarle tutte insieme. Quando si chiedono spiegazioni, i fornitori si nascondono dietro un generico disguido tecnico, senza dare altre indicazioni su quando mi arriverà la fattura. Il che significa un disagio notevole per chi si troverà a dover far fronte a una spesa elevata tutta in una volta.

Per denunciare il disservizio meglio presentare un reclamo scritto al fornitore seguendo le modalità indicate da quest’ultimo nel contratto (solitamente anticipo via fax e successiva comunicazione per iscritto). Se la fattura è molto elevata, si può chiedere di suddividere l’importo in rate. Purtroppo, in questo caso bisogna pagare gli interessi al tasso ufficiale in vigore in quel momento.

(qui apro una parentesi a titolo personale; non posso certo garantire che sia così in ogni situazione e gestore, tuttavia per quel che mi riguarda la rateizzazione è stata senza interessi; ci mancherebbe anche che non pago per colpa loro e poi mi applicano pure gli interessi…)

L’unica cosa che si può fare è chiedere l’indennizzo previsto dall’Aeeg (Autorità per l’Energia Elettrica e Gas) per questi casi. Peccato che sia molto basso, appena 20 euro. Dovrebbe essere ben più alto, considerando il disagio subito dal cliente per i ritardi di fatturazione.

°°°

Il bonus gas è una riduzione sulle bollette del gas riservata alle famiglie numerose e a basso reddito. Il bonus è stato introdotto dal Governo nel 2009 e reso operativo dall’Autorità per l’energia, con la collaborazione dei Comuni. Il bonus vale solo per il gas metano distribuito a rete (non in bombola o per il Gpl), per i consumi nell’abitazione di residenza. Il bonus può essere chiesto da tutti i clienti domestici che utilizzano gas naturale con un contratto di fornitura diretto o con un impianto condominiale, se in presenza di un indicatore Isee non superiore a 7.500 euro (diventano 20.000 euro in caso di famiglie con più di tre figli a carico).

Puoi scaricare i moduli sul sito www.bonusenergia.it. Se il fornitore non applica il bonus gas anche se ne avete fatto richiesta, fatevi rimborsare le somme pagate in più inviandogli una raccomandata a/r con allegata la copia della dichiarazione di accettazione del bonus.

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