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Nuove regole patenti: i minorenni non perdono i punti

di Maurizio Caprino

Se si dovessero spiegare per bene tutti gli aspetti delle nuove regole europee sulle patenti, in vigore da oggi, ci vorrebbe un libro. E forse neanche basterebbe: a parte il caos del periodo transitorio da oggi al 2 febbraio, ci sono altre questioni controverse.

Come le decurtazioni di punti per i minorenni: le nuove regole da un lato stabiliscono esplicitamente che i punti si perdono su tutte le patenti, dall’altro però puntualizzano che per i conducenti minorenni che commettono infrazioni da ritiro, sospensione o revoca non si applicano queste misure, bensì la revisione della licenza (cioè bisogna rifare gli esami).

Questo vuol dire che in mezzo c’è una terra di nessuno in cui ci sono le decurtazioni per i minorenni. Infatti, la revisione al posto di ritiro, sospensione o revoca nasce dal fatto che – per principio generale del diritto amministrativo – le sanzioni accessorie non si possono applicare ai minorenni. E questo è certo. In teoria resta il dubbio sulle decurtazioni, sulla cui natura non esiste alcuna norma.

Inizialmente (2003) gli esperti attribuivano alle decurtazioni una natura cautelare, che le rende quindi applicabili anche ai minorenni. Ma negli ultimi anni la Cassazione le ha più volte definite come sanzioni accessorie e quindi inapplicabili come ritiro, sospensione e revoca.

Le nuove regole non si sono esplicitamente occupate di chiarire la questione. Sembra ragionevole seguire l’ultimo indirizzo prevalente della Cassazione, perché lì andrebbero poi a finire le controversie sulla questione.

Quindi, i minorenni non rischiano nemmeno la decurtazione. Ma se commettono un’infrazione di quelle gravi (da ritiro, sospensione o revoca, come eccesso di velocità oltre 40 km/h, sorpassi pericolosi, alcol, droga eccetera) devono rifare gli esami.

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