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Belli fuori, cattivi dentro: i rossetti alla prova del test

un articolo che leggo su Il Salvagente

Prima di acquistare il nuovo stick colorato conviene avere le idee chiare. In particolare sulle caratteristiche “invisibili” del cosmetico, la qualità e la sicurezza dei suoi ingredienti. È da qui, come testimonia il test pubblicato  dal settimanale il Salvagente (in versione sfogliabile o in pdf nel nostro negozio on line, n° 10/2013), che potrebbero arrivare numerose sorprese. Non sempre gradite.

La parte basilare della ricetta di un rossetto è rappresentata da cere e grassi, naturali o sintetici, che devono essere dosati con maestria, in modo da permettere di stendere facilmente il film colorato sulle labbra e farcelo restare a lungo, ma anche di conservare solido lo stick nel tempo.

Fatta la base, con l’aggiunta di conservanti, profumo e altri additivi impiegati per rendere piacevole il cosmetico, entra in campo l’ingrediente principe: il colore. Che può essere ottenuto in vari modi, più o meno rispettosi della salute della destinataria.

In teoria, per districarsi tra i moltissimi rossetti in commercio bisogna imparare a decodificare l’etichetta. A patto di trovarla.

In molti casi, l’elenco degli ingredienti non è allegato alla confezione del cosmetico, ma si può soltanto consultare in un opuscolo incatenato allo scaffale. Una modalità lecita, ma inutile, salvo per chi conosce a memoria la chimica dei cosmetici e gode di una vista eccezionale (per leggere i minuscoli caratteri).

Eppure di informazioni interessanti ce ne sono, come dimostra il test del Salvagente, nel quale compaiono 11 rossetti, tutti rigorosamente in rosso pieno, talvolta numerato o denominato in modo diverso, come accade per Chanel, Dior e Maybelline.

Nella selezione figurano prodotti di diverso livello. Accanto a due cosmetici naturali certificati, del molto conveniente Benecos e di Lavera, figurano prodotti da supermercato della cosmesi e nomi blasonati di alta profumeria.

E, sorpresa ormai per pochi, i rossetti dei grandi e costosi marchi, racchiusi in confezioni lussuose, profumati, gradevoli e disponibili in una gamma di colori irresistibile, non sono sempre i migliori.

Dall’analisi degli ingredienti emerge che per la base del rossetto nei cosmetici naturali certificati sono impiegati la cera d’api, la candelilla e l’olio di ricino.

In questo filone sono banditi gli ingredienti a basso costo: i derivati del petrolio, le paraffine e i siliconi.

Che invece sono sempre presenti nel resto del campione.

Scelte simili si evidenziano guardando alle sostanze selezionate per comporre il colore rosso. Mentre nei cosmetici naturali certificati si usano soltanto pigmenti naturali – per il rosso carminio anche la cocciniglia, fatta con gli insetti, e perciò inadatta alle vegane – in quelli convenzionali si può trovare più facilmente qualche presenza sgradita, ma non per ragioni etiche. Come i coloranti azoici, sospettati di nuocere alla salute, ma ancora ampiamente usati. Una vecchia conoscenza, in uso dalla metà dell’Ottocento.

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Questa voce è stata pubblicata il 14 marzo 2013 da in Consumatori & Utenti con tag , , , .
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