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Benzina troppo cara: la G.d.F. indaga sulle compagnie

Che la benzina sia cara, al netto delle tasse, è fuori discussione, tuttavia mi fanno ridere (amaro) queste indagini della G.d.F. come dell’Antitrust o di Mister Prezzi (esiste ancora? è mai esistito?)

Indagini, istruttorie e via dicendo che non portano mai a nessun vantaggio per il consumatore e, di conseguenza, a nessuna punizione, nel caso, per le compagnie. Ed infatti nell’articolo de Il Salvagente leggo che le indagini sono iniziate un anno fa … non credo che ci vogliano 12 mesi per verificare i prezzi della benzina, tanto più se raffrontati a quelli europei…

Proprio ieri stavo leggendo un altro articolo in merito, di Altroconsumo, nel quale si scopre che l’Italia è uno dei maggiori esportatori al mondo di benzina, dato che ne esportiamo il 50% di quello prodotto; se non fosse che siamo anche uno dei Paesi europei dove la benzina costa di più.

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Foto tratta dall’articolo di Altroconsumo

Leggi anche l’opinione di Maurizio Caprino

Comunque sia, ecco cosa leggo su Il Salvagente:

Compagnie petrolifere ancora nella bufera, e ancora una volta per il prezzo – troppo alto – della benzina. Shell, Tamoil, Eni, Esso, Total Erg, Q8 e Api sono coinvolte in un’inchiesta della Guardia di Finanza e della procura di Varese sull’illecito aumento dei prezzi dei carburanti. I reati ipotizzati sono rialzo e ribasso fraudolento dei prezzi sul mercato, manovre speculative su merci e truffa.
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L’indagine, iniziata un anno fa in occasione del continuo rialzo dei prezzi della benzina, è scaturita da un esposto del Codacons e ha consentito di accertare l’esistenza di un rialzo ingiustificato da parte delle compagnie, attraverso una serie di manovre speculative.
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I militari del nucleo di polizia tributaria di Varese hanno prima ricostruito le dinamiche che concorrono alla formazione del prezzo dei prodotti petroliferi ed hanno esaminato la documentazione acquisita presso le compagnie e riguardante l’origine e l’andamento dei prezzi per ricostruire le variazioni in aumento e diminuzione nel periodo gennaio 2011 al marzo 2012.
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Per accertare i reati sono stati anche esaminati i documenti relativi alle istruttorie aperte dall’Authority per la Concorrenza e il Mercato e dal ministero dello Sviluppo economico. Nel corso dell’indagine si è inoltre proceduto al raffronto con i prezzi praticati negli altri paesi dell’Ue nello stesso periodo, rilevando prezzi medi in Italia maggiori della media.
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Gli accertamenti dei finanzieri hanno consentito di accertare che la causa principale dell’aumento dei prezzi è attribuibile al ruolo rilevante dei fondi di investimento in commodity (materia prime come petrolio, rame, argento, oro…) e gli ETF sul petrolio (fondi indicizzati quotati in borsa, in tempo reale, come semplici azioni) che, risultando fortemente influenzati da azioni speculative, da un lato hanno attratto investitori in grado di determinare un aumento del prezzo del petrolio pur restando estranei al suo mercato reale, e dall’altro hanno determinato un intervento speculativo da parte delle compagnie petrolifere attraverso operazioni finanziarie con strumenti di finanza derivata finalizzati al mantenimento di prezzi elevati sui mercati del greggio di loro proprietà ai fini di una definizione conveniente dei prezzi dei carburanti praticati alla pompa.

16 commenti su “Benzina troppo cara: la G.d.F. indaga sulle compagnie

  1. Pingback: Stangata benzina sulle ferie, proteste dalle Associazioni | Paoblog

  2. andrea
    11 aprile 2013

    – ero in viaggio in Puglia e la “certezza” dell’imbroglio l’ho avuta solo la sera, quando ho fatto i conti dei km/litro (circa 16 invece dei 18/20 abituali): a quel punto non avevo riscontri per individuare il distributore;

    – quanto al “controllo” dei prezzi, concordo con te…senza strafare (nel senso che un risparmio di pochi millesimi/litro non giustifica perdita di tempo, nè tantomeno…allungare il percorso);
    – per tacere del fatto che utilizzare distributore abituale, dove non si son avuti problemi, mette al riparo da/riduce il rischio di…gasolio annacquato e differenze tra erogato/pagato

  3. paoblog
    11 aprile 2013

    Sono in guerra con Eni a ragion veduta 😉

    Il buono sconto del super, ben venga, se non è di Eni, meglio ancora 😀

    Circa l’erogazione nettamente inferiore al pagato, se eri certo della cosa, francamente ci sarebbe stata una telefonata al 117

  4. andrea
    10 aprile 2013

    hem, non sono in guerra con nessuno;
    – se un distributore mi frega una volta (es. acqua nel gasolio) lo “banno” a vita;
    – se ENI pratica prezzi concorrenziali (come l’estate 2012 oppure di recente con una iniziativa concordata con il supermercato dove mi servo abitualmente), faccio il pieno senza guardare…la bandiera;
    – abitualmente uso distributore “no logo” e, secondo quel che mi ha riferito il gestore, lui compra da ENI (ovviamente a prezzo più basso, rispetto a quello che ENI applica ai gestori che hanno l’impianto in comodato d’uso);
    – le raccolte punti/premi sono mediamente una fregatura assicurata e sto alla larga (però, come dicevo, se il supermercato – già con prezzi concorrenziali- per di più mi dà un buono sconto che “abbatte” il costo del gasolio a circa 1,4 €/litro, ben venga il rifornimento ENI…)

    PS: è capitato anche a me (a Peschiera del Garda) di trovare prezzo alla pompa più alto rispetto a quello del cartello in strada: son risalito in macchina senza far rifornimento;
    – in altra occasione sono stato “fregato”, con erogazione di un numero di litri nettamente inferiore rispetto a quelli pagati… amen e “ban” a vita per quel distributore

  5. paoblog
    10 aprile 2013

    un addetto ai lavori, come si suol dire, tempo fa mi diceva che il mercato non ha più logiche apparenti, con le compagnie che impongono i prezzi diversi ai singoli punti vendita sul territorio.

    fermo restando che non possiamo certo aspettarci che un distributore in una località di montagna abbia lo stesso prezzo di una pompa milanese, dal mio utopico punto di vista sarebbe ben più logico avere lo stesso prezzo nella stessa area territoriale, tanto più considerando che cercano di fidelizzarti ad ogni costo.

    Vero che io sono in guerra con Eni (nei limiti del possibile), ma vero anche che incontro molti distributori Eni, tutti in modalità self/iperself, con delle differenze di prezzo imbarazzanti; probabilmente Eni fa conto sulla pigrizia di molti automobilisti e sul fatto che molti alla fine si abituino agli aumenti, tuttavia se io fossi certo di fermarmi in un Eni a Milano e trovare sempre lo stesso (buon) prezzo, può essere che mi fermerei.

    Dato che io non sono un consumatore-pecora, in realtà memorizzo ogni giorno, i vari prezzi che incontro, ed avendo un percorso sempre uguale mi viene facile, e quindi vado alla Q8 e ad Eni glielo metto in quel posto. 😉

    In aggiunta ci sarebbe da dire anche che i vari cataloghi con raccolte punti, premi, ecc., sicuramente incidono sul prezzo finale alla pompa, dato che le Compagnie non ti “regalano” il ferro da stiro ed anche la gestione stessa di questi cataloghi, raccolte, tessere e via dicendo, avrà un costo. Loro sicuramente ci stanno dentro, e recuperano il dovuto, e noi invece aderendo a queste iniziative gli diamo il martello per poi picchiarcelo in testa.E poi ci lamentiamo…

    Infine, e torno sul consumatore-pigro, ame è capitato di essere attirato da un prezzo esposto che differiva da quello alla pompa, fermarmi, controllare il prezzo e ripartire… quanti di noi, una volta fermi, a quel punto fanno benzina, sparando due imprecazioni, ma difatto sottomendosi al furbone di turno…?

  6. andrea
    10 aprile 2013

    – continuo con questo (per me) interessante scambio di opinioni;
    – la rilevante differenza di prezzo ( 8-10 cents) tra una pompa e l’altra non dipende quasi per nulla dal “margine” del gestore dell’impianto, bensì dal prezzo che riesce a spuntare “a monte” (oppure dal diverso prezzo di vendita che gli viene caldamente consigliato/imposto);
    – le politiche di marketing delle compagnie sono… quanto meno aggressive (e l’aggressività viene alternativamente diretta contro il consumatore ovvero contro il gestore/benzinaio)

  7. paoblog
    10 aprile 2013

    Il ricambio del parco circolante sicuramente ha influito nel tempo, tuttavia i cali del consumo sono stati più vistosi negli ultimi tempi ovvero in coincidenza con il crollo del settore Auto, per cui non credo sia da attribuirsi ad un minore consumo delle auto il fatto che nel mese di dicembre 2012 il calo sia stato di 432 milioni di litri.

    La crisi influisce, al punto tale che i miei tempi di percorrenza A/R casa-ufficio (per un totale di 62 km) si siano ridotti (nel rientro impiego 60-75 minuti contro i 90-105 del 2010) causa notevole calo del traffico. Il che tra l’altro migliora i miei consumi, ma in ogni caso ho la stessa auto da 9 anni e quindi il guadagno si quantitifica in 25 litri all’anno.

    Ho dato un’occhiata alle statistiche Unrae per i primi 3 mesi del 2013 per i 10 modelli più venduti ed ho notato che le Benzina sono 57700 rispetto alle 56048 del diesel, oltre ad una quota erosa da Gpl (19232) e Metano (17207). Circa i dati di carburante erogato nel 2012 non so, però, se includono anche Gpl e Metano o meno.

  8. paoblog
    10 aprile 2013

    questa mattina venendo in ufficio sono transitato davanti ad un distributore Esso, aperto, che vende solo in modalità Self e la benzina era ad € 1,735/lt.

    Dopo pochissimi chilometri sono invece transitato davanti ad un impianto Total, chiuso, che aveva la benzina ad € 1,805/lt. quindi ad un prezzo maggiore di 8 cent/litro, mica poco, tanto più che in genere ad impianto chiuso abbassano lievemente il prezzo.

    Una volta arrivato a Milano, un impianto Eni, chiuso, vendeva la benzina ad € 1,705 e quindi 10 cent/litro in meno rispetto al Total. Ed ecco che solo cambiando il distributore di riferimento abbiamo differenze del prezzo alla pompa di 8 – 10 cent, cosa questa che fa la differenza.

  9. andrea
    9 aprile 2013

    – aggiungo che la riduzione dell’erogato si spiega non solo con la …recessione, ma anche con il turn over del parco circolante (tra il 1998 ed il 2009 avevo una macchina 2000 cc benzina “kompressor” che “faceva” 10 / 12 km/litro; poi sostituita con un 2000 diesel con prestazioni equivalenti, che “percorre” 18 / 20 km/litro)

    – con 20 – 25 km anno, consumo circa 1200 litri di gasolio, invece che 2000 litri di benzina

  10. andrea
    9 aprile 2013

    – il “margine” per il benzinaio è di pochi cents (non ho dati precisi);
    – una consistente riduzione del prezzo alla pompa si potrebbe avere (oltre che abbattendo le accise…) solo incidendo sul costo del trasporto/distribuzione a monte del benzinaio…

    – è noto invece che (almeno in passato) la “concessione” di una pompa di benzina era una specie di ammortizzatore sociale (impianti in comodato d’uso…),
    – nell’interesse del consumatore, ben venga la riduzione del numero dei distributori, self service aperti h24: occorre trovare un modo per reimpiegare utilmente gli addetti che restano “a spasso”

  11. paoblog
    9 aprile 2013

    dire Utopico è riduttivo… 😀

    beninteso anch’io scivolo spesso sull’Utopia di un mondo di politici onesti e competenti che pensino al Bene comune e via dicendo… ma in questo caso … la vedo ben più che difficile…

    piuttosto ci sarebbe da dire sul fatto che fino a che ci sono 5 distributori in 1 km. va da sè che se l’erogato è troppo poco…ma se ci fosse 1 solo distributore.

    ad esempio, a Milano, in Viale Marche, ci sono due distributori (Eni e Total) letteralmente attaccati e non si fanno neanche concorrenza, dato che la differenza di prezzo, in genere. è di 1 millesimo…

    la rete italiana dei distributori di carburante è la più capillare d’Europa. Con 22.900 punti vendita presenti sul nostro territorio l’Italia si colloca al primo posto davanti a Germania (14.785), Francia (12.522), Spagna (9.226), e Regno Unito (8.921)

    leggevo che nel 2012 sono stati venduti circa 12 miliardi di litri. dividili per 22900 distributori oppure per 14.000 … già questo sarebbe un passo avanti verso la diminuzione del prezzo che, lo sappiamo bene, sarebbe prontamente compensata con qualche escamotage delle compagnie …

    nessuno ha l’intenzione di vedere al giusto prezzo, con il giusto guadagno, meglio spremere il mercato oggi, facendo diminuire i consumi domani… ed infatti nel 2012 il consumo è calato di 4 miliardi di litri, incassano meno i petrolieri, il governo, i distributori…

    ovviamente tralasciamo il discorso etico legato al consumismo ed all’impatto ambientale…

  12. andrea
    9 aprile 2013

    sarò…utopico, ma abbattendo i costi della politica, a parità di servizi resi, si potrebbe ridurre la pressione fiscale;
    – con benefici effetti sulla produttività;
    – se il cliente privato paga 1000 euro, tolta IVA 21%, cassa previdenza, IRAP, IRPEF, addizionale regionale, addizionale comunale, la somma che resta per acquistare beni e/o servizi ad uso “personale” è circa 370 euro;
    – tolte le imposte su questi beni e/o servizi, la somma “netta” che entra in…circolo si riduce a 233 euro
    – e così via…

  13. paoblog
    9 aprile 2013

    la domanda resta: cosa c’entra il costo della politica con il prezzo alla pompa?

    Visto che il prezzo è composto da Materia prima + costo di produzione (ed ovviamente ricavi) + tasse…

  14. andrea
    9 aprile 2013

    hem…ho scritto “far scendere il prezzo alla pompa di 10 – 20 cent/litro”, non certo il costo di produzione…
    – in ogni caso, per abbattere significativamente i “costi” della politica, non è sufficiente tagliare le poltrone. occorre far in modio che gli appalti ed ancor più l’assegnazione degli appalti non venga deciso da persone il cui interesse è rimpinguare il proprio portafoglio e non l’interesse della collettività

  15. paoblog
    8 aprile 2013

    mi chiedo come si possa pensare che diminuendo il costo della politica (taglio dei parlamentari, ecc) si possa poi possa tagliare il costo della benzina di 10-20 cent … dato che il costo di produzione non è collegato ai costi della politica…

  16. andrea
    8 aprile 2013

    – se ci sono artifici o raggiri, spetta al tribunale verificarlo;
    – mi sembra che, di per sè, una differenza di prezzo di 2 – 4 cent/litro possa esser giustificato dai maggiori costi della distribuzione in Italia (rispetto alla Francia, orografia…montuosa e forma a…stivale) e dai maggiori vincoli burocratici (impianti in comodato ai gestori ecc…);
    – per far scendere il prezzo alla pompa di 10 – 20 cent/litro sarebbe sufficiente tagliare i costi della politica e dell’alta burocrazia (es. abolizione enti provinciali, con trasferimento competenze e personale -tranne portaborse- a Comuni e Regioni; “monocameralismo” con abolizione Senato, max 400 deputati; trasferimento attività lavorativa dalla burocrazia demenziale alle attività concrete ecc…)

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