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Calabria: un virus (ma non solo) blocca l’export negli Usa dei salumi Dop

In sintesi un articolo che leggo su Lettera43 e del quale consiglio la lettura integrale

Dopo 15 anni gli Usa hanno riaperto all’importazione di salumi, un comparto in cui la Calabria vanta strepitose eccellenze.

Dopo tre lustri di chiusura ermetica, l’Animal and plants inspection service (Aphis) – l’Authority statunitense per la sicurezza di piante e animali – ha ora riammesso l’importazione di salumi esteri negli Stati Uniti: i produttori calabresi erano già pronti a festeggiare. Ma sono destinati a restare ancora al palo.

Colpa di alcuni cavilli burocratici. Ma non solo. La denuncia è arrivata da Coldiretti e dal suo presidente regionale Pietro Molinaro, che ora vorrebbe vedere dimissioni a valanga.

La Calabria infatti non è ufficialmente riconosciuta indenne dalla Malattia vescicolare suina (Mvs). Si tratta di una patologia non trasmissibile all’uomo, ma contagiosissima per i maiali (per consumo di carni infette, per esempio) e che ne impone l’abbattimento.

Le ansie per la Mvs in Calabria risalgono a 11 anni fa. L’allarme fu però ribadito nel 2007 anche per Abruzzo e Campania, «regioni che non possono essere considerate Mvs-free», si legge sul sito web dell’Aphis.

Tuttavia, Coldiretti ha fatto notare che da anni è stato «chiesto alle autorità sanitarie regionali di lavorare per avere l’accreditamento»: tutto inutile.

Peccato, però, che un paio di settimane fa, la Mvs sia rispuntata in quattro suini nella stalla di un commerciante in contrada Cusemi di Portigliola. E proprio questo avrebbe compromesso un iter «in dirittura d’arrivo», sostengono alla Regione: per ottenere l’accreditamento per Mvs non devono presentarsi focolai infettivi per due anni e il caso nel piccolo centro della Locride s’è registrato poco prima che il biennio terminasse.

Dice il veterinario Francesco Corigliano, dell’ex Agenzia per i servizi in agricoltura della Regione Calabria: Anche la Regione purtroppo è molto indietro: di concerto con il ministero, sarebbero stati sufficienti sette-otto mesi per ottenere l’accreditamento», si è sfogato con Lettera43.it.

Altri ancora, all’Asp di Cosenza, prima confermano le presunte lentezze burocratiche della Regione e poi chiedono l’anonimato.

Di sicuro, i produttori calabresi di salumi si sentono beffati. La Mvs, in Calabria, esiste solo sulla carta; avevano chiesto alla politica di ovviare per tempo a questa ‘falla’ e sono stati ignorati; e per responsabilità non loro, hanno perso una preziosa occasione.

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