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La piccola farfalla “testimonial anti-fumo” a Villaggio Pazzielle

ovvero uno degli ultimi lavori dell’amico Francesco che qui ci spiega l’iniziativa ed il suo contributo grafico

Palina di segnalazione in formato m 1 x 2.
piazzelle

Ritengo che sia decisamente condivisibile l’idea degli organizzatori di “Pazzielle” (Comune di Gaeta – Settore Grandi Eventi – Assessorato alla Cultura) di invitare i visitatori della manifestazione ad astenersi dal fumare pur trattandosi di un luogo aperto, quindi dove non possono vigere divieti in tal senso.

Infatti, Villaggio Pazzielle è comunque un’area chiusa al traffico dedicata soprattutto a bambini e ragazzi in cui essi possano giocare liberamente, usufruendo degli spazi urbani senza rischi.

E questo significa anzitutto respirare aria più pulita possibile e, anche, vivere il gioco come occasione educativa.

Giocare significa anche far proprio il senso delle regole e del rispetto di chi con cui ci si confronta: rinunciare a fumare per rispettare la libertà di chi si ha accanto è tra le prime buone abitudini da apprendere giocando.

Per sintetizzare in grafica tutto questo ho pensato di “prestare” a “Pazzielle” una delle mie classiche farfalle: niente di meglio, infatti, per accompagnare gioiosamente questo sano principio di stile di vita e di libertà e per simboleggiare un luogo che, liberato dalle automobili e il più possibile da smog e fumo, pur restando area urbana possa sembrare per bambini e ragazzi un prato primaverile dove creativamente giocare in libertà.

Nel dialetto napoletano, il termine “Pazziella“ – derivante dall’etimo “pazzia’ = giocare” – indica lo scherzo, il gioco estemporaneo e fatto di “piccole cose”, giocattoli semplici, ninnoli.

Oggetti e azioni che, magari, non godono di gran considerazione, soprattutto in epoca di consumismo e di tecnologia portata all’estremo: giochi che si fanno – si facevano? – nel cortile sotto casa o, addirittura, per strada; oppure con figure, pupazzi, cartoni “animati” dalla fantasia nella propria mente e realizzati ritagliando, con le forbici, fogli di giornale o, se andava di lusso, carta da pacco e da regalo riciclati e poi incollati a formare immagini semplici ma fantasiose.

“Pazzielle” è il nome di una interessante manifestazione organizzata a Gaeta dall’Assessorato alla Cultura e ai Grandi Eventi e dedicata a bambini e ragazzi: sei giorni in cui riscoprire il giocare come forma di creatività, di cultura, di spettacolo e di socializzazione riappropriandosi degli spazi verdi e urbani, lontano da vacue realtà virtuali, reti internet, socialità informatica.

Per questo ho voluto accostarvi una immagine che ricorda la creatività giocosa, intellettiva e manuale di quando si era bambini e che, forse, oggi si riscopre come risposta all’eccesso di tecnologia.

3 commenti su “La piccola farfalla “testimonial anti-fumo” a Villaggio Pazzielle

  1. Morbida Dolcezza
    29 Mag 2013

    Questo tipo di iniziative è perfettamente in linea con il mio pensiero. Il gioco inteso proprio come sfogo della creatività e come forma di aggregazione contrariamente a quello che succede oggi.

    Purtroppo tutti questi giochini elettronici hanno portato secondo me ad un appiattimento della fantasia e ad una forma di isolamento dell’individuo.

    Penso ad esempio a mio nipote che a volte sembra quasi ipnotizzato da quei giochi mostruosi e, se per caso gli rivolgi la parola in quei momenti, non ti risponde neanche sotto tortura.

    E per quanto riguarda il divieto di fumare, non posso che essere pienamente d’accordo.

    C’è una regola basilare che secondo me bisogna sempre tenere presente nella vita e cioè che la propria libertà finisce dove inizia quella altrui.

    • Francesco
      29 Mag 2013

      Mi fa molto piacere: è proprio il mio pensiero.

      Sia sul rispetto della libertà altrui e del concetto di regole, come ne abbiamo spesso parlato e sia sul gioco inteso come aggregazione, creatività, socializzazione, semplicità.

      Vedere (ieri a l’inaugurazione, anche se in parte il villaggio era ancora in allestimento ne ho potuto avere un assaggio) i bambini che giocano in piazza, ispirati da animatori in gamba e, soprattutto, tutti assieme senza strumenti tecnologici attorno, fa rendere conto di come basta dar loro gli stimoli giusti per risvegliare la naturali propensione alla socialità, al desiderio di stare assieme, alla semplicità che hanno.

      Anche io l’ho sempre notato guardando i miei nipoti: quando stanno appresso alla TV o, peggio, ai giochi elettronici
      non solo non ti rispondono, ma sviluppano una preoccupante aggressività, diventano nervosi e finiscono sempre per litigare.

      Se giocano in giardino tra di loro, anche semplicemente a rincorrersi senza nessun gioco in supporto, cambiano vistosamente, sono più sereni.

      Così come quando li accompagni a fare una passeggiata nella natura o quando la nonna gli insegna a fare le torte e si divertono un casino a pasticciare con uova, farina, matterello.

      Oppure anche se stanno da soli a giocare con le bambole o le automobiline, giochi ormai “antichi”, sviluppano creatività,
      inventano storie, scatenano la fantasia.

      I giochi elettronici, invece, li vivono passivamente: sviluppano, forse, una praticità che noi non avevamo, ma meccanica, non creativa.

      • Morbida Dolcezza
        29 Mag 2013

        E’ proprio così. Ben vengano queste iniziative!!!

I commenti sono chiusi.

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