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Grom: il gelato senza additivi migliore del mondo? La storia non è proprio così…

Articolo aggiornato dopo la pubblicazione – in calce trovi il link per leggere la lettera di Marinetti di Grom

un articolo di Roberto La Pira che leggo su Il Fatto Alimentare a corredo del quale aggiungo, come detto tempo fa, che Grom è la mia gelateria preferita, se non fosse che cammin facendo si scopre che la Grom fa un buon gelato, ma non è artigianale come vien da pensare.

Quello che mi preme sottolineare, però, nonostante vada ancora da Grom quando capita l’occasione, che così come apprezzo la qualità, in un prodotto, ci tengo anche alla trasparenza della ditta che lo offre.

E leggendo l’articolo di la Pira che segue, devo dire che mi sembra che la trasparenza si sia persa per strada, sostituita da un marketing che ci fa acquistare un buon prodotto industraile facendoci credere che sia artigianale; La Pira parla di pubblicità ingannevole verso il consumatore, ma io ci vedo anche della concorrenza sleale verso le altre gelaterie, molte delle quali a ben vedere saranno realmente artigianali.

Spesso la gente scambia per accanimento verso una persona e/o marchio quello che semplicemente è un ribadire che è necessario il rispetto nei confonti del cosumatore che come tale non può far altro che fidarsi di quanto affermano le aziende.

E’ a furia di “spostare l’attenzione sulle cose più serie”, comediceva qualche lettore de Il Fatto ALimentare,che siamo arrivati al punto in cui siamo. D’altro canto che gli costa a Grom evitare di autoincensarsi con pubblicità scorrette?

Se il suo prodotto è il migliore del mondo, lo dimostrerà facilmente sul campo, giocandosela alla pari con le altre gelaterie artigianali. Gelaterie che peraltro il gelato lo producono nel laboratorio annesso al punto vendita e non prepararla ad Orbassano, congelarla e poi distribuirla nei punti vendita. Questo è un gelato industriale, forse migliore degli altri, ma non certo artigianale.

Continuerò ad andare da Grom, dove peraltro consumo soprattutto le granite, tuttavia questo atteggiamento commerciale non rientra nelle mie corde.

° ° °

grom-espresso-“Il nostro gelato è più caro degli altri ma oggi nessuno usa ingredienti di qualità come noi. Non per niente come abbiamo detto fin dall’inizio il nostro gelato è il più buono del mondo”.

È  la frase riportata in un servizio pubblicato l’11 luglio sull’Espresso in un’intervista di  Stefania  Rossini a Federico Grom, uno dei due imprenditori prodigio che hanno esportato il gelato italiano nel mondo e che oggi gestiscono 65 punti vendita.

Senza nulla togliere ai due imprenditori di successo, forse la frase è stata detta in un momento di eccessiva euforia. Ho conosciuto diverse gelaterie artigianali e penso di sbagliarmi poco quando dico che Grom vende un cono buono ad un prezzo esagerato.

Pagare per due palline 3 euro mentre a Milano lo scontrino medio è di 2,50 è una forzatura non correlata a riscontri qualitativi. Trovare un gelato migliore non è difficile, la gelateria sotto casa mia a Lambrate costa meno ed è sicuramente migliore.

Utilizzare ottimi ingredienti – come dichiara Grom – non vuol dire necessariamente fare il gelato migliore, questa equazione non ha senso. Basta  ricordare che la miscela viene preparata a Orbassano, congelata è trasferita nei vari punti vendita per essere mantecata e messa in vaschetta.

Chiunque conosca il gelato artigianale sa che Grom è una catena molto efficiente quando bisogna fare marketing, ma che si tratta  di una struttura industriale in grado di produrre  il migliore gelato simile a quello artigianale.

C’è un altro elemento che considero una forma di pubblicità scorretta.

grom-additiviLa frase  scritta a caratteri cubitali sulle pareti di alcune gelaterie (Grom non utilizza coloranti, aromi, conservanti e additivi chimici. Non lo  abbiamo mai fatto e non lo faremo mai) non credo sia veritiera.

Chi legge quelle parole pensa che sia possibile fare il gelato senza coloranti, senza aromi senza additivi.  Non è vero. Il gelato si può fare senza coloranti e senza aromi, ma alcuni additivi sono necessari altrimenti la miscela non diventa cremosa.

La farina di semi di carrube che usa  Grom e centinaia di gelaterie artigianali è un additivo classificato a livello europeo nella categoria degli addensanti. Grom dice di usare  la vera farina mentre le altre gelaterie usano l’additivo ottenuto con processi aggressivi!

Si tratta di un’interpretazione fantastica e curiosa che farebbe fatica ad essere accettata da un professore di tecnologie alimentari. La farina di semi di carrube si ottiene solo dal frutto dell’albero e, secondo l’Unione europea, è un additivo da indicare con il nome oppure con la sigla E 410. Non esistono altre interpretazioni ammissibili.

A questo punto ci sono altri interrogativi che vorremmo capire.

Ci piacerebbe sapere se tra gli ingredienti di alcuni gelati di Grom si trova la pectina (E440), l’acido ascorbico come antiossidante e l’acido citrico nell’amarena (E330).

Perchè il “gelato migliore del mondo” utilizza delle furberie per screditare il vero gelato artigianale che usa gli stessi suoi additivi?

P.S.: Un anno fa Grom aveva proposto a Il Fatto Alimentare di fare una prova cieca di degustazione, ma poi il progetto non è andato avanti.

Per leggere la risposta di Marinetti di Grom > Clicca QUI

3 commenti su “Grom: il gelato senza additivi migliore del mondo? La storia non è proprio così…

  1. Pingback: Il gelato artigianale italiano è a rischio di estinzione, troppe catene, troppi semilavorati e troppa improvvisazione | Paoblog

  2. Madamin
    12 luglio 2013

    Sapevo già di queste cose e quindi, per partito preso, non ci vado (tra l’altro sono troppo cari e poi anche per altri motivi che non ti sto a elencare).

    E’ una gelateria industriale, anche solo per i volumi di produzione.

    La gelateria artigianale è quella che produce e somministra nel proprio punto vendita, con i volumi di una gelateria artigianale.

    E’ sì pubblicità ingannevole fatta per gli sprovveduti ma, del resto, leggo tutti i giorni di pubblicità ingannevoli grazie ai tuoi articoli.

  3. Poppea
    12 luglio 2013

    Gelato migliore, secondo me, da Giolitti vicino a Montecitorio, mi hanno parlato bene, ma non l’ho mai assaggiato, di Sarchioni con sede in Torre Alfina, ma lo esporta anche nel Lazio

I commenti sono chiusi.

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