Paoblog.net

Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

La Coca-Cola ci ricasca ed inganna ancora i consumatori…

in sintesi un articolo di Roberto La Pira che leggo su Il Fatto Alimentare il cui contenuto non mi stupisce per nulla, dato che tempo addietro avevo verificato in prima persona comeCoca Cola se ne fregassealtamente delle norme prima e delle sanzioni dopo.

Io resto della mia idea: se un’azienda agisce in evidente malafede nei confronti del consumatore, quest’ultimo dovrebbe punirla…ma da noi non succede.

> > > Se ti va, iscriviti al Gruppo Facebook: Paoblog & i suoi Bloggers

° ° °

La Coca-Cola ci ricasca. Nonostante le ripetute sanzioni, i richiami, le multe accumulate in tutto il mondo per pubblicità ingannevole, continua la sua politica di marketing molto aggressiva sperando di passare inosservata. Non accade quasi mai.

L’ultimo episodio risale allo scorso mese di luglio, quando l’Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm) ha diffuso un parere (vedi allegato) in cui si dice che l’azienda, per evitare sanzioni nei confronti di alcuni messaggi ingannevoli, ha ammesso i propri errori e ha promesso di modificare il testo.

La pietra dello scandalo è un opuscolo pubblicitario allegato al settimanale Famiglia Cristiana alla fine di luglio del 2012, e un messaggio promozionale apparso su Panorama alla fine di agosto dello stesso anno. Le informazioni nutrizionali contenute erano alquanto discutibili.

Un capitolo del testo elencava gli ingredienti utilizzati per la preparazione della Coca-Cola, con l’accattivante titolo: “Sveliamo gli ingredienti”. Per ogni categoria, il testo offriva un insieme di motivi per i quali la bevanda dovrebbe essere considerata sana e anzi – conclusione sottintesa anche se non dichiarata espressamente – perfino salutare.

Secondo il Garante le informazioni “risultavano fuorvianti in quanto non chiare e/o incomplete sulle caratteristiche del prodotto e dei suoi ingredienti“.

In particolare, l’opuscolo affermava che i cibi e le bevande contenenti zucchero sono sicuri e nutrienti, e proponeva arditi paralleli tra la bibita e la frutta, attraverso richiami che, “letti combinatamente, risultavano idonei quantomeno a generare confusione in ordine al reale valore nutrizionale del prodotto“.

Un altro aspetto su cui l’Autorità è intervenuta riguarda l’acqua: Coca-Cola, insistendo molto sull’indispensabilità dell’acqua per il corpo umano, azzardava indirettamente un paragone con la bibita.

Secondo l’Autorità nell’informazione manca un dettaglio fondamentale: bevendo una Coca-Cola, insieme all’acqua si assumono molte calorie da inquadrate nell’ambito dell’apporto dietetico giornaliero.

La stessa ambiguità caratterizza la descrizione della caffeina, spacciata come sostanza del tutto sicura. Anche qui, è stato chiesto di dire che la caffeina va assunta con attenzione.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: