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Inchiesta prezzi farmaci in dieci città. Gli sconti non si vedono

Purtroppo ho toccato con mano la veridicità di quanto scrive Altroconsumo in questo articolo che puoi leggere integralmente cliccando QUI

Se fino agli inizi del 2013 certi articoli si potevano acquistare a prezzo decisamente conveniente alla parafarmacia al Portello, negli ultimi mesi la forbice si è ridotta drasticamente.

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a189c1d8-2f41-4f85-bbb6-d2dba9fc2832farmaci-graficoIl mercato dei farmaci vive una fase di stallo e i canali alternativi alla farmacia, in assenza di una liberalizzazione organica e incisiva, non riescono più a garantire i prezzi competitivi di qualche anno fa sui farmaci senza obbligo di ricetta, completamente a carico del cittadino.

Questo descrive l’inchiesta condotta da Altroconsumo sui prezzi dei farmaci e i canali di vendita.

Qualche differenza esiste, ma non basta, il settore stagna e non si vedono benefici per i cittadini.

Gli ipermercati, pur aumentando i prezzi del 9,1% in due anni, sono ancora il canale più conveniente: comprare i farmaci nella grande distribuzione costa circa il 14% in meno rispetto sia alle farmacie sia alle parafarmacie.

Queste ultime nell’ultimo biennio hanno aumentato i prezzi del 7,1%, di fatto allineandoli a quelli delle farmacie.

La misura voluta dal governo Monti – sconti anche sui medicinali con ricetta, compresi quelli rimborsabili (fascia A) se a pagarli è direttamente il cittadino – è stata azzoppata.

Infatti solo 5,5% delle 109 farmacie interpellate dichiara di scontare questi medicinali: del resto perché farlo, se i farmaci con ricetta possono essere venduti solo in farmacia e non in un altro canale concorrente?

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