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Una morte evitabile, quella di Alessia (e non solo) se la giustizia fosse stata tale

Articolo aggiornato dopo la pubblicazione

Questa è, era, Alessia Calvani, 15 anni, uccisa il 2 settembre 2012, mentre stava attraversando la strada.

alessia

Ma uccisa da chi? Da un pirata della strada come tanti?

Si, forse. Se non fosse che l’investitore, Emanuele Fiorucci, 44 anni, aveva già subito la revoca della patente nel 2006 a seguito di un incidente avvenuto a Livorno, quando, alla guida del suo camion, uccise una persona. In quel momento era sotto effetto di sostanze stupefacenti. Per quel fatto è stato già processato e condannato con l’accusa di omicidio colposo.

Leggendo questa storia si capisce benissimo che non c’è giustizia per le vittime, ma neanche prevenzione per tutti noi. Fiorucci aveva già ucciso una persona eppure rieccolo sulle strade, ad uccidere ancora.

Alessia Calvani è morta. Era evitabile e dovrebbe pesare su più di una coscienza, così come quella di tanti altri, uno per tutti cito Lorenzo, simbolo della raccolta firme per la richiesta dell’Omicidio stradale.

E per non fare torto a nessuno vediamo anche il carnefice, reo confesso ed indagato a piede libero. E poi mi vengono a parlare di amnistia ed indulto…?

pirata fiorucci

Aggiornamento del 19.10.2013

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5 commenti su “Una morte evitabile, quella di Alessia (e non solo) se la giustizia fosse stata tale

  1. andrea
    2 dicembre 2013

    – sintetizzando, mi sembra più efficace intervenire in via “amministrativa” (revoca patente per insussistenza requisiti psico-fisici e controlli “a bordo strada”), piuttosto che mediante grida manzoniane;

  2. andrea
    2 dicembre 2013

    – non sono d’accordo con l’istituzione di uno specifico reato di “omicidio stradale”. E’ sufficiente la norma che già esiste.
    – Ed anche il limite edittale della pena detentiva (7 anni di reclusione se c’è semplice violazione del Cds; 10 anni se il conducente è in stato di ebbrezza alcolica o sotto l’effetto di sostanze stupefacienti) è più che congruo. Si tratta di impedire fisicamente a chi sgarra di rimettersi al violante (= revoca patente e più controlli su strada)

  3. Pingback: Omicidio stradale: (forse) ora ci siamo | Paoblog

  4. Poppea
    15 ottobre 2013

    La legge italiana è per chi delinque ……….

  5. IlPrincipeBrutto
    15 ottobre 2013

    Mi pare sia il caso di abbandonare il principio ispiratore di molta legislazione, che tende al recupero del reo, e cominciare a pensare di ammettere che certa gente non puo’ essere recuperata, e va quindi semplicemente messa in condizione di non nuocere alla collettivita’.
    .
    Nel caso specifico, questa persona e’ un delinquente abituale. Guida sotto stupefacenti, guida senza patente da chissa quanti anni, furto di auto, e poi l’incidente nel quale Alessia e’ morta.
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    Direi che non serve altra prova, e direi soprattutto che quest’individuo non merita un’altra chance.
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    Mi piacerebbe vedere introdotto il principio che nel determinare la pena detentiva, non si debba tenere conto solo del crimine in esame, ma di tutti i crimini commessi nel corso della vita, in modo da rimuovere dalla circolazione personaggi come questo.
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    sicuri si diventa, Ride Safe.

I commenti sono chiusi.

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