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Tassa rifiuti: prepararsi al conguaglio

TasseQuesto articolo che leggo su Altroconsumo mi fa tremare le gambe se penso all’importo esagerato che paghiamo in azienda per una produzione di rifiuti che è inferiore a quella, già bassa, che facciamo a casa, in due persone.

Non è infatti accettabile pagare 3388 € (nel 2012) per una produzione di rifiuti  in 1 sacco nero alla settimana, 1 giallo ogni 2 settimane e 2 bidoni di carta al mese. Pagare 4000 € per smaltire così pochi rifiuti?  Spenderei meno a portarli di persona all’Ecocentro.

Il ministero dell’Economia e Finanze in una nota spiega che i circa 3,7 miliardi di gettito previsto dalla Tasi sono inferiori al gettito di circa 4,7 miliardi oggi garantito dall’Imu sull’abitazione principale e dalla Tares servizi indivisibili, abolite. Sarò malfidente, ma non ci credo… 😉 dato che di solito con una mano ti danno e con altre due ti prendono.

L’altro giorno a Mi Manda Rai 3 si parlava di Imu ed altre tasse ed un sottosegretario presente in studio faceva un ragionamento corretto solo sulla carta; infatti sganciava lo Stato dalla definizione dell’importo e relativa riscossione, che sarà determinata dai Comuni, fingendo di non sapere che avendo prosciugato le casse comunali va da sè che gli amministratori locali applicheranno queste tasse con l’aliquota massima in modo daspremerci il più possibile.

Comodo dire che lo Stato non incassa direttamente, ma la realtà dei fatti, quella che pesa sulle nostre tasche, è tutt’altra cosa. Ed infatti leggo che la Tari (rifiuti) si calcola in base alla superficie calpestabile ed ecco che essendo in 3 a lavorare su un’area di 600 mq. andiamo a pagareun botto, senza però produrre una massa di rifiuti che giustifichi tale importo.

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Da qui alla fine dell’anno dovrebbero arrivare nelle case degli italiani i bollettini dei comuni per pagare il conguaglio della Tares, la nuova tassa sui rifiuti (e sui servizi) il cui acconto abbiamo già iniziato a pagare a settembre. Stando agli ultimi sviluppi, però, pare che la Tares rimanga in vita solo per quest’anno per lasciare il posto alla Trise dal 2014.

Dunque, per quanto riguarda l’anno prossimo è tutto nelle mani della legge di stabilità che al momento prevede un’imposta data dalla somma di altre due, la Tari e la Tasi che dovrebbero sosotituire la Tares e l’Imu per le abitazioni principali, mentre per le altre tipologie di immobili sostituirebbe solo la prima imposta.

Tornando però al conguaglio della Tares per il 2013, ciascun Comune può autonomamente stabilirne le scadenze. Per sapere cosa fa il tuo Comune basta controllare in rete: l’ente è obbligato a pubblicare anche sul proprio sito le scadenze decise, e deve farlo almeno 30 giorni prima del termine delle stesse.

Con l’ultima rata della Tares 2013, che dovrebbe scadere a dicembre, il contribuente dovrà obbligatoriamente fare il conguaglio tra quanto già pagato e quanto dovuto per la Tares.

Ma attenzione, lo Stato ha deciso che poiché il termine ultimo per le delibere comunali relative alla Tares è stato spostato al 30 novembre, i Comuni possono decidere di far pagare il conguaglio di quest’imposta posticipandolo ai primi mesi del 2014.

In pratica, l’ultima rata potrebbe diventare un vero salasso, perché se il Comune non delibera prima le tariffe Tares, che sono molto più onerose delle imposte precedenti, non sarà nemmeno possibile beneficiare del pagamento rateale dell’importo.

Ma le brutte sorprese non finiscono qui: infatti, quest’anno, al momento del versamento dell’ultima rata, da effettuare col modello F24 (o tramite bollettino di c/c postale), dovremo pagare anche una maggiorazione della tassa di 0,30 euro per metro quadrato (questi fondi sono destinati allo Stato).

E’ importante sapere che se il Comune decide di far pagare il conguaglio della Tares nel 2014, può farlo solo relativamente a quanto di sua competenza, la maggiorazione richiesta dallo Stato sarà comunque da versare entro dicembre.

A proposito di tassa sui rifiuti, ricordiamo che l’applicazione dell’Iva sulla vecchia Tia (che è appunto una tassa) è illegittima. Pertanto, per difendere i diritti di chi ha pagato una “tassa sulla tassa” abbiamo organizzato una class action contro i Comuni che l’hanno prevista.

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