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Superbollo: il Governo lo conferma

A me pare che il Governo, oltre che a confermare il superbollo, confermi anche di non avere chiara la situazione, visto che “era nato per portare nelle casse dello Stato 168 milioni di euro, ha prodotto una serie di effetti perversi che stanno penalizzando l’Erario, il mercato dell’auto e il suo indotto.”

in sintesi un articolo che leggo su SicurAuto

Niente da fare: superbollo era e superbollo sarà. Nel corso della discussione sull Legge di stabilità, un gruppo di senatori (di FI-Pdl) ha tentato di cancellare il superbollo: si tratta della sovrattassa per le auto potenti (20 euro per ogni chilowatt di potenza dei veicoli superiori a 185 kW).

Per la precisione, emendamento depositato a palazzo Madama prevedeva l’abolizione del comma 21 dell’articolo 23 del decreto legge 6 luglio 2011, la prima manovra varata nell’estate del 2011 dall’allora Governo Berlusconi che introdusse l’addizionale erariale.

Tassa poi resa più forte dal Governo Monti. Ma alla fine, l’idea è stata scartata. A Stefano Fassina, viceministro dell’Economia, non è piaciuto il tentativo di alcuni senatori di abolire il superbollo.

L’Esecutivo con un ordine del giorno ha fatto sapere che “si impegna a valutare l’opportunità di dare attuazione al contenuto normativo dell’emendamento” sul superbollo.

Così, i nostri politici hanno perso un’ottima occasione: c’era la possibilità di dare un piccolo segnale di svolta, per dimostrare uno stacco dal passato, per cancellare gli errori dei precedenti Governi. L’Esecutivo Monti aveva rincarato quello introdotto dall’Esecutivo Berlusconi l’estate precedente: più costoso e per un numero maggiore di auto.

Il superbollo continuerà a causare danni.

Uno, la riduzione delle nuove immatricolazioni di vetture con potenza eccedente i 185 kW: -35% nel 2012 contro il -19,8% del mercato auto nel suo complesso.

Due, la proliferazione, nel Nord Italia, di “falsi leasing”di autovetture con targa tedesca (o ceca) date in noleggio da soggetti commerciali e utilizzate da clienti italiani.

Risultato: mancato versamento dell’Iva, del bollo, del superbollo, dell’Ipt, delle multe, dell’addizionale provinciale sulla Rca.

E impossibilità di porre sotto sequestro le automobili immatricolate all’estero, fuga dal redditometro, difficoltà di effettuare i controlli su strada e di individuare le responsabilità in caso di incidenti.

Tre, il fenomeno della “esterovestizione” di veicoli, radiati per esportazione in paesi Ue, ma che continuano a circolare sul territorio nazionale con targa tedesca, austriaca, bulgara o romena con le conseguenze sopra indicate.

 

Un disastro col Governo Berlusconi, col Governo Monti e col Governo Letta: in nome del superbollo.

4 commenti su “Superbollo: il Governo lo conferma

  1. andrea
    2 dicembre 2013

    il link, che ho postato sopra, non funziona. Provo di nuovo:

    http://www.sicurauto.it/news/leasing-tedesco-ecco-il-ricorso-della-societa-di-noleggio-rentcar.html

    Quanto alle leggi che “portano” soldi (o meglio risorse) in Italia, il nostro Paese non ha giacimenti petroliferi, quindi (a mio avviso) meglio orientare i consumi interni su veicoli di potenza (e consumo) più umani

  2. paoblog
    2 dicembre 2013

    vero anche che 100 milioni qua, 50 là, se fosse possibile emanare leggi e norme che portino soldi invece che farli scappare con scappatoie più o meno legali sarebbe meglio.

    circa la deducibilità delle auto utilizzate per il lavoro, esclusi i Cayenne uso ufficio 😉 è storia vecchia, che conferma una volta di più come lo Stato sia lontano dall’equità e dalla logica e non ultimo dalla vita reale, dove siamo noi (e/o le aziende) a pargarci l’auto,il bollo, l’assicurazione, i carburanti.

    E’ sicuramente facile prendere decisioni punitive, se a te ti passa tutto lo Stato…

  3. andrea
    2 dicembre 2013

    hemm, qui sopra intendevo CIG “cassa integrazione”, non casa integrazione, sorry.
    – Inoltre già adesso, sotto il profilo fiscale, l’IVA per le auto va versata nel Paese di prevalente utilizzo, non in quello di immatricolazione, con “rogne” fiscali a carico degli incauti contribuenti.

    Ad es. v. questo articolo su Sicurauto

    http://www.sicurauto.it/news/leasing…o-rentcar.html

    trovo interessante soprattutto questa parte del ricorso,
    in pratica la soc. di leasing tedesco…scarica le responsabilità (fiscali, senza rilevanza penale perchè normalmente “sotto-soglia”) sull’utilizzatore finale italiano:

    “la cessione di vetture da una società tedesca a un soggetto Iva italiano, infatti, avrebbe sì scontato l’imposta in Italia, ma attraverso il meccanismo del reverse charge da parte dell’acquirente residente in Italia (art. 17, comma 2, d.p.r. 633/1972). Nulla, pertanto, si potrebbe rimproverare al venditore tedesco, dovendo semmai andare a recuperare l’imposta non versata in reverse charge da parte degli acquirenti. Si lasci però aggiungere un’osservazione: ben difficilmente, in questo caso, dovrebbero essere interessate Procure e Tribunali penali, perché le somme che oggi si contestano ñ cumulativamente ñ al noleggiatore/presunto venditore andrebbero evidentemente frazionate sui singoli clienti, e le soglie penali ben difficilmente sarebbero superate. Insomma, non staremmo qui a parlare di sequestri e condanne (penali).”

  4. andrea
    2 dicembre 2013

    – se si vogliono rilanciare i consumi e la ripresa (?) economica, abolire il c.d. superbollo per i veicoli oltre i 185 kw non mi sembra una priorità;
    – molto più efficace ridurre l’IVA sull’acquisto delle auto (ad es. al 15%) ed altri beni di consumo durevoli, con ricadute benefiche sull’occupazione (e minori oneri statali per casa integrazione ad es. dipendenti delle concessionarie, officine ecc…);
    – di più (e qui è necessario un “disclaimer” perchè sono…in conflitto di interessi) occorre riportare al 50% la deducibilità fiscale dei veicoli, utilizzati promiscuamente per lavoro ed esigenze familiari.
    – Ricordiamo infatti che il funereo governo Monti ha abbattuto la deducibilità al 20%: ciò significa che, se percorro 30.000 km/anno, secondo lor signori (intendo i burocrati ministeriali seduti dietro una comoda scrivania, ed i politici che vivono a spese della collettività), utilizzo la macchina 24.000 km per svago ed esigenze familiari e solo 6000 km per produrre reddito. Ciò è fuori dal mondo. Con la conseguente anti-economicità dei lavori/incarichi che prevedano l’utilizzo intenso dell’auto (costo indeducibile= assoggettato a IRPEF, addizionali e contributi previdenziali, meglio stare a casa a leggere un libro).
    – Ed ancora, il costo di acquisto fiscalmente riconosciuto arriva a max 18.000 euro, ammortizzabile in 4 anni (al 20%) quindi 3600 euro, 900 euro l’anno.
    – Nelle attuali condizioni di mercato, una macchina idonea a viaggiare in autostrada, con bagagli, attrezzature e 2 o 3 persone a bordo, costa non meno di 30.000 euro. Altro costo non deducibile.
    – Per risolvere il problema, senza costi aggiuntivi per l’erario, sarebbe sufficiente portare il costo di acquisto fiscalmente riconosciuto a max 36.000 euro, ammortizzabile però in 8 anni.

    – A fronte di ciò, sarebbe più che giustificato colpire i “finti” leasing estero-vestiti (intendo i rapporti contrattuali in cui l’utilizzatore versa anticipatamente al pseudo locatore tedesco-austriaco-ceco l’intero corrispettivo per l’acquisto del veicolo. Queste società NON sono opere di bene, mica pagano loro il costo della macchina)

I commenti sono chiusi.

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