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Il test di Altroconsumo sulle caraffe filtranti: utili per migliorare il gusto dell’acqua potabile

un articolo di Eleonora Viganò che leggo su Il Fatto Alimentare

Bere o non bere l’acqua del rubinetto? Il  dilemma  coinvolge molti italiani che hanno maturato diffidenze più o meno fondate nei confronti dell’acquedotto pubblico, a causa del sapore poco gradevole dovuto all’eccesso di cloro.

Per questo motivo le caraffe filtranti di cui abbiamo già parlato su Il Fatto Alimentare sono  diventate un percorso potenzialimente interessante.

Oggi, a un paio di anni di distanza dalle prime discussioni, esiste in commercio una seconda generazione di caraffe che offre prestazioni migliori. Altroconsumo ha testato le nuove nate per valutarne le caratteristiche.

In laboratorio è stata misurata la capacità filtrante in relazione ai vari problemi (acqua di rubinetto troppo dura, con troppo cloro o con sapori anomali…). Infine sono stati analizzati i parametri che garantiscono la sicurezza, come il rilascio di ammonio e di ioni argento o lo sviluppo di batteri.

Per eseguire i test, l’acqua è stata arricchita di sostanze inquinanti in quantità al di sotto dei valori limite previsti per legge. Questo perchè le caraffe hanno la funzione di “migliorare” le caratteristiche dell’acqua potabile che arriva nelle nostre case.

I risultati dei test sono buoni. I filtri sono tutti in grado di diminuire la quantità di sostanze  responsabili del cattivo odore e sapore, di ridurre la quantità di nitrati (anche se è raro trovarli in misura elevata nell’acqua di rubinetto) e diminuire  la durezza (ovvero la quantità di sali minerali presenti).

La migliore caraffa del  test è Imetec WP 130: è in grado di abbattere gli inquinanti, non permette il proliferare dei batteri, rilascia poco ammonio e argento e infine eccelle, insieme a Hoover Gaia, nella riduzione del sapore di cloro (- 86% e -91% rispettivamente).

Imetec però ha un prezzo elevato mentre Hoover  comporta un costo per le cartucce elevato. La caraffa Coop Vivi Verde è quella consigliata dalla rivista per il rapporto qualità/prezzo.

Aeg Aquasense è l’ultima in classifica: il prezzo è eccessivo (35 €) e il costo annuo per il mantenimento è il più elevato (125 €), e le  istruzioni non sono  esaustive.

Ariete invece è apprezzata per la sua efficienza nell’abbassare i livelli di piombo, anche se rilascia ammonio nella fase iniziale, per cui si consiglia di utilizzarla all’inizio 3-4 volte senza bere l’acqua. Altre due marche Laica Stream e Brita hanno ottenuto risultati accettabili.

Per quanto riguarda i costi tutti sappiamo che bere acqua dal rubinetto è  la scelta più economica visto che comporta una spesa di circa 1 € l’anno.

Con la filtrazione la spesa lievita a circa 97 €, considerando l’acquisto della caraffa e  il ricambio dei filtri.

Chi preferisce  la bottiglia  di minerale deve  preventivare almeno 160 € e la fatica del trasporto dal supermercato a casa, oltre al maggior impatto ambientale.

Un commento su “Il test di Altroconsumo sulle caraffe filtranti: utili per migliorare il gusto dell’acqua potabile

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