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Problemi con l’adsl: come difendersi

Tutti noi ben conosciamo quale sia la differenza tra velocità pubblicizzata e quella reale, ma sino a che si permetterà agli operatori di offrire prodotti con una velocità fino a…  e relativo asterisco che libera il fornitore dal rispetto reale delle velocità sbandierate sulle pubblicità, non c’è scampo.

Forse l’Autorità dimentica un paio di cose, però; innanzitutto gli operatori garantisconoben poco sino ad arrivare a minimi ridicoli ed in ogni caso la maggior parte di loro sono sulla stessa linea ovvero se abbandono X per andare da Y mi ritroverò nelle medesime condizioni.

Certo, esistono operatori che probabilmente possono garantire connessioni più veloci, ma forse ad un prezzo non sostenibile per utenti privati. (e con i tempi che corrono, neanche per le piccole aziende o commercianti).

L’unico modo per tutelarci veramente sarebbe impedire di pubblicizzare velocità non garantite. La chiavetta Tim mi pubblicizza una  connessione Fino a 7Mbps* … velocità mai vista, se non una volta aTorbole (TN) dove mi sono avvicinato ai 5 Mbps. A casa, in provincia di Milano, solo negli ultimi mesi arrivo a malapena a 1 Mbps… ho detto tutto

A suo tempo sono andato sul sito per scaricare il software citato da Altroconsumo, ma non è possibile farlo con un click, in quanto è necessario registrarsi secondo le modalità che trovate qui sotto. Non avevo tempo, ci penserò in seguito. Clicca QUI per vedere un video che spiega come funziona il test.

Misurainternet - MisuraInternet Speed Test

un articolo che leggo su Altroconsumo

I dati sono purtroppo impietosi: il nostro Paese è molto arretrato in termini di velocità della connessione. Senza contare che ci sono zone dove la banda larga è ancora un bel miraggio.

Promesso dalla pubblicità e mai realizzato, come spieghiamo nel nostro speciale. Insomma, tra la velocità sbandierata dalla pubblicità e quella reale, spesso c’è una gran bella differenza. Vediamo come è possibile difendersi dai disservizi.

Non basta la sensazione di navigare lentamente per aprire un contenzioso con l’operatore: serve una verifica oggettiva e una prova certa. Per fortuna, la soluzione c’è, per quanto sia ben poco nota: bisogna collegarsi al sito www.misurainternet.it, il progetto italiano di misurazione della velocità di connessione.

Qui è possibile scaricare un programma compatibile con quasi tutti i sistemi operativi dei pc, chiamato Ne.Me.Sys. Il software analizza il collegamento e produce una certificazione dell’effettiva velocità di connessione in formato pdf, che vale come prova certa di inadempienza contrattuale da parte dell’operatore.

A questo punto basta confrontare i dati del pdf con quelli del contratto: se divergono è possibile chiedere che venga ripristinata la velocità promessa o, se ciò è impossibile, recedere dal contratto senza penali.

Le cose sono un po’ più complicate di come le abbiamo descritte qui sopra. In effetti, la velocità prevista dal contratto non è quella strombazzata dalla pubblicità (ad esempio 20 mega).

Questa è solo la velocità massima che la compagnia, con molti se e molti ma, sostiene di poter ottenere in condizioni ottimali.

Quella che conta è invece la cosiddetta velocità minima garantita, che ogni operatore per legge è obbligato a fornire ai propri clienti: rimanendo nei 20 mega parliamo di una connessione che deve essere almeno di 7,2 mega, secondo quanto stabilito dall’Autorità garante (in realtà Fastweb ne garantisce spontaneamente 10,2).

La prima cosa da fare, perciò, è leggere attentamente il contratto e capire qual è la banda minima garantita. Tanto per capirci: se Fastweb vi fa navigare a 11 mega e avete l’adsl a 20 mega, non potete contestare nulla.

Se invece vi fa navigare a 6 mega, potete inviare una raccomandata a.r. (puoi utilizzare il nostro modello di lettera) chiedendo che venga risolto il problema e allegando come prova il pdf del programma di misurazione.

Generalmente molti problemi possono essere facilmente risolti cambiando il modem oppure i doppini telefonici.

Quindi, aspettatevi la visita a casa di un tecnico inviato dalla compagnia. In altre occasioni, invece, la questione dipende da problemi di linea non risolvibili: ad esempio, la zona non è servita dall’adsl a 20 mega oppure i collegamenti sono insufficienti a garantire la velocità prevista. In questo caso, scatta la trattativa tra cliente e operatore.

 

Un commento su “Problemi con l’adsl: come difendersi

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