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Rc auto – Governo diviso, altro che sconti del 23%

di Maurizio Caprino

Stupefacente. Se leggete il comunicato con cui ieri (il 6 febbraio per chi legge) il Governo ha annunciato il disegno di legge col pacchetto Rc auto stralciato l’altro ieri dal decreto legge Destinazione Italia, vedete che lo presentano come una misura totalmente nuova, mentre invece al momento è solo un puro (e maldestro) copincolla del testo stralciato alla Camera, senza nemmeno il correttivo urgente che consentirebbe di sbloccare i controlli “automatici” antievasione.

Poi c’è un furbesco richiamo a sconti del 23%, che non sono altro che la somma dei benefici già previsti dal Dl (e tutti da verificare nella pratica, si fa presto a fare sconti su prezzi preventivamente aumentati).

E non una parola sullo stralcio. Perché sarebbe troppo imbarazzante: si sono trovati due sottosegretari dello stesso ministero a dire due cose diverse di fronte agli attoniti deputati della commissione Finanze.

Aspetti comici a parte, l’episodio mostra che non sarà facile trovare un accordo politico sul pacchetto, per cui il comunicato governativo di ieri è ancor più ottimista di quel che sembra: il Ddl potrebbe restare a dormire nei cassetti di una commissione parlamentare anche fino alla fine naturale della legislatura.

Raccontiamo che cosa è accaduto il commissione l’altro ieri. Preso atto dell’impossibilità di trovare un accordo e del rischio che questi dissidi avrebbero potuto addirittura far affondare l’intero provvedimento, i relatori del Dl hanno proposto un emendamento che sopprimeva in blocco l’articolo 8. Cioè l’intero pacchetto Rc auto.

Allora, come da prassi, prima di mettere ai voti l’emendamento, è stato chiesto il parere del Governo. Di solito, l’Esecutivo è rappresentato da una sola persona, quasi sempre un sottosegretario.

Stavolta di sottosegretari ce n’erano due: Claudio De Vincenti e Simona Vicari. Entrambi del ministero dello Sviluppo economico. Ed entrambi hanno parlato: De Vincenti per dirsi favorevole alla soppressione del pacchetto, la Vicari per dirsi contraria.

A quel punto, alcuni deputati hanno preso la parola, un po’ per accertarsi di aver capito bene e un po’ per gettare acqua sul fuoco. Il risultato è stato che la soppressione è passata.

Ma a prezzo di rendere evidenti le tensioni all’interno del ministero, che covavano sin dalla prima scrittura del pacchetto, prima affidata alla Vicari e all’ultimo momento sottrattale dal ministro Flavio Zanonato e dal premier Enrico Letta per arrivare al testo che è entrato in vigore il 24 dicembre nell’ambito del decreto Destinazione Italia (Dl 145/2013).

Con queste premesse, vi stupisce se il Governo ieri ha annunciato di aver licenziato un disegno di legge e poi si scopre che non è ancora riuscito a cambiare di una virgola il testo accantonato dalla Camera?

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