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Le tasse per chi compra casa, cosa cambia

un articolo che leggo su Altroconsumo

Tra le modifiche fiscali che hanno interessato le tasse sulla casa, quella che ha toccato l’imposta di registro è passata piuttosto in sordina.

In pratica, dal primo gennaio le regole entrate in vigore comportano una riduzione delli’imposizione in caso di compravendite tra privati, mentre c’è un leggero aumento quando il venditore è un’impresa.

L’imposta di registro si paga se chi ci vende la casa è un privato, un’impresa non costruttrice che non ha eseguito i lavori di ristrutturazione, oppure un’impresa costruttrice che vende dopo 5 anni dalla data di ultimazione dei lavori.

Si paga l’Iva se chi ci vende la casa è un’impresa costruttrice (o di ristrutturazione) che vende entro 5 anni dalla fine dei lavori (o successivamente, nel caso in cui entro tale termine l’immobile sia stato locato per almeno 4 anni in regime di edilizia residenziale convenzionata).

L’Iva si applica al prezzo di acquisto dell’immobile dichiarato nell’atto notarile. L’imposta di registro mantiene l’agevolazione che prevede che il calcolo di quanto bisogna pagare venga effettuato sul cosiddetto “prezzo valore”, basato sulla reddita catastale.

Il “prezzo valore” si calcola rivalutando la rendita catastale del 5% e moltiplicando quanto ottenuto per 110 (acquisto prima casa) o per 120 (acquisto seconda casa).

2 commenti su “Le tasse per chi compra casa, cosa cambia

  1. andrea
    14 febbraio 2014

    – non ho elementi concreti per affermare che queste modifiche…pecuniarie siano state fatte non per politica economica nell’interesse della collettività, bensì per agevolare qualcuno;
    – ricordati i precedenti (es. breve periodo abolizione imposta successioni e donazioni anche per patrimoni rilevanti) il sospetto c’è… (in quell’occasione i boiardi di stato ed i soliti noti approfittarono della modifica legislativa per fare i loro giochi a conto quasi zero, subito dopo l’imposta fu reintrodotta)

  2. andrea
    12 febbraio 2014

    senza pretesa di scrivere tutto, aggiungo qualche particolare

    1) privato che vende a persona fisica che ha i requisiti “prima casa”, l’imposta di registro scende dal 3 al 2% (come detto da Paoblog, non sul prezzo effettivo bensì sulla rendita catastale rivalutata);
    inoltre le imposte ipotecaria e catastale scendono da 168 a 50 euro cad.

    2) privato vende a soggetto che non ha i requisiti per l’acquisto “prima casa”, o per immobili non abitativi, l’imposta di registro cresce dal 7 al 9%
    ma l’imposta ipotecaria che era al 2% diventa 50 euro “fissi”
    analogamente l’imposta catastale che era 1% diventa 50 euro

    mediamente risparmio 1%

    3) privato che vende terreno edificabile: l’imposta di registro cresce dall’8 al 9%, ma le imposte ipotecarie e catastali (che erano rispettivamente 2% e 1%) passano a tariffa fissa 50 euro cad

    risparmio 2%

    4) privato che vende terreno agricolo a soggetto non coltivatore diretto, l’imposta di registro cala dal 15 al 9%
    imposte ipotecarie e catastali (che erano rispettivamente 2% e 1%) passano a tariffa fissa 50 euro cad

    risparmio 9%, quindi molto rilevante!

    5) privato che vende edificio vincolato (beni storici ecc…) a soggetto che non può beneficiare dei vantaggi “prima casa”, l’imposta di registro passa dal 3 al 9%, mazzata colossale!

    ipotecaria e catastale come punto 2 (risparmio 3% circa)

    6) impresa vende immobile abitativo a soggetto che non può usufruire vantaggi “prima casa”, l’IVA resta 10% e le imposte ipotecarie e catastali da 168 passano a 200 euro cad. (variazioni minime)

    7) se invece l’impresa vende a soggetto “prima casa”, l’IVA resta al 4%, registro, ipotecaria e catastale da 168 passano a 200 euro cad.

    mi fermo qui per non tediare… -:)

I commenti sono chiusi.

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