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Nuovo decreto autovelox bloccato dai Comuni: servono chiarimenti

di Maurizio Caprino

Il nuovo decreto autovelox non passerà così com’è: la bozza inviata un mese fa alla Conferenza Stato-città-autonomie locali è stata bloccata.

Tra le varie perplessità che ha suscitato, spiccano quelle del maggiore destinatario del provvedimento: l’Anci. Infatti, l’associazione dei Comuni rappresenta proprio gli enti messi nel mirino dalla riforma del Codice della strada (legge 120/10) per il fatto di usare non di rado i controlli di velocità per fare cassa.

La riforma aveva così previsto che metà dei proventi autovelox andasse all’ente proprietario della strada per metterla in sicurezza, che l’impiego dei fondi fosse rendicontato con molta più precisione rispetto ad oggi e che un nuovo decreto ministeriale riassumesse tutte le regole d’impiego dei rilevatori di velocità e di trattamento dei dati rilevati.

L’Anci ha perplessità praticamente su tutti gli aspetti della bozza di Dm.

Che le perplessità riguardassero gli aspetti contabili era prevedibile: in questo campo le interpretazioni e le modifiche normative si sono sprecate, durante questi anni.

Più sorprendente è che vengano chiesti chiarimenti anche sulle regole d’impiego dei rilevatori, visto che esse non fanno altro che riprendere la direttiva Maroni integrandola con i pareri già resi dai ministeri delle Infrastrutture e dell’Interno negli ultimi anni.

Uno dei problemi riguarda proprio questi pareri: ne manca all’appello qualcuno, e anche importante.

Soprattutto quelli che… continua la lettura QUI

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Questa voce è stata pubblicata il 22 Maggio 2014 da in Il mondo dell'automobile (e non solo), Leggo & Pubblico con tag , , , .
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