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Latte con aflatossine: il vero scandalo è che è stato commercializzato per 5 mesi e le autorità lo sapevano

in sintesi un articolo di Valeria Nardi che leggo su Il Fatto Alimentare che di certo non rassicura i consumatori, soprattutto alla luce degli ultimi articolo sulla sicurezza alimentare, che sia per il mais contaminato dalla diossina oppure per l’epidemia di Epatite A causata dai frutti di bosco surgelati.

Punto comune in tutte queste situazioni il silenzio delle varie Autorità coinvolte ovvero di chi dovrebbe (il condizionale è d’obbligo) vigilare sulla nostra ssalute.

Complimenti…

* * *

Poche settimane fa tra Veneto e Friuli è scoppiato il caso del latte con aflatossine messo in vendita dal Consorzio Latterie Friulane. La storia ha avuto una certa risonanza sulla stampa locale e nazionale, come spesso succede quando la frode riguarda alimenti di largo consumo.

La vicenda inizia il 12 dicembre 2013 quando la Latteria Soligo di Treviso (l’unica tra i dieci acquirenti del medesimo lotto) restituisce alle Latterie Friulane, una partita di 3.504 confezioni di latte perché “non conforme”.

Il sistema di autocontrollo dell’azienda trevigiana ha rilevato la presenza di aflatossine M1 in quantità cinque volte superiori ai limiti di legge.

A questo punto la procura di Udine apre un’indagine che affida al Nucleo anti sofisticazioni dei carabinieri (Nas).

Gli episodi si ripetono per mesi, fino a quando il Giudice per le indagini preliminari emette un’ordinanza in cui dispone misure cautelari per il responsabile dell’approvvigionamento per il Consorzio delle Latterie Friulane, mentre altre 13 persone tra colleghi e allevatori sono indagate.

La soglia di attenzione per l’aflatossina M1  nel latte scatta a 0,040 μg/kg (microgrammo per chilo) , e già in questo caso le aziende che riscontrano questi valori devono avvisare il Servizio veterinario delle Ausl.

Se invece si supera il limite di legge di 0,050 μg/kg, oltre alla segnalazione all’autorità competente, l’azienda non può per diversi giorni conferire il latte, e quello contaminato va smaltito, fino a che non si è trovata ed eliminata la partita di mangime infestato, e i valori non tornano entro i termini consentiti.

L’aspetto interessante è che in questi sei mesi l’autorità sanitaria di Udine non ha mai ricevuto segnalazioni da parte delle Latterie Friulane.

Cosa succedeva?

Durante i sei illeciti documentati dai Nas nel corso delle indagini, gli allevatori conferivano al consorzio partite con un livello elevato di aflatossine, che invece di essere bloccate e distrutte, venivano diluite con latte sano e distribuite.

Dopo queste miscelazioni illegali, secondo i resoconti dell’inchiesta, nessuno del consorzio si preoccupava di effettuare analisi per verificare se effettivamente le sostanze pericolose risultavano al di sotto dei limiti.

Sull’ordinanza cautelare del 27 maggio, si legge che le autorità erano a conoscenza dell’immissione sul mercato di latte contaminato, da almeno cinque mesi.

È lecito chiedersi come mai le autorità, a conoscenza della situazione dal mese di dicembre del 2013, non abbiano immediatamente disposto il ritiro del latte.

La scelta di lasciare sul mercato dei lotti contaminati era forse legata a necessità investigative?

In questo caso sono state effettuate delle analisi per valutare l’effettiva innocuità (o meno) dei prodotti che i consumatori acquistavano al supermercato?

Fino a che punto si può procrastinare la sicurezza dei consumatori al fine di raccogliere più materiale per le indagini o per salvaguardare interessi aziendali?

Il paradosso è che l’allerta aflatossine scatta dopo sei mesi, in concomitanza alla conferenza stampa dei Nas.

A questo punto però diventa urgente e le Asl devono verificare la tracciabilità del latte e intervenire in tutti i punti vendita e gli esercizi che hanno acquistato anche piccole partite di latte dalle Latterie Friulane, da utilizzare magari come ingrediente secondario di altre preparazioni alimentari.

Che senso ha intervenire adesso con la massima allerta quando per mesi è stato distribuito ai cittadini latte con aflatossine, riconosciuto pericoloso per la salute?

Chi stabilisce quando le indagini dei Nas devono essere interrotte perché circolano alimenti pericolosi e quando invece bisogna andare avanti per acquisire più elementi per le indagini?

 

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