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Rc auto – Solo il 5% di noi paga come un europeo e…

Alle compagnie che operano nel sud ritengo “non convenga” distinguere fra onesti e disonesti. Visti gli importi di cui si legge, non fanno altro che far pagare ai buoni le colpe dei cattivi e via andare…

Quando penso alla polizza la valuto facendo riferimento all’importo finale; ho verificato che per la Smart il Premio lordo della sola Rca è di € 280, ma con un massimale molto più alto di quello di legge.

Come raccontato giorni fa, c’è da farsi delle domande poi circa la “non fidelizzazione” cui puntano le Compagnie con le loro proposte di rinnovo.

Oltre che invitare gli automobilisti a chiedere più preventivi e decidere di conseguenza, vorrei sottolineare l’importanza di fare un passo in più, oltre al semplice cambio di compagnia ovvero di usare il web per far sapere alla Compagnia che calca la mano che non siamo mucche da mungere.

P.S. Si parla di Europa … ieri Beppe Severgnini in un’intervista faceva notare che basandosi su 50 indicatori standard, noi siamo al di sotto della media europea per 42 valori…

un articolo di Maurizio Caprino

Il metodo di rilevazione è cambiato, il risultato no: le polizze Rc auto italiane sono le più costose d’Europa. E a nulla serve il fatto che, complice la crisi, i prezzi sono in discesa costante ormai da un anno.

Così sono solo due i fatti nuovi che emergono dai dati presentati ieri dall’Ivass IVASS – CONSIDERAZIONI FINALI e IVASS – RELAZIONE (l’autorità di vigilanza) e basati per la prima volta sui premi effettivamente pagati da un campione significativo di cittadini.

Prima di tutto, solo il 5% degli italiani sborsa una cifra paragonabile con la media europea: 250 euro. Il prezzo medio nazionale è all’incirca doppio.

Il secondo fatto è che al Sud, dove è maggiore il rischio di frodi, il mercato è nelle mani solo di poche compagnie. Che non sanno distinguere tra virtuosi e disonesti, quindi chiedono a tutti cifre considerevoli. Una concausa che spiega perché ormai il 10% dei veicoli non ha l’assicurazione obbligatoria.

Le leggi con misure antifrode e altre novità per risparmiare sul costo dei risarcimenti sono impantanate da febbraio tra Governo e Parlamento e non lasciano intuire sviluppi immediati: troppi interessi contrapposti, troppe inerzie da tutte le parti.

Così, anche quando saranno varate, probabilmente nasceranno da compromessi che le depotenzieranno. E resteranno le scorciatoie seguite dai più furbi e dai più potenti.

Nel frattempo, le uniche cose che si muovono stanno nelle prassi seguite dalle compagnie più grandi. Per esempio, le Generali hanno lanciato il Siva, tempario che taglia del 30% i tempi di lavoro che la compagnia intende riconoscere ai carrozzieri, sollevando ovviamente una rivolta.

Difficile distinguere torti e ragioni: i tempari sono una materia molto scivolosa (si riferiscono perlopiù a vetture nuove – quindi in buone condizioni, su cui lavorare è più facile – nelle mani di riparatori bravi e ben attrezzati), soggetta a tante modifiche nel tempo e da considerare in abbinata al costo orario della manodopera (che peraltro attualmente non sempre riflette bravura e attrezzatura dell’operatore).

Occorrerebbe un’operazione-trasparenza. Ma, appunto, ci sono troppi interessi contrapposti e troppe inerzie.

Un commento su “Rc auto – Solo il 5% di noi paga come un europeo e…

  1. Poppea
    30 giugno 2014

    Io pago 326 € annui cil. 1200. la classe penso sia la minima dato che è dal 1990 che non ho incidenti

I commenti sono chiusi.

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