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“Il Motor Show si farà a Milano”. Se lo dice il Corriere della Sera…

Nell’articolo di Maurizio Caprino in chiusura afferma che i giornali si leggono più per farsi domande che per ottenere risposte.

Se non fosse che che poi si fa una gran fatica a trovare le risposte… 😉 dato che in teoria fino a qualche anno fa era l’Informazione che per l’appunto “informava”.

D’altro canto sembra che i giornali facciano gara a chi fa peggio. Tra bufale e notizie inesatte se non false ormai regna sovrana la Disinformazione.

Ed infine abbiamo il lettore che legge il titolo e si fa un’opinione, senza accorgersi che poi il testo racconta un’altra storia.

Io mi faccio le domande e cerco le risposte, ma quanti si accontentano o, peggio ancora, non si pongono il problema?

E fra questi ci metto anche mio padre che nonostante gli dica continuamente di leggere più fonti, di evitare i quotidiani schierati, continua imperterrito il suo percorso e sistematicamente alla sua notizia che mi riporta, gli ripeto che è una balla, che non deve credere a quello che legge sui giornali o sente in tv. Vedi il Canone Rai…

Grazie al cielo qualche giornalista che fa il suo lavoro con attenzione ancora c’è…

e se noi vogliamo cercare di essere cittadini invece che sudditi, potremmo incominciare cercando l’Informazione e ponendoci, per l’appunto, delle domande, senza credere automaticamente a chi urla più forte, che una bugia, anche se la urli a pieni polmoni, sempre una bugia resta.

* * *

Spesso i giornali non vanno letti per ciò che scrivono, ma per ciò che NON scrivono. E dopo la lettura non bisogna maturare certezze, ma farsi domande.

Quella di oggi è una giornata-simbolo: tutti scrivono dell’addio a peso d’oro di Giovanni Floris alla Rai e c’è da chiedersi come mai La7 spenda tutti quei soldi per uno dei principali alfieri di una formula – quella del talk show – che proprio nella stagione appena finita ha mostrato i suoi limiti di età, perdendo ascolti.

Ma ovviamente non è di questo che ci occupiamo noi. Se prendete la prima pagina del “Corriere della Sera”, vedete a qualche centimetro dal caso-Floris l’annuncio trionfale che il Motor Show torna e si farà a Milano, nel contesto dell’Expo.

Un articolo che agli addetti ai lavori dà la sensazione di trovarsi su Marte: i giornalisti del settore sanno benissimo che un paio di settimane fa a Bologna è stata convocata una conferenza stampa in cui si annunciava che un’altra società stava organizzando il “suo” Motor Show proprio lì.

E non occorre nemmeno essere giornalisti di settore per capire che non c’è spazio per due eventi uguali, in un Paese dove l’auto è in crisi tanto nera che l’anno scorso di Motor Show non si è riusciti nemmeno a organizzarne uno, quello originale, mestamente abbandonato dopo trent’anni e più di lunghe glorie e rapido declino.

Dunque, è probabile che, se tutto andrà bene, di Motor Show ce ne sarà uno solo. Non m’interessa che sia organizzato dai bolognesi o dai milanesi: sono beghe tra cordate di ex-alleati (Alfredo Cazzola e GL Events), istituzioni locali (che parteggiano per chi vuol far tenere la manifestazione sul loro territorio) e case automobilistiche (che fanno i loro conti con un occhio al tenere contento il contendente che per loro è più amico dell’altro).

Il punto vero è: perché i lettori del “Corriere della Sera” devono vedere – e addirittura in prima pagina – un articolo che parla del Motor Show ma non racconta di tutto questo che c’è dietro, dando trionfalmente per scontata l’ipotesi-Milano?

Sciatteria (aggravata dallo sparare la cosa in prima pagina)? Interesse (non dichiarato) del giornale?

Interesse o incapacità di chi ha scritto l’articolo, col concorso dell’interesse o dell’incapacità dei responsabili della redazione, che dovrebbero vagliare ogni cosa e invece hanno messo in pagina quel testo accettandolo così com’era nella sua parzialità?

Non potremo mai saperlo davvero. Ma non importa: i giornali si leggono più per farsi domande che per ottenere risposte.

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