Paoblog.net

Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Tasi: si avvicina la scadenza per pagare la rata

Caro suddito, ecco la sintesi di un articolo che leggo su Altroconsumo che, al solito, conferma il fatto che essre un contribuente in questa italietta è faticoso; ma come è possibile che debba essere il cittadino a doversi informare sul da farsi presso il Comune e non essere il Comune a fornire al cittadino tutti gli strumenti per efettuare i pagamenti in totale chiarezza e senza arrivare all’ultimo minuto?

Senza considerare la stortura aggiuntiva che ci costringe a pagare un terzo soggetto (Caf o commercialista) per pagare un F24 oppure per effettuare calcoli basandosi su aliquote che, spesso sono diverse da comune a comune, aumentando la possibilità di errore, la cui buonafede ovviamente non sarà accettata dalle istituzioni.

Tasse

Si avvicina la scandenza per il pagamento della tassa sui servizi indivisibili (TASI); si tratta di una delle tre voci d’imposta che compongono la IUC (Imposta Unica Comunale), insieme all’IMU (Imposta Municipale propria) e alla TARI (Tassa sui rifiuti).

A differenza dell’IMU deve essere pagata anche sugli immobili adibiti ad abitazione principale e, nel caso di immobili in affitto, devono pagarla parte i proprietari e parte gli inquilini. Ecco come calcolarla e come pagarla.

La Tasi sostituisce l’Imu sull’abitazione principale; sugli altri immobili, invece, si somma all’Imu. Lo Stato ha fissato le aliquote minime e massime applicabili, lasciando però molta libertà ai Comuni nel fissare sconti e agevolazioni.

Ricorda che la base imponibile per il calcolo della Tasi è la stessa utilizzata per l’Imu: quindi bisogna rivalutare de 5% la rendita catastale e moltiplicarla per 160. Le linee guida fissate dallo Stato per la Tasi sono queste:

  • abitazione principale: l’aliquota minima è dello 0,1%, quella massima invece può arrivare allo 0,25%. I Comuni possono alzarla di un ulteriore 0,08%, portandola allo 0,33%.
  • altri immobili: la somme delle aliquote di Tasi e Imu non può superare l’1,06%. Anche in questo caso i Comuni possono applicare uno 0,08% aggiuntivo, portando la tassazione all’1,14%.

Per i Comuni che hanno deliberato le aliquote TASI entro il 23 maggio, la prima rata di acconto doveva essere pagata entro il 16 giugno.

Per gli altri comuni (la maggior parte) il termine per il pagamento è stato prorogato al 16 ottobre.

Siamo quindi prossimi alla scadenza ma non è detto che tutti debbano pagare entro questa data. Vediamo esattamente quali sono i termini:

  • se il Comune ha deliberato entro il 10 settembre, le rate sono due, la prima da pagare entro il 16 ottobre (con aliquota deliberata appunto dal Comune) e la seconda entro il 16 dicembre (termine per il conquaglio per tutti);
  • se il Comune non ha deliberato entro settembre, la Tasi deve essere versata in un’unica soluzione entro il 16 dicembre, con aliquota fissa all’1 per mille.

Va da sè che devi quindi verificare (magari sul sito) se il tuo Comune è tra quelli che hanno deliberato entro il 10 settembre.

Fortunatamente diversi Comuni inviano a casa dei contribuenti i modelli F24 già compilati da utilizzare per il versamento dell’imposta. Se devi provvedere da te, segui le istruzioni che trovi sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

Nello specifico potrai consultare le diverse istruzioni in base al tipo di immobile:

  • per il pagamento della Tasi sull’abitazione principale e relative pertinenze (ricordati di utilizzare il codice 3958).
  • per il pagamento della Tasi sugli altri fabbricati (il codice invece è 3961).

 

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: