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Lotta ai cambiamenti climatici: tutti bocciati per Germanwatch

pollice giùNessun paese è riuscito a contrastare in maniera efficace i cambiamenti climatici in corso e a mantenere le emissioni globali al di sotto della soglia critica dei 2 gradi.

È l’amaro sunto del Germanwatch 2014, il report rapporto presentato alla COP20 di Lima e realizzato dall’omonima Ong tedesca in collaborazione con Legambiente, sulle performance ambientali dei più grandi Paesi del mondo.

Il rapporto prende in considerazione la performance climatica di 58 Stati, che insieme rappresentano oltre il 90% delle emissioni globali.

La performance di ciascun paese è misurata attraverso il Climate Change Performance Index (CCPI) e si basa per il 60% sulle sue emissioni (suddivise equamente tra livello delle emissioni annue e trend nel corso degli anni), per il 20% sullo sviluppo delle rinnovabili (10%) e dell’efficienza energetica (10%), e per il restante 20% sulla sua politica climatica nazionale (10%) e internazionale (10%).

Anche quest’anno sul podio non è salito nessuno. Le prime tre posizioni, infatti, non sono state assegnate, perché nessun Paese è stato in grado di performance tanto virtuose da consentire un contrasto sensibile al climate change cambiamento climatico.

Nessuno è stato capace di lavorare abbastanza per mantenere, almeno da parte sua, la temperatura globale al di sotto dei 2 gradi. Ma una piccola novità c’è:….

continua la lettura QUI > Tutti bocciati: il verdetto del Germanwatch | Rinnovabili.

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Questa voce è stata pubblicata il 12 dicembre 2014 da in Ambiente & Ecologia, Leggo & Pubblico con tag , , , , .
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