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Trasporto pubblico, i passeggeri lo bocciano

un articolo che leggo su Altroconsumo e che dedico all’amico Gigi, noto pendolare Trenord e che ha contribuito alla causa con questi post: Ricevo una foto dalla pecora Gigi, ops, dal pendolare… e Trenord ritarda ed i pendolari… si arrangino. e Al solito, i pendolari sono abbandonati a se stessi

1136927 STAZIONE METROPOLITANA LINEA 1

Ci confermiamo un Paese di automobilisti incalliti, che usano i mezzi pubblici solo occasionalmente. Abbiamo quasi l’obbligo di metterci al volante perché le nostre città non offrono alternative valide.

A dirlo sono gli utenti in prima persona che, nella nostra inchiesta, raccontano la loro insoddisfazione rispetto al trasporto pubblico in dieci città italiane.

Più di 3.500 passeggeri denunciano che siamo ancora un Paese arretrato, dove lo spostamento collettivo compete poco con quello su mezzi privati.

L’inchiesta offre una fotografia dell’offerta, della qualità e della soddisfazione relativa al trasporto pubblico in Italia. Sono dieci le città passate al setaccio, le nove più popolate più la turistica Venezia: Bologna, Bari, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino.

I mezzi considerati sono bus, tram, metropolitane, ferrovie suburbane e, solo a Venezia, i vaporetti. In totale abbiamo intervistato 3.500 passeggeri. L’indagine è stata realizzata tra marzo e maggio 2014.

Dall’indagine emerge poca puntualità e soprattutto un sistema debole dei mezzi di superficie, i più diffusi e a volte anche gli unici disponibili. I viaggiatori non fanno sconti a nessuno: soprattutto al Sud, il fil rouge è: ora basta.

La maggior parte degli abitanti delle principali città italiane non utilizza il trasporto pubblico con regolarità. In alcuni casi l’uso  dei mezzi è davvero occasionale: a Bari e a Palermo circa quattro cittadini su cinque si muovono sui mezzi con discontinuità; a Firenze e Bologna lo fanno in tre su cinque.

Anche chi si serve di autobus, tram e metropolitane, continua comunque a usare l’automobile per spostarsi in città. Il mezzo di trasporto più utilizzato è l’autobus, fatta eccezione per Milano, Roma e Napoli, dove gli intervistati utilizzano soprattutto la metropolitana.

Rispetto ai mezzi di superficie c’è un’insoddisfazione piuttosto diffusa e marcata, in particolare a Napoli, Palermo e Roma. I motivi principali sono la scarsa frequenza delle corse, la poca puntualità e il basso livello di comfort offerto da tram e autobus.

La puntualità è un problema soprattutto nelle città centromeridionali. A Palermo il ritardo medio dei bus è di 18 minuti, di 15 minuti a Napoli e di 14 a Bari e a Roma. Milano è la città in cui i mezzi sono considerati più puntuali, con un ritardo medio di 5 minuti.

Sono decisamente più apprezzate le linee metropolitane, la più amata è quella di Torino, quasi avveniristica, con un sistema a guida automatica senza conducente, mentre quella leggera di Palermo sembra non funzionare affatto. 

Torino e Milano si confermano con Bologna e Firenze le migliori realtà italiane del trasporto pubblico, ma con un voto modesto vicino solo alla sufficienza. Il tempo medio trascorso sui mezzi è di poco meno di un’ora, ma con punte ben più elevate a Palermo (70 minuti) e a Roma (78 minuti).

Un aspetto denunciato è il rischio di furti, soprattutto in alcune realtà: nell’ultimo anno a Napoli, Palermo, Roma e Torino circa il 15% dei passeggeri ha subito un furto. Bocciata anche Venezia, dove il servizio di vaporetti è giudicato peggio rispetto all’inchiesta del 2010.

Tante le cose da migliorare, insomma: la puntualità innanzitutto, ma anche i costi, giudicati eccessivi. Su questo fronte qualche spiraglio c’è: potrebbero tornare gli sconti fiscali per gli abbonamenti ai mezzi pubblici locali, regionali o interregionali, detraibili dall’Irpef al 19% con un tetto di 200 euro.

Il disegno di legge è nelle mani del Consiglio dei Ministri, così come l’altra attesa novità, che potrebbe favorire i viaggiatori, ovvero il progetto delle città metropolitane, che dovrebbe sviluppare sistemi e strutture più efficienti di mobilità e viabilità. Aspettiamo, alla fermata.

 

 

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