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Le proteste (giustificate) dei ristoratori per Expo2015 ma c’era chi aveva visto lungo…

pensieri paroleOgni giorno sulle pagine dei giornali si parla, ovviamente, di Expo2015 e sempre più spesso si leggono le proteste di bar e ristoranti cittadini che invece che una ricaduta positiva, stanno pagando a caro prezzo il biglietto serale a 5 € ed il prolungamento dell’apertura sino alle 24.

Come ha detto Marco S.M., un membro del Gruppo FB:

una strategia di marketing indovinata, ne avevo il sospetto prima che cominciasse, che fosse pensata male, ma che Milano si facesse autogol non me l’ero immaginato…

L’altro giorno ho letto sul Corriere le parole di Lino Stoppani, presidente della categoria, perentorio nell’affermare che:

Può darsi che sia presto per giudicare, ma le aziende del mio settore stanno per ora scontando il “cannibalismo” commerciale che Expo genera.

E l’apertura fino a mezzanotte nei weekend aggiunge ulteriore preoccupazione. È ora di tarare l’intera regia dell’evento su Milano.

Interessante, se non fosse che nella lettera scritta da un addetto ai lavori, la cui pubblicazione è stata rifiutata proprio dal Corriere (a meno di pagare 12.000 €) ecco che leggo le parole rivolte proprio a Stoppani:

…ho capito tutto: a noi, pubblici esercizi di Milano e Provincia, di Expo sarebbero rimaste solo le briciole…

Ed è a questo punto che ho deciso di telefonare al Presidente della nostra associazione, per chiedere lumi su un aspetto che ritengo fondamentale per la categoria che Lui stesso rappresenta.

Purtroppo, a domanda: “Sei a conoscenza degli orari di Expo?” mi è stata data una risposta inaspettata con un assunto assolutamente non richiesto: “i conti devono tornare” …

A questo punto, se proprio il Presidente della nostra Associazione, si erge a paladino degli investitori di Expo, cosa dobbiamo aspettarci?

…che bisogno c’era di prolungare fino alle 23? Non era sufficiente chiudere alle 20 (o al massimo le 21)?

In questo modo i visitatori avrebbero avuto modo di vivere la città e la provincia, approfittando dell’ospitalità di ristoranti, locali, di manifestazioni cittadine e non.

Leggi anche: La sera andavamo a Expo (e snobbavamo la città) e Expo, va a finire che avevamo ragione noi…

Per quanto riguarda le proteste degli albergatori, invece, credo che molti di loro dovrebbero coprirsi il capo di cenere e riflettere sul fatto che pompare i prezzi in occasione di un evento che tra l’altro dura 6 mesi, forse non è stata una politica molto intelligente.

Leggevo ieri su Lettera43 che:

Il secondo contraccolpo riguarda la clientela d’affari, dunque chi viene in città per lavoro e a spese dell’azienda, cioè con un budget medio limite fissato alle quattro stelle: con prezzi a 500 euro a notte, tanti hanno optato per hotel vicini all’aeroporto, o addirittura in altre province come Pavia o Varese.

Migliaia di persone che giungono in città in treno, si spostano con i mezzi pubblici, e ripartono la sera. L’allarme sulle tariffe degli alberghi milanesi lanciato dal ceo di Expo Giuseppe Sala lo scorso autunno ha dunque trovato conferma a Expo aperto, e suggella una vecchia, pessima abitudine degli albergatori italiani: moltiplicare a dismisura i prezzi nei periodi di alta stagione.

Leggi anche: Expo 2015 è un’occasione? Arrivano i soliti furbi….

 

 

 

 

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