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Ennesimo test sull’olio extravergine, vince ancora Monini e perde…

olioUna piccola premessa: qualche giorno fa ho visto in televisione un servizio dove si faceva notare che la globalizzazione dei gusti sta portando ad un’omologazione anche nel caso degli olii extravergine, con il mercato che penalizza 😦 quelli con gusto piccante o amaro che poi in realtà rientrano tra gli attributi positivi in fase di degustazione.

Passiamo ora all’argomento del post…

Nelle ultime settimane si è fatto un gran parlare dei test sull’olio extravergine condotti dalla rivista Il Test con la bocciatura di 9 olii su 20 e soprattutto con aziende che hanno contestato i risultati.

Leggi a questo proposito: Le aziende contestano i risultati dei test sull’olio, tuttavia…

Oggi leggo sul Il Fatto Alimentare di un altro test, condotto questa volta dalla rivista francese 60 millions de consommateurs ed il primo olio in classifica nel test è, anche questa volta, Monini ed ancora una volta Carapelli, in prima linea a contestare gli esiti precedenti, ha ottenuto risultati deludenti nel test di degustazione.

Leggo poi che:

Anche il mensile dell’Unione francese dei consumatori, Que Choisir, ha pubblicato nell’ultimo numero un test comparativo su 28 extravergini. Il vincitore è ancora una volta Monini Classico, spremuto da olive italiane, così come il terzo classificato, Naturalia Bio.

Dei 28 campioni esaminati da Que Chosir, otto sono stati declassificati a semplici oli vergini a causa dei risultati negativi ottenuti nell’analisi fisico-chimica o nella prova di degustazione.

Tra questi troviamo in ultima posizione Carapelli Bio, e in quartultima Carapelli classico, a riprova che il marchio italiano non soddisfa le aspettative del panel.

Quindi cosa dobbiamo pensare?

Che tutte le associazioni, italiane ed estere, siano coalizzate contro Carapelli oppure qualche problema quest’olio (unitamente ad altri)  ce l’ha?

 

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