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Scooter 125 alla prova: il video dei crash test

Nel periodo estivo, soprattutto quando rientro verso casa, vedo molti utenti delle due ruote stesi sull’asfalto dopo un incidente; fortunatamente è da un paio d’anni che non vedo le scarpe spuntare da un telo steso sulla strada.

E’ un’immagine difficile da cancellare dalla mente, forse perchè ho un passato da motociclista e tanto più dopo aver assaggiato l’asfalto un paio di volte grazie alla disattenzione di automobilisti che non avevano visto il segnale della precedenza oppure si sono dimenticati di segnalare la svolta e/o di guardare nello specchietto prima di girare improvvisamente.

Il video con i test di sicurezza dimostrano chiaramente che quando sei su due ruote la cosa più importante è prevenire, guidando con maggiore attenzione, senza manovre azzardate, peraltro poco prevedibili da quelli che incroci, ed indossando il casco, bene allacciato.

E tanti saluti a quelli che sfrecciano per Milano con i maxi scooter, in bermuda ed infradito … un abbigliamento comodo e rinfrescante, ma ho i miei dubbi che rientri nella prevenzione di cui si parla.

A questo proposito suggerisco la lettura dei Consigli per una guida sicura, un corposo Pdf che puoi scaricare QUI redatto da Il Principe Brutto, un lettore affezionato del Blog.

un paio di post a supporto: Scooter + over40 + giacca e cravatta. Pessimo abbinamento…Lo spot dell’Ancma, buono, ma (secondo me) migliorabile

leggo su Altroconsumo

Le impressionanti immagini dei nostri crash test parlano da sole: in scooter ci sono poche difese e le conseguenze di un incidente possono essere gravi anche a bassa velocità.

Screenshot 2015-06-30 13.49.56

clicca QUI per vedere il crash test

Già solo viaggiando a 50 km orari, le conseguenze di un impatto a un incrocio possono essere serie.

Un buon equipaggiamento e uno scooter dotato di sistemi di sicurezza possono essere di aiuto, ma non bastano: occorre prevenire e tenere un comportamento adeguato alla guida.

Ma allora qual è lo scooter migliore?

Abbiamo portato in laboratorio 11 scooter 125cc delle case più diffuse sul mercato (Honda, Kymko, Peugeot, Vespa, Suzuki, Sym, Yamaha) e li abbiano portati su strada per valutarne le prestazioni di freni, accelerazione, consumi: ecco i risultati completi del test >  Confronta gli scooter

4 commenti su “Scooter 125 alla prova: il video dei crash test

  1. IlPrincipeBrutto
    1 luglio 2015

    Visto che sono stato chiamato in causa, mi permetto di aggiungere una nota.

    Ho scritto in Ride Safe, e l’ho scritto perche’ e’ una convinzione formata seguendo le fonti dalle quali ho attinto, che in moto le sorprese non esistono.
    A parte casi molto rari (non c’e’ alcuna prevenzione possibile contro un daino che sbuca da un cespuglio e decide di attraversare la strada), qualsiasi incidente e’ frutto almeno in parte di valutazioni sbagliate ed errori di guida da parte del motociclista.

    E questo vale anche per un sacco di incidenti in ambito urbano e semi urbano che si liquidano spesso come colpa dell’altro veicolo coinvolto. Veicolo che, nella maggior parte dei casi, e’ probabilmente responsabile penalmente e dal punto di vista assicurativo, ma avere ragione con l’assicurazione non serve a nulla se si finisce all’ospedale.

    Allora, vediamo il primo esempio che tu fai: un’auto che non rispetta la precedenza ad un incrocio.

    Un’auto non si materializza dal nulla ad un incrocio. Quindi, la si comincia ad osservare da quando e’ lontana dall’incrocio, per giudicare come si approccia e che atteggiamento ha. E’ poi fondamentale stabilire un contatto visivo con chi guida, e valutare se ci ha visto. Un autista che muove ripetutamente la testa di lato e’ molto meglio di uno che guarda fisso come un cadavere verso di noi.

    Se non si e’ sicuri si essere stati visti, meglio cominciare a prendere contro misure; si rallenta, ci si allontana dal bordo della strada, mettendo distanza tra noi e l’auto, al limite si suona. Se non si e’ sicuri che il driver ci abbia visti, meglio comportarsi di conseguenza. Il ‘linguaggio del corpo’ di chi e’ al volante ci da indicazioni piuttosto precise su che tipo di persona e’, e su cosa vuole fare. Uno che ha deciso di bruciare la precedenza manda segnali ben diversi da chi ci ha visto e ci lascera’ passare.

    Sta a chi e’ in moto osservare e riconoscere quei segnali; se i segnali dicono che il tizo al volante puo’ essere uno stronzo, meglio comportarsi come tale, e prepararsi a lasciarlo passare.

    Si, ma se l’incrocio non ha visibilita’, e la macchina in approccio non si vede? In questo caso la risposta e’ semplicissima; no visibilita, non sicurezza, quindi l’incrocio va approcciato con la massima prudenza, riducendo la velocita’, allontanandosi dal bordo strada, e preparandosi a frenare, o a una manovra di emergenza. Vale a dire, non si puo’ approcciare a 50 all’ora un incrocio o una immissione cieca. Non si puo’pretendere che il conducente di un’auto che esce da un garage ci abbia visti prima che il cofano sia tutto fuori.

    Esaminiamo ora il caso della ‘svolta a sx’, la manovra che miete numerose vittime in situazioni di traffico intenso o di coda. La regola fondamentale qui e’ gia’ nel codice della strada: non si supera in corrispondenza di incroci ed immissioni. Perche’ se c’e’ una immissione, una strada laterale, un incrocio, un posteggio libero, allora e’ possibile che un’auto decida di svoltarci dentro, e se e’ possibile, prima o poi succede. Quando si rimonta una fila, ai pericoli costituiti dagli incorci si aggiunge il fatto che un automobilista puo’ semplicemente essersi rotto le scatole, e decidere di uscire dalla fila.

    In tutti i casi, un’auto non svolta di punto in bianco. Spesso c’e’ un movimento della testa del conducente, uno sguardo al retrovisore, una gomma che comincia a ruotare verso l’esterno. Se si rimonta una fila, occorre osservare e interpretare tutti questi segnali; se lo si fa correttamente, dovrebbe essere davvero raro il caso in cui si viene sorpresi da una svolta a sinistra. Se non lo si fa correttamente, o non lo si fa proprio, le conseguenze possono essere sgradevoli.

    Inoltre, la velocita’ con cui si rimonta la fila e’ fondamentale. Non piu’ di 20Km/H di differenza rispetto al traffico, e in ogni caso mai andando oltre i 50 all’ora.

    Mi scuso per la lunghezza chilometrica del commento.
    Spero sia stato utile.

    sicuri si diventa, Ride Safe.

    • paoblog
      1 luglio 2015

      necessariamente lungo, per cui decisamente giustificato.

      premetto che con qualunque mezzo si circoli, anche a piedi, ritengo sia sempre necessario valutare le condizioni del traffico e la possibilità che ci sia quello che si comporta al di fuori delle regole.

      non essendo prevedibile, apppunto, l’imprevedibile, poi sta ai singoli, con lo stile di guida e, nello specifico, con abbigliamento e protezioni adeguate.

      Non mi aspetto che il tipo con il cinquantino o lo scooter abbia la tuta di pelle e gli stivaili in città, ma è necessario tenere presente che, anche senza impattare contro un’auto, si potrebbe cadere e quindi vestirsi in modo da limitare i danni è un buon punto di partenza.

      circa i vari esempi citati, posso dirti che nel mio caso quando sono stato steso da un’auto che ha svoltato l’automobilista non ha guardato, mosso la testa od altro. E’ semlicemente partito al verde svoltando improvvisamente a destra (era tutto a sinistra) e ponendosi sulla mia traiettoria.

      per quanto riguarda l’incrocio… quando ho avuto l’incidente nel 2007, con la Smart, l’automobilista è sbucato in velocità (ben più che 50 kmh) da uno Stop, con visibilità nulla causa le auto parcheggiate sino al limite dell’incrocio (anche se non si vede al meglio, questo incrocio: https://paoblog.net/2012/06/06/strisce-blu-8/ che in ogni caso fa il paio con questo: https://paoblog.net/2012/06/15/sicurezza-stradale-115/ )

      a parte il fatto che nella mia zona, dove lavoro, c’è un incrocio critico ogni 30 metri, rallentare “oltre misura” non è sempre fattibile, grazie anche al fatto che quelli che arrivano da dietro o vanno troppo veloci oppure ti stanno attaccati al paraurti, neanche fossimo su una pista.

      Diventa difficile pure fermarsi alle strisce per far passare il pedone… e qui c’è da ringraziare anche i vigili che non educano i conducenti, senza dover fare una multa, ma segnalando il cattivo comportamento … perchè ci sono gli stronzi che non capiscono neanche se gli spari, ma ci sono molti che per distrazione o imperizia fanno errori banali, ma pericolosi. Ed una sgridata talvolta può essere sufficiente.

      Comportamenti. Qui si parla di due ruote ed allora fare zigzag tra le auto in colonna oppure superare la colonna ferma, passando sia da destra che da sinistra, è fonte di guai, tanto più quando capita ad esempio sulla Statale sulla quale sbuco io ogni giorno e che devo attraversare, svoltando a sinistra.

      Capita spesso che l’automobilista in coda si fermi per farti passare, ma è altrettanto frequente che arrivi la moto a velocità troppo alta per la situazione e più di una volta ha centrato l’auto in uscita così come quella ferma in attesa di poter svoltare ed entrare nella via.

      Nel post sul Bluetooth l’amico Miro aveva detto che bisognerebbe informare gli automobilisti che non telefonare alla guida, non è reato. In egual modo bisognerebbe dire a quelli delle 2ruote che il fatto che ci sia lo spazio per passare non significa che uno ci debba passare a prescindere.

      Esco dal seminato, ma neanche tanto… l’altro giorno ad un incrocio c’era una fila di auto in attesa di poter passare. Un tipo su uno scooter non poteva aspettare ed ha pensato bene di salire sul marciapiede per poi andarsene, ma non a passo d’uomo … ed infatti io che arrivavo a piedi me lo sono visto sbucare da dietro l’angolo e mi è quasi passato sui piedi (parlo di un manubrio che è passato ad una spanna dalla panzetta) … e se fosse passata una mamma spingendo un passeggino, che quindi arriva prima all’angolo? Danni per il conducente, danni perr il pedone, tutti evitabili…

      Fermo restando la prudenza e quant’altro, l’Articolo 141 comma 2 recita: Il conducente deve sempre conservare il controllo del proprio veicolo ed essere in grado di compiere tutte le manovre necessarie in condizione di sicurezza, specialmente l’arresto tempestivo del veicolo entro i limiti del suo campo di visibilità e dinanzi a qualsiasi ostacolo prevedibile.

      Secondo me, ma è ovvio che anch’io sono di parte, per così dire, un veicolo che sbuca di colpo da un’incrocio regolato da Stop e con (mia) visuale fortemente limitata dalle vetture in sosta, non è nè prevedibile nè rientra nel mio campo di visibilità.

      Se c’è lo Stop io prevedo che chi arriva si fermi, non il contrario, sennò sarebbe come dire che chi passa con il semaforo verde abbia un concorso di colpa, dato che deve prevedere che un altro passi con il rosso.

      Dopo di che, certo, ci sono situazioni in cui io per primo consiglio prudenza al semaforo, anche se verde, ma è una prudenza attuabile alla partenza, ma difficilmente nel transito (a meno di essere in giro da soli): https://paoblog.net/2009/05/22/quando-scatta-il-verde-aspetta-un-attimo/

      • IlPrincipeBrutto
        1 luglio 2015

        Paolo,

        preferirei la discussione non degenerasse in un elenco di esempi particolari; un esempio vale solo per quella situazione particolare, una regola generale gli esempi li copre tutti (ok, quasi tutti, con questo accontentiamo i sofisti delle eccezioni).

        Decidere di attraversare a velocitá normale un incrocio a visibilita’ molto limitata e’ una scelta.
        Decidere di superare una fila di auto quando c’e’ un gap nella fila, senza considerare che da un gap puo’ uscire un cofano, e’ una scelta.
        Decidere di aumentare la velocita’ in situazioni di pericolo perche’ quello dietro ha fretta e’ una scelta (l’alternativa e’ farlo passare, se si puo’, o semplicemente fregarsene).
        Fare uno zig zag dissennato in mezzo alle auto e’ una scelta.
        Salire sul marciapiede con lo scooterone e’ una scelta.

        Non c’e’ niente di inevitabile in tutto questo. Non c’e’ nulla di imposto dall’alto, non c’e’ nulla che contravvenga l’assunto di partenza. Non ci sono (quasi) mai sorprese, ci sono solo scelte inappropriate e valutazioni sbagliate.

        Se arrivo ad un semaforo verde, la prima cosa che guardo e’ cosa c’e’ di lato. Ci sono auto ferme da entrambi i lati? e’ una situazione abbastanza sicura, vuol dire che il rosso c’e’ gia’ da tempo, e’ difficile che qualcuno bruci il semaforo a quel punto (e in ogni caso, il movimento tra le auto ferme lo noti).

        Non c’e’ nessuno? quello e’ un segnale di pericolo, perche’ vuol dire che il rosso e’ appena scattato, e quindi e’ ancora bruciabile, oppure che chi arriva, non essendoci alcun veicolo gia’ fermo in mezzo alla strada, potrebbe non vedere proprio il semaforo. Un semaforo verde non e’ una licenza per passare senza problemi, e’ solo il trigger per analizzare una situazione di potenziale pericolo come le altre; certo, il potenziale e’ meno alto che non in un incrocio completamente cieco, ma e’ comunque presente, e impone di fare una valutazione e prendere una decisione.

        Non ci sono sorprese. Una volta che si accetta questo punto di vista, la prospettiva cambia radicalmente, e la guida diventa molto piu’ proattiva (e senza dubbio estenuante. Buttarsi a capofitto senza pensarci richiede chiaramente meno sforzo mentale).

        sicuri si diventa, Ride Safe.

      • paoblog
        1 luglio 2015

        eh, ma questa non è mica una discussione… 😉

        Sai bene che non ho pregiudizi sulle due ruote, mi chiedo però se le scelte che citi sono realmente eccezioni oppure sono diventate delle costanti?
        E se è buona la seconda va da sè che l’esempio diventa regola.
        Lo preciso perchè le regole di cattivo comportamento, perlomeno sulle strade milanesi e correlate, le vedo in costante aumento.
        Vedo una moto/scooter in arrivo e prevedo un determinato comportamento che, dannazione, quasi sempre viene messo in pratica.

        in questo post: https://paoblog.net/2011/04/18/segnaletica-stradale/ in teoria si scherza un pò, ma rileggendolo a ben vedere è più vero che inventato.
        .
        |Buttarsi a capofitto senza pensarci richiede chiaramente meno sforzo mentale!

        ed infatti diceva bene Stohr: Per guidare servono molte intelligenze…

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