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Il 46% degli italiani rinuncia a spese mediche necessarie per mancanza di soldi

pensieri paroleun articolo che leggo su Altroconsumo che integro con il post  Vedo nei TG la malasanità a Napoli … perchè a Milano, invece…

Nell’articolo ho notato che si parla anche di cure dentarie e mi viene in mente l’amica che mi raccontava di come il figlio avesse bisogno di curare una carie e si è rivolta al Servizio Nazionale, al fine di contenere i costi in un momento difficile per il suo bilancio.

Se non fosse che le avevano fissato la visita dopo parecchi mesi, costringendola quindi a rivolgersi ad un dentista privato… di fatto è un cane che si morde la coda … non hai i soldi e ti rivolgi all’ASL che ti rimanda di mesi, per cui devi rivolgerti al privato, però ti scontri con i costi…

Giorni fa ho parlato con un conoscente 76enne che ha la moglie che non cammina praticamente più e dovrebbe essere ricoverata per un intervento, ma è da quasi due mesi che aspetta e nulla si muove, ma lui con la pensione che si ritrova di certo non può agire diversamente.

Oggi leggo: Salute, è guerra agli esami “inutili”. Multe ai medici, costi per i malati. e sicuramente verranno anche prescritti esami inutili, non dico di no, se non fosse che in ogni caso non si riescono pià a fare neanche quelli utili…

Altra cosa da tenere conto, oltre alla carenza di personale e/o di attrezzature, che però spesso si risolve prontamente se apri il portafoglio, oltre ai tagli di fondi e delle prestazioni, c’è da dire che l’italietta in agosto (e dicembre) quasi si ferma e diventa impossibile prenotare un esame in tempi ragionevoli.

E questa mancanza di disponibilità in certi periodi si tramuta in un ulteriore ingolfamento di strutture talvolta al collasso per conto loro.

Parlo a ragion veduta in quanto a mio padre a fine luglio hanno prescritto un esame necessario tra l’altro per andare alla visita della Commissione medica per il rinnovo della patente e di fatto riesce a farlo domani, ma in realtà i primi, numerosi, tentativi parlavano di una disponibilità da fine ottobre in poi.

Quindi riesce a farlo dopo due mesi … e da un mese e mezzo è appiedato, ma senza patente ci puoi anche stare, ma quando l’esame deve servire a curare una patologia? Oppure a scoprirla prima che degeneri?

Si parla di prevenzione e poi non riesci neanche ad accedere agli esami e/o alle cure….

farmaciaIn Italia la salute costa cara e chi ha bisogno di cure è chiamato sempre più a mettere mano al portafoglio.

Chi non ha la possibilità economica per far fronte alle spese sanitarie ha due alternative: rinunciare a curarsi (scelta fatta dal 46% delle famiglie italiane) oppure indebitarsi (13%).

La percentuale di famiglie, tra quelle con un reddito inferiore a 1.550 euro al mese, che rinuncia alle cure necessarie sale al 61%.

Le regioni in cui questo fenomeno è più evidente sono Campania (73%), Calabria (69%) e Lazio (64%). Questi dati sono il frutto della nostra ultima indagine svolta su 1.685 famiglie italiane.

In un anno purtroppo non si possono sostenere tutte le visite mediche essenziali. Il 46% degli italiani, come abbiamo già sottolineato, rinuncia ad almeno una cura all’anno. La percentuale si abbassa tra coloro che dispongono di un’assicurazione sanitaria, 33%.

Tra le cure più sacrificate quelle odontoiatriche (38%), oftalmiche (22%), alla riabilitazione fisica (15%) e quelle ortopediche (11%). Nei casi più gravi si rinuncia anche a visite assolutamente urgenti: il 23% in Sicilia, ad esempio, oppure il 18% tra coloro nella fascia di reddito inferiore a 1000 euro al mese.

Come abbiamo visto la spesa odontoiatrica è la voce sanitaria che pesa di più sul bilancio familiare: il 65% ha sostenuto almeno una spesa per i denti nel corso dell’anno, al costo medio di ben 1.385 euro. Sono circa 4 su 10 gli italiani che rinunciano a curare o a prevenire i problemi ai denti a causa delle difficoltà economiche.

Lo sapevi che le cure dentistiche sono parzialmente coperte dal Sistema Nazionale Sanitario?

Alcune cure sono garantite a precise categorie di cittadini: chi ha un reddito basso, ai bambini e ragazzi fino a 14 anni e ai pazienti particolarmente fragili (ad esempio chi è in radioterapia o in attesa di trapianto).

Per capire se si può avere accesso a qualche prestazione garantita, la cosa migliore da fare è rivolgersi alla propria Asl di residenza e chiedere quali sono le categorie esenti dal pagamento, perché la situazione varia da regione a regione.

La riabilitazione, ad esempio, ha fatto sborsare in media 540 euro (a un italiano su cinque) e lo stesso vale per le malattie croniche.

Un italiano su due, invece, ha avuto bisogno di curare la propria vista con un spesa media di 440 euro. Il 20% ha speso in media 430 euro per le cure ortopediche e 400 euro di visite specialistiche.

Il servizio sanitario pubblico deve puntare alla massima efficienza, ma restare fedele ai principi etici su cui si fonda e che sono sanciti anche dalla nostra Costituzione.

Prima di rinunciare alle cure di cui hai bisogno, o prima di spendere soldi nelle strutture sanitarie private, informati bene su quali sono i tuoi diritti in termini di esenzioni, classi di priorità, servizi e prestazioni gratuite. La legge stabilisce anche dei tempi di attesa massimi per ogni prestazione medica.

2 commenti su “Il 46% degli italiani rinuncia a spese mediche necessarie per mancanza di soldi

  1. IlPrincipeBrutto
    23 settembre 2015

    Come si convince la gente a privatizzare un servizio che va benissimo:
    .
    – si tolgono i fondi
    – le cose, chiaramente, cominciano ad andare male
    – la gente legge di Malasanita’ sui giornali
    – si comincia a negare il diritto alla Salute (sancito, peraltro, dalla Costituzione) riducendo le prestazioni perche’ “bisogna rendere il sistema piu’ efficiente”.
    – si finisce con l’invocare il privato
    – et voila’, un servizio essenziale ed efficiente (secondo alcuni studi la sanita’ italiana e’ la terza nel mondo per efficienza e resa della spesa) viene privatizzato, in modo che faccia soldi per i nuovi proprietari.
    .
    Nuovi proprietari privati che chiaramente si prendono solo i rami piu’ redditizi. Per esempio, avete mai notato che di cliniche private ce ne sono una marea, e per le prestazioni piu’ disparate, ma di pronto soccorso privati non ce n’e’ neppure uno?
    .
    sicuri si diventa, Ride Safe.

  2. Poppea
    23 settembre 2015

    ne stavo parlando poco fa con due carabinieri che lavorano qui da noi…

    Quando era incinta la moglie di uno di questi, le era stato prescritto un esame che in gravidanza avrebbe dovuto essere gratuito ma il primo appuntamento utile era dopo 8 mesi, quindi avrebbe già partorito!!

    Se mi togliessero le tasse x spese sanitarie io farei un’assicurazione e starei a posto. Fino a qualche anno fa (ora non so) c’era una legge che se l’esame è urgente e non c’è disponibilità presso la asl devono mandarti a spese loro da un pvt.

    Anni fa feci notare la cosa e mia madre fece l’esame da un pvt senza pagare nulla.

    Ora non so, stavo leggendo dei tagli, addirittura se tu esempio non hai colesterolo sugli esami del sangue, non lo puoi ripetere prima di 5 anni.

    Prima fanno le campagne sul colesterolo occlude le arterie ecc e poi metti ste’ leggi del cazzo?

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Questa voce è stata pubblicata il 23 settembre 2015 da in Consumatori & Utenti, Leggo & Pubblico, Persone & Società, Salute & Benessere con tag , , , , , , , .
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