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Consumi bugiardi: il giudice ammette la class action contro Fiat

benzinaLa Corte d’Appello di Torino ha dichiarato ammissibile la nostra class action contro Fiat, ribaltando la decisione del Tribunale che la riteneva infondata.

Ben prima che esplodesse lo scandalo dieselgate avevamo denunciato la pratica dei “consumi bugiardi”, ovvero la differenza tra consumi dichiarati e consumi reali, sia di Fiat sia di Volkswagen.

La Corte ha ora ammesso l’azione contro Fiat. Ora aspettiamo la decisione del giudice per quanto riguarda Volkswagen.

Per quanto riguarda Volkswagen, alla prima udienza, conclusa da poco, il giudice si è riservato di decidere l’ammissibilità della nostra azione legale a difesa dei consumatori.

Ma noi andiamo avanti, in maniera parallela, anche sull’altro fronte, quello del dieselgate vero e proprio: stiamo raccogliendo i casi di tutti i consumatori coinvolti. Scopri se la tua auto è coinvolta e partecipa alla nostra azione.

continua la lettura qui: Consumi bugiardi: il giudice ammette la class action contro Fiat – Altroconsumo

8 commenti su “Consumi bugiardi: il giudice ammette la class action contro Fiat

  1. £@
    20 novembre 2015

    E invece non credo che anche l’ente omologatore debba risponderne.
    O meglio, magari dovrà risponderne di non aver controllato dopo, il risultato prodotto da Fiat ma… essendo in regime di auto-denuncia (perchè le omologazioni vengono effettutate in completa autonomia dalle case nei loro laboratori) va da se che se Fiat interpreta la “procedura da seguire” in moto tale che… faccio un esempio: la parola “ancora” potrebbe voler dire “ripetere” o “bloccare a terra” ma hanno significati ben diversi. E pertanto se nella frase vuol dire “ripedi 2 volte l’esercizio” ma Fiat perchè non è stata controllata ne ha approfittato ed ha interpretato volutamente la medesima frase con “fai in test 1 volta sola ma con l’auto ben ferma”… va da se’ che il risultato cambia.

    Comunque, che il ciclo di omologazione sia esausto e con ambi margini di errore è oramai risaputo… ma almeno si poteva paragonere 2/3 auto tra di loro comparando i vari dati di omologazione, che seppur molto lontani dalla realtà permettevano di fare un confronto tra vetture, cosi’ da poter dire “quella consuma il 30% in meno di quell’altra” senza pero’ sapere quanto entrambe consumano nella realtà.
    Il problema pero’, in questi scandali (sia il DieselGate che quello della panda) è che le case abbiano VOLONTARIAMENTE effettuato dei test di omologazione non seguendo le regole, e pertanto le vetture non corrispondono a quanto dichiarato, seppur il test di omlogazione preveda dei margini di tolleranza piuttosto ampi.

    Eda qui’ la richiesta di rimborso… come ho scritto ieri da qualche altra parte…
    se io producessi una vettura che dichiaro che fà 100km/l e poi ripetendo il test non li fà e non ci si avvicina nemmeno, devo esser punito per aver mentito… o no?

  2. Paoblog
    19 novembre 2015

    ieri non ho avuto il tempo di scrivere, ma ho approfondito la questione dei test condotti da Altroconsumo:

    “I test sono stati realizzati seguendo le norme attualmente in vigore, la Nedc (New European Driving Cycle), adottate dal 1980, mai aggiornate. Una legge anacronistica e permissiva; le prove infatti non sono realistiche e sono molto malleabili, grazie a trucchi che permettono di sfruttarla a meglio. Dal rimuovere gli accessori di serie per ridurre il peso dell’auto, al gonfiare eccessivamente i pneumatici, all’avvolgere l’auto col nastro per minimizzare la resistenza all’aria. Nell’infografica gli stratagemmi per barare.

    Le auto sottoposte alle prove sono state appunto Panda 1.2 e Golf 1.6 TDI, in entrambi i casi le emissioni e i consumi rilevati da Altroconsumo in laboratorio superano di gran lunga quelli dichiarati nelle pubblicità delle auto, anche tenendo conto dei margini di flessibilità concessi dalla legge. Ma non sono le sole: la forzatura sui risultati è una prassi allargata al settore internazionale della produzione auto.

    Le due auto messe alla prova in un laboratorio specializzato hanno dimostrato una differenza tra i consumi misurati da Altroconsumo e quelli dichiarati di +18% e +50%. ”

    La questione da chiarire, a qiesto punto, è se i test di laboratorio di Fiat (vedi VW) sono stati falsati in modo che si ottenesse il valore X oppure se i test sono stati fatti correttamente e poi sulle pubblicità/depliant sia stao indicato un valore falso il che porterebbe alla frode commerciale.

  3. Lorenzo
    18 novembre 2015

    Grazie, ora è più chiaro 😉 questo però implica che lla class action sia diretta non solo contro Fiat, ma anche contro l’ente omologatore, perché altrimenti la casa (ammesso che abbia effettivamente prodotto un torto) non avrebbe potuto da sola far consumare l’auto meno di quanto registrato in un altro laboratorio.

    Questo a meno di un altro sistema simile a un defeat device…

    Ovvio che in ogni caso il giudice esaminerà le condizioni in cui si è svolta la prova di Altroconsumo, per verificare che siano al 100% corrispondenti a quelle ufficiali.

    P.S. Tutte queste vicissitudini non fanno che far crescere sempre più il desiderio di test in strada e controllati in modo serio e approfondito… forse tra diversi mesi saremo accontentati!

  4. £@
    18 novembre 2015

    Paoblog ciao, forse non ho spiegato bene

    Ma la Class-Action di Altroconsumo (della Panda per semplificare) e il Dieselgate (delel Wv, Audi Seat e Skoda sui valori di NOx) son molto differenti.
    Anche se entrambe si basano sulle lacune delle norme diomologazione dele autovetture che in entrambi i casi sono riultati diversi.
    Nel primo (il caso della Panda) la discrepanza stà un test fatto ripetendo il ciclo di omologazione con quanto dichiarato dal costruttore, e nel secondo caso (il DieselGate) le vetture cambiavano il loro funzionamento appena si acorgevano di essere sottoposte ad una omologazione.

    Infatti, sia nel primo che nel secondo caso non si MAI presi come riferimento il reale consumo su strada, ma sempre i valori che le stesse vetture fanno durante un ciclio di omologazione.

    E’ come se per ipotesi, per omologare un auto bisognasse tenere accese le luci e…
    ….nel caso “panda” la luce emessa “è al 80%” pertanto ripetendo il test “seriamente” la luce è al 100% e del 20% più forte.
    … nel DieselGate la luce che viene accesa non è quella dei fanali, ma un altra (nascosta e a led) anche se durante la marcia normale questa lampadina a led non verrà mai usata.

    ora è più chiaro??
    😀

  5. Lorenzo
    18 novembre 2015

    Sì, mi ritrovo con quanto avete detto. Adesso appunto aspettiamo la sentenza… 🙂 curioso di vedere se si giudicherà la prima class action contro VW, quella basata sulla Golf e avanzata prima del VWGate, in modo indipendente da quella avanzata dopo sulla truffa… a mio avviso no.

  6. Paoblog
    18 novembre 2015

    io credo che quella di Altroconsumo sia una mossa per sollecitare maggiore attenzione al problema … il giudice ha ammesso la causa, ma nessuno garantisce la vittoria…

    vero, verissimo, che i dati dichiarati sono lontani anni luce dal vero e nei fatti costituiscono una frode commerciale, ma è altresì vero come fa notare Lorenzo che si tratta di risultati ottenuti secondo le norme di omologazione, irreali quanto si vuole, ma sempre norme sono.

    Non per niente il mio post sull’argomento parlava di “truffa legalizzata”…. 😉

  7. £@
    18 novembre 2015

    Per quanto riguarda questa Class-Action ti posso delucidare io Lorenzo,
    Altroconsumo aveva tempo fà (prima dello scandalo VW) ha fatto provare da un apposito laboratorio diverse autovetture, e durante le loro prove era venuto fuori che alcune vetture dichiaravano valori di consumo molto differenti da quelli fatti dal laboratorio (dove non vacevano altro che ripetere il ciclio di omologazione).

    E pertanto, secondo Altroconsumo, la vetture con i valori dichiarati molto differenti 20-40% da quanto da loro verificato erano “bugiarde”. E necessitavano di risarcimenti.

    tutto qui’.

  8. Lorenzo
    18 novembre 2015

    Non ho letto nel dettaglio le due class action, contro FIAT e contro VW, però mi piacerebbe capire su quali basi il giudice ha ritenuto ammissibile quella contro FIAT.

    Perché tra il caso FIAT (e di qualsiasi altra casa) e il caso VW c’è la fondamentale differenza che nel secondo siamo di fronte a una frode che agisce sui cicli stessi di omologazione; nel primo invece i risultati sono sì “bugiardi” rispetto alla realtà, ma questo è un effetto consentito dalle normative vigenti.

    Ho già avuto modo di osservare che anche per me quelle normative sono inadeguate, e infatti è già stato deciso di cambiarle; non nascondo che in fondo i consumatori non ci guadagnino 😉 in ogni caso. Però formalmente abbiamo da una parte una situazione legittima (a meno che non si dimostri che anche FIAT usasse defeat device) e dall’altra una pesantemente illegittima.

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