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Spese mediche nel 730 online: troppa confusione

burocraziain sintesi un articolo che leggo su Altroconsumo

Da quest’anno è possibile consultare le spese sanitarie che risultano allo Stato tramite il portale “Sistema tessera sanitaria“, che acquisisce direttamente da aziende sanitarie locali, ospedali, medici e farmacie tutti gli importi di fatture, ricevute e scontrini fiscali emessi nel 2015.

I dati acquisiti dal sistema vengono trasmessi all’Agenzia delle entrate per essere inseriti automaticamente nella dichiarazione dei redditi precompilata del contribuente che ha sostenuto la spesa.

Per accedere al proprio profilo si possono utilizzare gli stessi codici di accesso del sito dell’Agenzia delle entrate. Per tutelare la privacy dei contribuenti, l’Agenzia delle Entrate visualizza i dati in forma aggregata.

Non si entrerà nel merito, però, della prestazione stessa: così non sarà possibile distinguere una visita dentistica da una ginecologica.

Gli importi totali sono le uniche informazioni visibili dagli intermediari indicati per la compilazione (il Caf, per esempio), il dettaglio delle spese, invece, può essere visualizzato solo dal contribuente accedendo al Sistema tessera sanitaria o, dal 15 aprile, anche sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

Cosa non funziona e perché si genera confusione

Di fatto, le informazioni che si trovano nel proprio profilo creano molta confusione e rischiano di generare dubbi sulla reale detraibilità di quanto non è stato indicato dallo Stato.

Se per la parte relativa alle spese mediche abbiamo riscontrato errori riguardanti spese non inserite e spese rimborsate in toto o in parte che non vengono indicate come tali, per la parte delle spese farmaceutiche i dati inseriti rappresentano un vero ginepraio che impedisce a chiunque di far la spunta con i documenti che ha conservato durante l’anno.

La maggior parte degli scontrini è completamente assente e alcuni scontrini, benché registrati dal farmacista con un unico codice fiscale ma riguardanti ticket di due persone diverse, sono stati divisi sui rispettivi profili creando l’ulteriore problema dell’esibizione della documentazione in caso di controllo.

Opporsi all’invio dei dati, ecco come fare

Entro il 9 marzo i contribuenti possono accedere al proprio profilo del Sistema Tessera sanitaria usando i codici d’accesso del sito dell’Agenzia delle entrate per opporsi all’invio delle informazioni o di parte di esse all’Agenzia delle entrate.

Così i dati non compariranno nel 730 precompilato, ma potranno ugualmente essere inseriti dal contribuente in sede di modifica del modello per ottenerne la detrazione.

Per ogni spesa indicata esiste un bottone “opposizione” da cliccare qualora non volessi far sapere all’Agenzia delle entrate dati personali che però, ricordiamo, per come sono stati inseriti non rivelano niente sul tuo stato di salute o sulla tipologia di prestazioni ricevute.

Per le spese sostenute dal 2016 (che, quindi, entreranno nella dichiarazione 2017), puoi manifestare il tuo dissenso direttamente a chi eroga il servizio sanitario.

lettura integrale dell’articolo: Spese mediche nel 730 online: troppa confusione – Altroconsumo

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