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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Diario di un Lettore Pendolare: Murphy

Trenord

Come ogni mattina arrivo in stazione al pelo, un paio di minuti prima dell’arrivo del treno. Alzo lo sguardo al tabellone e senza grandi sorprese mi accorgo che il mio ha cinque minuti di ritardo. Tutto nella norma.

Arrivo sulla banchina e aspetto notando che al binario non è ancora segnato, ma anche qui tutto nella norma.

Poco dopo ecco che appare, ma i minuti di ritardo sono diventati dieci: sempre nella norma, ma la cosa comincia a farsi seccante.

Neanche il tempo di mandare un paio di insulti mentali che, senza avviso alcuno e quasi in sordina, la stazione di arrivo segnata sul display cambia: non più Pioltello, ma il treno terminerà la sua corsa diverse fermate prima, a Milano Certosa, il buco nero delle ferrovie milanesi, da lì non esiste alcun modo di raggiungere la civiltà.

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