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I fondi Inail per la rimozione dell’amianto: come fare ad accedere?

AmbienteCome sempre questo post non è pubblicità sotto false spoglie, anzi lo Studio MSM offre una Promozione ai Bloggers che, facendo riferimento a questa pagina, contatteranno lo Studio ovvero la valutazione dei requisiti per la partecipazione al bando sarà gratuita e sarà applicato uno sconto sulla presentazione della domanda.

Quadro generale > Il boom economico italiano a partire dagli anni ’50, a ridosso della fine della Seconda guerra mondiale, ha visto entrare nelle nostre case comodità e innovazioni tecnologiche di vario tipo, si è dato il via libera a nuove costruzioni e ha fatto l’ingresso, tra i materiali più richiesti e versatili, l’amianto.

Brevettato nel 1901 dall’austriaco Ludwig Hatschek, il nuovo materiale per l’edilizia si ottiene dalla lavorazione con il cemento. Nel 1911 l’Eternit diventa diffusissimo e la produzione di lastre, tegole, vasche per la raccolta dell’acqua e tubi è a pieno ritmo.

Ha trovato, inoltre, un largo utilizzo come materiale isolante, materiali fonoassorbenti, coperture di edifici industriali, serbatoi, cassoni e guarnizioni.

Fra le caratteristiche più interessanti troviamo che l’amianto ha una buona resistenza termica, elevata resistenza all’azione di agenti termici e all’usura; è facilmente mescolabile con altre sostanze e un’ottima facilità di lavorazione.

Nel 1992 con la legge 257 viene vietata l’attività di estrazione, importazione ed esportazione, produzione e commercializzazione dell’amianto e dei prodotti che lo contengono.

Perché? Perché dopo un così largo utilizzo e con tutte le buone proprietà sopra elencate viene bandito così drasticamente?

La pericolosità dell’amianto consiste nella capacità del materiale di rilasciare fibre potenzialmente inalabili dall’uomo, fibre che hanno la caratteristica di dividersi in senso longitudinale anziché trasversale come tutte le altre.

Le malattie da amianto possono manifestarsi anche dopo diversi anni. I materiali più pericolosi sono, ovviamente, quelli contenenti amianto friabile.

Bonificare gli edifici, rimuovere l’amianto dalle strutture è divenuta, oramai, una priorità. Ma comporta un investimento di denaro considerevole che nonostante l’urgenza e l’importanza dell’intervento non tutti sono capaci di accollarsi.

Fortunatamente i fondi europei ci vengono in soccorso, nello specifico attraverso bandi regionali che si rivolgono alle imprese.

Leggi anche: Come accedere ai fondi pubblici per l’ecosostenibilità

Senza contare, a valle della realizzazione, la rendicontazione dell’intervento effettuato, la quale deve risultare puntuale, esatta, e formalizzata secondo gli standard richiesti, che sono molto elevati.

Un’opportunità presente

Inail finanzia in conto capitale le spese sostenute per progetti di miglioramento dei livelli di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

L’incentivo strutturale dell’Inail è partito dal 2010. Con il bando 2015 sono resi disponibili fino a 276.269.986,00 €.

I finanziamenti sono a fondo perduto e vengono assegnati fino a esaurimento, secondo l’ordine cronologico di arrivo delle domande.

Il contributo, pari al 65% dell’intervento, per un massimo di 130.000 €, viene erogato a seguito del superamento della verifica tecnico-amministrativa e la conseguente realizzazione del progetto.

Destinatari: Imprese, anche individuali, iscritte alla Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura.

Tipologia di progetti ammessi: i progetti ammessi a contributo sono progetti di investimento volti al miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza dei lavoratori, progetti per l’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale e progetti di bonifica dei materiali contenenti amianto.

La prima categoria di progetti prevista si può articolare in più interventi o acquisti purché nella medesima tipologia di intervento, ovvero:

Ristrutturazione o modifica di ambienti di lavoro;

Acquisto di macchine;

Acquisto di dispositivi per lo svolgimento di attività in ambienti confinati;

Installazione, modifica o adeguamento di impianti elettrici, antincendio, di aspirazione e ventilazione;

La seconda tipologia, invece, prevede che la richiesta riguardi tutti i lavoratori che fanno capo a un solo datore di lavoro, anche se operano in più regioni italiane.

In questo caso le modalità di intervento previste sono:

Adozione di sistemi di gestione della salute e sicurezza sul lavoro (SGSL);

Adozione di un modello organizzativo e gestionale di cui all’art 30 del D.Lgs. 81/08 asseverato in conformità alla prassi di riferimento UNI/PdR 2:2013 in riferimento al settore delle costruzioni edili e di ingegneria civile;

Adozione di un modello organizzativo e gestionale conforme all’art. 30 del D.Lgs. 81/2008 e s.m.i anche secondo le procedure semplificate di cui al DM 13/2/2014;

Adozione di un sistema di responsabilità sociale certificato SA 8000;

Modalità di rendicontazione sociale asseverata da parte terza indipendente;

La terza tipologia comprende tutti gli interventi di bonifica da materiali contenenti amianto costituiti dalla rimozione del materiale con successivo trasporto e smaltimento in discarica autorizzata.

Sono quindi esclusi dal finanziamento gli interventi di rimozione non comprendenti lo smaltimento, quelli di incapsulamento o confinamento e, infine, il mero smaltimento di MCA già rimossi.

Scadenza: ore 18.00 del 5 maggio 2016

Perchè è importante questo bando: innanzitutto per evitare sanzioni da parte delle amministrazioni: il primo motivo della rimozione dell’eternit è dovuto proprio a ciò e a evitare la chiusura dell’attività.

Sono ormai sempre più frequenti le intimazioni del Comune, a seguito di segnalazioni di cittadini e non solo, rivolte alle aziende al fine di sollecitare lo smaltimento.

Spesso, trattandosi di materiali risalenti a oltre 30 anni fa, questi non sono più integri, ma si usurano e quindi si lacerano. Come abbiamo detto l’amianto friabile è quello più pericoloso in quanto più facilmente inalabile.

Un secondo motivo è rappresentato dai clienti che non vogliono correre rischi di contaminazione: in questi casi è forte il rischio di perdere commesse da aziende esterne, aziende che solitamente lavorano a stretto gomito ma che per tutelarsi da questo pericolo sono disposte a interrompere la collaborazione.

In quali errori si può incorrere se non si è supportati da una squadra di esperti: l’errore più frequente sta nel pensare che questo bando si rivolga solo alla rimozione e al relativo smaltimento in discarica, mentre l’Inps richiede, oltre alla bonifica, che si proceda anche al rifacimento.

Tale leggerezza può costare all’impresa richiedente quasi la metà del contributo, ossia l’ente beneficiario si riserva di decurtare una parte del prestito a domande incomplete o non correttamente formulate. Incoerenze tra il preventivo e la rendicontazione rappresentano un ulteriore motivo di decurtazione.

Le imprese che abbiano già fatto l’investimento, pur essendo in attesa di fattura, non sono ammesse al bando.

L’Inail non prende in considerazione gli investimenti avvenuti prima della data del 07.05.16; copre, quindi, esclusivamente gli investimenti futuri.

Inoltre, non possono accedere coloro che hanno già usufruito di contributi simili nei tre anni precedenti. Occorre essere in regola con il versamento dei contributi previdenziali.

Infine, è inutile inviare la domanda se non si raggiungono i 120 punti minimi per l’accesso e per i quali gli esperti possono aiutarti sia a valutare se rientri nelle condizioni o come fare per ottenerle.

 Al fine di offrire supporto a coloro che ne necessitano al fine di richiedere finanziamenti pubblici, abbiamo costituito una squadra integrata composta da diverse professionalità che operano in sinergia:

  • Progettista edile

  • Progettisti impianti

  • Consulenti per i finanziamenti

 

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