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Mutui per giovani precari: c’è un fondo di garanzia, ma le banche lo ignorano

lenteIl Fondo di garanzia statale destinato ad aiutare i precari a ottenere il mutuo viene ignorato dalle banche, che non rinunciano però a rifilare polizze e conti.

Nella nostra inchiesta ci siamo finti una coppia di trentenni precari e abbiamo visitato 61 agenzie bancarie in tutta Italia: abbiamo scoperto che la maggior parte degli istituti di credito ignora l’esistenza del fondo, mentre chi lo conosce lo concede solo se si accettano alcune condizioni particolari.

Siamo andati in 61 agenzie bancarie a Milano, Bologna, Napoli e Bari nei panni di una giovane coppia trentenne con contratti di lavoro precari e senza santi in paradiso che potessero fare da garante per un mutuo.

Un profilo che allo sportello non ha molte chance di ottenere un mutuo, se non con la garanzia che ci mette lo Stato grazie al Fondo.

Che viene ignorato anche sulla maggior parte dei loro siti, nonostante le banche aderenti si siano impegnate con il ministero del Tesoro.

In ben 9 casi ci hanno chiesto la garanzia di un terzo, cioè la fideiussione di un parente o di un co-obbligato.

Annullando, quindi, il senso dell’esistenza di un fondo che dà alla banca la garanzia dello Stato.

Lo stesso regolamento del Fondo prevede che l’istituto di credito non possa chiedere garanzie aggiuntive, se non le coperture assicurative.

Anche sul fronte del Taeg (il tasso di interesse complessivo del mutuo) il regolamento stabilisce che non debba superare il 3,6% per i mutui a tasso fisso e il 2,83% per quelli a tasso variabile.

Nel nostro giro per banche, invece, in molti casi il Taeg è superiore a questi valori.

lettura integrale qui: Mutui per giovani precari: c’è un fondo di garanzia, ma le banche lo ignorano – Altroconsumo

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