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Falso extravergine: l’Antitrust sanziona Carapelli e Coricelli

olioL’Antitrust ha condannato per pratica commerciale scorretta Carapelli, Bertolli e Sasso – marchi del gruppo Deoleo – e Coricelli rispettivamente per 300.000 e 100.000 euro.

L’Authority ha definito “ingannevole l’indicazione ‘olio extravergine di oliva’”, riportati sulle confezioni, in quanto questi oli sono risultati essere semplicemente “vergini”. (*)

L’Antitrust si è pronunciata a seguito di un esposto di Konsumer Italia che si era rivolta al Garante ipotizzando la pratica commerciale scorretta, dopo le analisi del Test-Salvagente del giugno scorso.

Nello specifico, l’Antitrust nelle due sentenze, mette in rilievo delle circostanze fino ad ora non note ai consumatori.

Per quanto riguarda i marchi Carapelli, Bertolli e Sasso “la pratica commerciale è stata posta in essere dal 3 maggio 2015 al mese di maggio 2016 (epoca di completamento del ritiro dei prodotti appartenenti ai lotti che appartenevano ai campioni prelevati dal Nas di Torino)”.

Anche per Coricelli la condotta sanzionata dall’Antitrust è cessata “il 31 dicembre 2015” quando, si legge negli atti, “il professionista ha ritirato dal commercio tale prodotto”.

Fonte & Dettagli: Falso extravergine, dopo Lidl l’Antitrust sanziona Carapelli e Coricelli | Il Test

(*) Per oli di oliva si intendono gli oli ottenuti esclusivamente dalle olive, mediante un procedimento di estrazione meccanica. Sarà classificato come extravergine se corrisponderà ad un olio assolutamente perfetto, senza difetti, con un’acidità libera espressa in acido oleico non superiore a 0.8 g per 100 g; gli oli che, invece, presentano piccole imperfezioni di gusto, vengono destinati alla raffinazione e miscelati con una percentuale variabile di extra vergine diventando così olio di oliva. (Fonte)

Clicca qui e leggi anche la lettera che Carapelli ha scritto a Il Fatto Alimentare

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