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Pacchi e raccomandate: in arrivo un aumento del 18%

Su Il Salvagente ho letto la notizia che riporto in calce sugli aumenti tariffari previsti da Poste per pacchi e raccomandate.

Vendendo i miei libri usati, mi capita spesso di andare in Posta ed ogni volta è un calvario e l’ultima volta sono restato in attesa 45 minuti. Troppa gente?

La realtà racconta che due impiegate sono andate in pensione ed ovviamente non sono state rimpiazzate, poi il ritiro delle raccomandate è stato spostato dall’ufficio postale più grande a questo con due soli sportelli per cui intasamento ad ogni ora, ed infine procedure farraginose per ogni operazione.

Vedi una signora che per prelevare con assegno (suo) dal (suo) conto ci ha messo 30 minuti perchè non glieli volevano dare per una situazione da Comma 22.

E quindi verrebbe da dire alle Poste che invece che proporsi negli spot TV come referenti per gli investimenti, pensino prima a fare bene quello che dovrebbe essere il loro lavoro ovvero spedire e consegnare.

Che obiettivamente 4 settimane per consegnare un libro da Milano a Mantova (circa 160 km) mi sembra un’esagerazione.

Mi piacerebbe dire che delle raccomandate me ne frego, visto che c’è la Pec, ma è altresì vero che le mail certificate sono ancor usate poco se non male; vedi quel cliente che un paio di anni fa ha inviato una comunicazione generica via Pec, ma con gli indirizzi dei 95 destinatari in chiaro.

Ed infatti dopo un paio di settimane mi sono ritrovato nella casella Pec la famosa mail finta di Enel con virus a corredo.

Per quel che mi riguarda ovviamente non l’ho aperta, ma non tutti hanno il livello minimo di attenzione che sarebbe richiesta, perchè se non sei utente Enel e ricevi una fattura via mail, una domanda dovresti fartela e, soprattutto, non dovresti inoltrare in automatico la mail al commercialista che poi l’ha aperta “in fiducia” con danni immaginabili.

 

Aumenti in arrivo per chi vuol spedire lettere e pacchi: dal 3 luglio Poste Italiane “rimodula” all’insù molte tariffe dei servizi di spedizione.

Per inviare lettere o plichi in base alla tariffa di posta ordinaria (posta 4) sarà necessario pagare un po’ di più in molti scaglioni di peso (anche se alcune tipologie saranno invece ridotte); una lettera o una cartolina (fino a 20 grammi) costeranno 1,10 euro invece degli attuali 95 centesimi.

Spedire una lettera all’estero nel primo scaglione di peso e nell’area europea e mediterranea costerà 1,15 euro invece di un euro.

Le tariffe della Posta Raccomandata interna saranno incrementate in tutti gli scaglioni di peso: ad esempio, la tariffa per gli invii fino a 20 grammi varierà da 5,00 euro a 5,40 euro.

Saranno incrementate anche le tariffe delle comunicazioni connesse alle notifiche degli Atti Giudiziari.

Rincareranno inoltre le tariffe della posta assicurata interna: in particolare, la tariffa per gli invii di valore fino a 50 euro e di peso fino a 20 grammi varierà da 5,80 euro a 6,20 euro.

Per quanto riguarda i pacchi, infine, ecco quanto previsto dalla manovra: la struttura degli scaglioni di peso del Pacco Ordinario Nazionale passerà dagli attuali due (0-10 kg; 10-20 Kg) a tre (0-5 kg; 5-10 Kg; 10-20 Kg).

Le tariffe saranno rimodulate nella seguente modalità: 0-5 Kg = 9,00 euro; 5-10 Kg = 11,00 euro; 10-20 Kg = 15,00 euro.

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Questa voce è stata pubblicata il 31 maggio 2018 da in Consumatori & Utenti, Leggo & Pubblico, Utenze (Eni - Vodafone - Telecom, ecc...).
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