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“L’olio ‘Italico’ è un inganno per i consumatori”. Al via la petizione

L’altro giorno dopo aver letto un articolo in merito all’olio italico (composto dal 50% di olio italiano ed il resto da ogni dove) mi è tornata in mente la pretestuosa battaglia di Coldiretti contro il grano straniero.

Strano atteggiamento, questo. Difendi il grano italiano e non l’olio extravergine?

E così come capita con altri Consorzi che vogliono stravolgere i disciplinari di produzione di prodotti di qualità al fine di aumentare le vendite, ecco che capita lo stesso con l’olio ed una volta ancora, pur di vendere di più, sputtaniamo i prodotti alimentari di eccellenza.

Complimenti.

Il Cno, il Consorzio nazionale degli olivicoltori, ha lanciato una petizione su change.org contro “le squallide miscele” e per salvare il vero olio extravergine d’oliva 100% italiano.

Un’iniziativa sostenuta anche da Konsumer Italia che in una lettera indirizzato al ministro delle Politiche agricole Gian Marco Centinanio ha espresso le proprie perplessità, sollecitandolo a prendere posizione sulla questione affinchè non passi un messaggio che potrebbe ingannare i consumatori.

Sulla stessa posizione anche un’altra organizzazione degli olivocoltori Unasco: “I consumatori vengono ingannati con un italian sounding interno!”

“L’accordo di filiera farlocco siglato giovedì a Roma tra Coldiretti/Unaprol e Federolio è un attentato all’Italia, ad uno dei prodotti simbolo del made in Italy, l’olio extravergine d’oliva, ai produttori del nostro paese e alla salute dei consumatori”.

Non usa giri di parole il presidente del Consorzio nazionale degli olivicoltori, Gennaro Sicolo, per condannare il progetto che si nasconde dietro a questo accordo.

“La gravità di questa iniziativa – ha aggiunto la Cno in una nota – deriva dal fatto che alcune aziende, per logiche di profitto e di mercato anche legittime dal loro punto di vista, tentano di arrivare allo sdoganamento delle miscele di oli (italiano con comunitario ed extracomunitario), auspicata per anni e dal mondo della produzione sempre osteggiata, con la subdola connivenza di Coldiretti, palesatasi in maniera chiara con le parole del segretario generale, Vincenzo Gesmundo”.

“Condividiamo le preoccupazioni espresse dalla Cno – commenta Fabrizio Premuti, presidente Konsumer Italia – perché l’accordo Coldiretti/Federolio rischia di penalizzare e svilire la forza del nostro made in Italy. Aggirare la trasparenza richiamando all’italianità prodotti che italiani non sono è un passo indietro verso la tutela della nostra produzione, della trasparenza, della tracciabilità e della sicurezza alimentare che oli di altri paesi non possono garantire. Per questo ci siamo appellati al ministro Centinaio”.

Fonte & lettura integrale: Il Salvagente

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Questa voce è stata pubblicata il 3 luglio 2018 da in Alimentazione, Cucina & Ristoranti, Consumatori & Utenti, Sicurezza alimentare.
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